martedì 28 aprile 2009

Cronaca di un piccolo dramma transazionale

Le disavventure di chi si trova all'improvviso senza bancomat perché la carta di debito è stata bloccata. A caro prezzo...

“Transazione negata”. Due parole possono creare un certo disagio se pronunciate di fronte alla cassa di un negozio nell’ora di punta. Soprattutto se non hai denaro cash per pagare il conto e a pronunciarle è un commerciante dallo sguardo torvo, che, al secondo tentativo (fallito), allarga le braccia e avverte “non so che dirle”...

Per fortuna la sensazione di disagio scompare all’uscita dal negozio. Poi, subentra la paura. Oddio, “mi hanno svuotato il conto”. Torni affannosamente in ufficio, cerchi di collegarti al sito della banca. E, ammesso che il panico non abbia cancellato dalla memoria il codice di sicurezza, accedi al servizio di home banking. Nella migliore delle ipotesi, è tutto ok.

Ma allora, “perché diavolo la carta non funziona?”. Chiami il servizio clienti. Riesci a parlare quasi subito con una signorina del call center; gentilissima, ti spiega che “sì, signor Gadda, le abbiamo bloccato la carta perché abbiamo ricevuto la segnalazione di un tentativo di furto presso uno degli sportelli dai quali lei ha recentemente effettuato un prelievo”. Mentre la signorina parla, controlli gli ultimi movimenti per verificare che non ci siano problemi. Tutto regolare.

Non resta che chiedere l’emissione di una nuova carta. “Cosa devo fare?”. “Signor Gadda, non si preoccupi…la richiesta si può fare anche online, deve cliccare lì, lì, e poi, ancora lì”. “Grazie, mi scusi, ma quanto mi verrà a costare?”. Lo chiedi, perché lo devi chiedere. Ma, in cuor tuo, sai che la risposta potrà essere soltanto una: “Ma Signor Gadda, Signor Gadda…le pare! La carta l’abbiamo bloccata noi. È vero, è stato per ragioni di sicurezza, ma cosa vuole…per pochi euro…Lei è un nostro cliente e noi le vogliamo bene…ecc. ecc.”. In quel momento, però, arriva un duro colpo. Scopri che la tua banca ti ha sempre mentito. Che, in verità, non ti vuole tutto il bene che ha sempre giurato di volerti. Timidamente, una vocina, dall’altra parte della cornetta sussurra “sono 3,90 euro” [pausa…] “se vuole ricevere la carta in 6-7 giorni per posta raccomandata; oppure [altra pausa…] “5,90 euro se vuole la carta entro 2 o 3 giorni lavorativi. Più [terza pausa…] 5,70 euro per il blocco della carta”.

Non sei uno di quelli che se la prendono con la hostess al banco del check in perché l’aereo è in ritardo. E proprio perché la signorina è stata gentilissima, no, proprio non ti va di infierire…Accenni una risatina imbarazzata e fai notare che “Mi scusi, ma la carta me l’avete bloccata voi…va bene che è per ragioni di sicurezza. Va bene che si tratta di pochi euro..." La signorina, forse sinceramente dispiaciuta, ti suggerisce di inviare una richiesta di rimborso via fax.

Morale della favola: a distanza di due giorni dal fattaccio, ricevi il nuovo bancomat con il Pin. Ma nel pomeriggio vieni raggiunto da una chiamata sospetta del servizio clienti della banca che ti avverte di “buttare via il pin che ha ricevuto questa mattina, perché per un errore tecnico, le è stato inviato un codice sbagliato. Quello giusto le arriverà tra qualche giorno...”.

giovedì 16 aprile 2009

Euribor sotto l’1%. Ma attenzione al tasso variabile

Oggi l’Euribor a 3 mesi, il parametro a cui è agganciata la maggior parte dei mutui a tasso variabile, è sceso ancora, sfiorando i minimi storici a quota 1,410%. L’Euribor 1mese giace ormai da qualche giorno sotto l'1%.
Sembrano lontani i tempi in cui – era l’inizio del mese di ottobre – il tasso di prestito interbancario a 3 mesi conquistava il record storico di 5,39 punti percentuali, marcando una differenza di oltre un punto e mezzo percentuale rispetto al tasso Bce allora vigente (3,75%).

Da qualche tempo, il divario tra l’Euribor 3 mesi ed il tasso ufficiale di sconto è tornato su livelli fisiologici e potrebbe assottigliarsi ulteriormente in vista di un eventuale intervento della Banca Centrale Europea ai primi di maggio. Ipotesi in merito alla quale, per altro, gli operatori sembrano nutrire pochi dubbi: come già anticipato nel precedente post (leggi), gli analisti di alcuni trai maggiori istituti di credito a livello internazionale prevedono un livello del costo del denaro tra l’1 e lo 0,5% entro la metà/il terzo trimestre dell’anno.

Intanto, chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile e nei mesi passati ha rischiato di perdere la casa, oggi può tirare un respiro di sollievo. Per un finanziamento di 100mila euro a 15 anni indicizzato all’Euribor 3 mesi, il tasso è più che dimezzato (da 6,73% al 3,19) e, ipotizzando uno spread dell'1,5%, la rata è scesa dagli 883 euro circa del mese di novembre, ai 700 euro di aprile.
Se le previsioni degli analisti dovessero trovare conferma, nei prossimi mesi, chi ha scelto di indebitarsi a tasso variabile potrà beneficiare di un ulteriore riduzione dell’esborso mensile.

