giovedì 7 maggio 2009

Tasso di sconto all’1%. Calo immediato della rata, ma solo per i mutui agganciati al tasso Bce. E in futuro…

Come ampiamente atteso (leggi), il Consiglio Direttivo della Bce, oggi riunito a Francoforte, ha tagliato di 25 punti base il costo del denaro, portandolo all’1%. Si tratta del livello più basso mai raggiunto nella storia decennale della politica monetaria comune.

Quali saranno le conseguenze di questa decisione? In riferimento al calo dei rendimenti sui prodotti di liquidità, conti correnti in primis, rimando al mio post di ieri (leggi). Quanto ai mutuatari, invece, la decisone della Bce si tradurrà in un’immediata riduzione del tasso, ma solo per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile indicizzato al costo del denaro.

Proviamo a fare un semplice esempio numerico: per un mutuo di 200.000 euro a 25 anni, considerando uno spread medio dell’1,80% (ovvero il margine caricato dalla banca sul parametro di riferimento), la rata di giugno scenderà di circa 26 euro (da 953 a 927 euro). Non molto. Meno immediato sarà, comunque, lo sconto sulla rata dei “vecchi” mutui agganciati all’Euribor. Per un riallineamento del tasso di prestito interbancario a tre mesi al nuovo valore del tasso di sconto, sarà necessario, infatti, attendere alcune settimane (fermo restando il mantenimento di uno scarto “fisiologico” di circa 0,10/0,15 punti percentuali tra l’Euribor3 mesi e il tasso Bce).

E in futuro? Durante la conferenza stampa, Trichet ha spiegato che l’attuale livello del costo del denaro è ritenuto “appropriato”, “in linea con tutte le informazioni e analisi che abbiamo al momento a disposizione”. Potrebbe trattarsi, dunque, dell’ultimo di una serie di sforbiciate che, da inizio ottobre ad oggi, hanno ridotto il tasso di sconto di 3,25 punti percentuali. Del resto, le previsioni sull’andamento dell’inflazione - secondo la Bce, dovrebbe mantenersi sotto il 2% anche nel corso del 2010 - giustificherebbero un atteggiamento più attendista sul fronte della politica monetaria.

In ogni caso, il presidente ha precisato: “Oggi non si è deciso che l'attuale livello sia il minimo possibile”, lasciando intendere che il consiglio direttivo non è aprioristicamente contrario ad un eventuale ennesimo intervento correttivo. E infatti, mentre gli analisti di BNP Paribas e Morgan Stanley ipotizzano che l’1% rappresenti il “floor”, il livello sotto il quale la Bce non si muoverà, almeno nella fase attuale, Citigroup e Goldman Sachs non escludono un’ulteriore riduzione del costo del denaro fino a quota 0,5%.

Contestualmente, Trichet ha inoltre annunciato l’adozione di “misure non convenzionali” e, nello specifico, la decisione di provvedere all’acquisto di covered bonds, obbligazioni garantite, per un valore di circa 60 miliardi di euro, precisando, tuttavia, che i dettagli di queste operazioni verranno definiti in occasione della prossima riunione del consiglio direttivo presso l’Eurotower, prevista per l’inizio di giugno.

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