Questo contribuisce a spiegare perché, come rileva l’Osservatorio mensile del broker MutuiOnline, le preferenze dei mutuatari si stanno nuovamente indirizzando verso il tasso variabile: nel periodo gennaio-marzo 2009, infatti, le richieste di finanziamenti a tasso indicizzato, in rapporto al tasso fisso, sono più che raddoppiate rispetto al secondo semestre del 2008.

Ma attenzione. Chi oggi sceglie un mutuo a tasso variabile non può dimenticare cosa questa tipologia di finanziamento abbia prodotto nei mesi passati: “Tre milioni e 200mila famiglie sono state rovinate dai cattivi consigli delle banche”, ha ricordato di recente Elio Lannutti, presidente di Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali), approdato tra i banchi dell’Italia dei Valori al Senato.
Quando tra il 2003 ed il 2005 i tassi di prestito interbancari erano ai minimi, vicini al 2%, quasi tutti gli istituti di credito hanno proposto e promosso finanziamenti a tasso variabile, anche a famiglie che non sarebbero state in grado di sopportare un aumento elevato dei tassi. Famiglie che, inizialmente attratte da una rata più bassa, oggi devono fare i conti con il pignoramento della casa.

Chi sceglie un mutuo a tasso variabile, soprattutto in epoca di tassi ai minimi, deve valutare se questa tipologia di mutuo è davvero sostenibile nell’arco di 20 o 30 anni, calcolando che l’esborso mensile potrebbe aumentare anche del 20-25% nel corso della “vita” del finanziamento.

giovedì 9 aprile 2009

Aprile a scale: c'è il rendimento che scende...e quello che sale

Che Banca! dice addio al 4,1%. Banca infinita (Gruppo MPS) lancia il nuovo depositoonline. Aumenta anche il tasso di BancoPosta Click. E in futuro…

L’inizio di aprile è segnato da tre importanti novità sul fronte liquidità remunerata. La prima, riguarda BancoPosta click, il conto online proposto da Poste Italiane, che ha annunciato un aumento del tasso attivo da 0 al 2% lordo (1,46 netto), in promozione fino al 31 dicembre 09, ma solo per importi compresi tra 3.000 e 30mila euro: sull’eventuale quota eccedente, verrà infatti applicato il tasso di interesse creditore standard, ovvero 0,00%.

Anche Banca Infinita, la piattaforma online del Gruppo MPS - con una linea di prodotti dedicata ai clienti che utilizzano i canali di banca diretta, ha rinnovato l’offerta con un conto di deposito (depositoonline) che dà il 4,064% lordo (Euribor 3 mesi + 2,40%, aggiornato ogni mese). La promozione sarà valida per tutto il 2009 e si applica, in ogni caso, solo a depositi fino a 125mila euro: a partire dal primo gennaio del prossimo anno e per saldi superiori a tale somma, le giacenze verranno remunerate ad un tasso pari all’Euribor meno un spread di 0,70 punti percentuali. Allo scopo di incentivare il deposito di somme elevate, la Banca ha stabilito che l’imposta di bollo sia a suo carico per giacenze medie mensili superiori ai 10mila euro.

La terza novità è una cattiva notizia per tutti coloro che hanno aperto il conto di deposito di CheBanca!: a partire dal prossimo 8 maggio l’istituto guidato da Christian Miccoli abbasserà il tasso base portandolo dal 2,60 all’1,75%. In calo anche i rendimenti garantiti sui depositi a 3 mesi (dal 3,10 a 2,50%), 6 mesi (dal 3,50 al 3%) e un anno (il rendimento scenderà, in questo caso dal 4,1 al 3,5%). Difficile non intravedere una correlazione tra la decisione odierna e il taglio stabilito lo scorso 2 aprile dalla Banca Centrale Europea, intervento, per altro, ampiamente atteso da molti analisti. In una nota diramata a tutti i clienti, l’ad chiarisce: “L’attuale scenario economico continua a registrare una rapida e costante discesa dei tassi di mercato: da marzo 2009, la Banca Centrale Europea ha abbassato dal 2,00% all'1,25% il Tasso Ufficiale di Riferimento”, spiega Miccoli, “un indicatore importante per definire le condizioni che una banca può applicare ai suoi clienti”, ricordando come “Anche il rendimento dei BOT a 12 mesi abbia evidenziato una decisa riduzione: dal 4,03% del maggio 2008 all'attuale 1,31%”. In ogni caso l’amministratore delegato rassicura tutti i clienti precisando che “le operazioni a 3,6,12 mesi già effettuate mantengono le condizioni economiche in vigore al momento del vincolo”.

I ben informati dicono che anche Banca Ifis, nelle prossime settimane, interverrà sui tassi del suo Rendimax (oggi al 4%), correggendoli al ribasso. Il trend è per altro destinato a proseguire anche nei prossimi mesi. Gli analisti della Bnp Paribas prevedono che il tasso di sconto non scenderà sotto l’1%, ma c’è anche chi si è spinto oltre, ipotizzando, come fanno Citigroup e Goldman Sachs un tasso di sconto allo 0,5% tra la metà e il terzo quadrimestre dell’anno.