sabato 25 luglio 2009

Liquidità in saldo

Da Milano Finanza del 18/07/09, pag. 31

Mentre l'industria del risparmio gestito sprofondava, facendo registrare perdite per oltre 209 miliardi di euro, tra lo scoppio della crisi subprime, durante l'estate 2007, e oggi, il patrimonio dei fondi liquidità è cresciuto, passando da 83,2 a 87,2 miliardi di euro. Ma il peso di [...] Leggi

venerdì 24 luglio 2009

Se lo stipendio non varia è meglio scegliere il fisso

dal Mondo del 17/07/09, pag. 34/7

A leggere i numeri sull' andamento dei mutui ipotecari alle famiglie nel primo trimestre dell' anno, c' è da rabbrividire: Unicredit -65% rispetto ai primi tre mesi del 2008; Banco Popolare -41,3%; Carige -38,2%. E, in base a quanto emerge da un documento riservato di Assofin, che il Mondo ha potuto visionare, anche altri gruppi bancari avrebbero fatto registrare un crollo nei volumi erogati ( vedere grafico ). Al netto del calo nelle compravendite di case (20% al Nord, 15 o 16% al Centro-Sud), quello che rimane è un dato preoccupante. Soprattutto se si calcola che i mutui erogati per finalità di sostituzione e surroga (circa il 30% del totale) hanno sostenuto il mercato, contribuendo a limitare i danni.

Ci sono, va detto, istituti di credito che hanno raddoppiato i flussi, come Banca Mediolanum +164% e Veneto Banca +136% o hanno mantenuto aperti i rubinetti del credito (Popolare di Vicenza, +76%, Banca Woolwich e Credem, +33%, Deutsche Bank, +25,8%). E questo significa che, nonostante il rallentamento sul fronte della domanda, c' è una fetta d' Italia, circa il 70% di chi compra, secondo stime recenti, che continua ad avere bisogno del mutuo per finanziare l' acquisto della casa. E ripropone l' eterna domanda: meglio il tasso fisso o il variabile? Da un punto di vista prettamente finanziario, storicamente, il variabile è stato vincente rispetto al tasso fisso ( vedere box ).

Ma il punto è: tutte le famiglie se lo possono permettere? «La risposta è no», chiarisce Patrizia Zambianchi, responsabile mutui per Deutsche Bank in Italia. «Se la famiglia non riesce a risparmiare, ha un reddito medio, che non è destinato a crescere nell' arco di cinque o dieci anni, il tasso variabile può essere una scelta troppo rischiosa perché, inevitabilmente, la rata del mutuo salirà». Di quanto? Leggi

sabato 18 luglio 2009

Buoni & Astuti

Da Milano Finanza dell'11/07/09, pag. 27

Trasparenza verso il mercato, un occhio di riguardo per i piccoli azionisti e rispetto della buona governance sono tra i fattori che permettono alle società di avere il bollino di buone aziende e di entrare nei portafogli dei fondi etici. Che in questi due anni di tracollo dei mercati e di [...] Leggi

venerdì 10 luglio 2009

Vecchio, carissimo certificato

Dal Mondo del 3/07/09, pag. 46/7

La paura fa 90. Anzi, 101 (miliardi di euro). A tanto ammonta la raccolta effettuata nel 2008 da Poste Italiane attraverso buoni postali, in crescita del 30,2% sull' anno precedente, e libretti di risparmio (+24,9% rispetto al 2007). Ma il fenomeno abbraccia l' intero sistema bancario, come dimostrano le consistenze relative a Buoni fruttiferi e certificati di deposito (in sigla cd), aumentate, complessivamente, del 42,5% in un anno.

Sotto la tempesta, con la fuga dai fondi, aggravata dal terremoto subprime, l' incertezza diffusa sui mercati e il timore alimentato da fallimenti eccellenti e grandi scandali finanziari che pezzi consistenti del sistema bancario potessero implodere da un momento all' altro, molti risparmiatori hanno cercato riparo nella liquidità, privilegiando conti ad alta remunerazione e i pronti contro termine, ma anche, a sorpresa, prodotti tradizionali del risparmio come certificati di deposito e libretti, entrambi coperti dal Fondo di garanzia. «Si è trattato di un comportamento prevalentemente emotivo, dettato dall' elevata volatilità dei mercati e, all' inizio, difficilmente contrastabile, che ha portato gli investitori a riposizionarsi su prodotti a scadenza breve e con rendimento certo», chiarisce Stefano Gallo, responsabile personal banking customers della divisione retail Italia di Unicredit.

Non stupisce che, proprio in concomitanza con il fallimento di Lehman Brothers, nel settembre dello scorso anno, sui certificati di deposito si sia verificata una raccolta superiore alla media del recente passato. E sebbene il fenomeno si sia ridotto, a inizio anno, di pari passo con le notizie più confortanti in arrivo dalle Borse, riportando i volumi di raccolta in linea con le dinamiche registrate nel 2008, il trend non sembra essersi esaurito: «Anche nell' ultimo semestre, la domanda di forme di risparmio vecchio stampo ha registrato un deciso incremento», segnalava a fine mag gio un portavoce del gruppo Banca Sella. Leggi

venerdì 3 luglio 2009

Se fa cilecca la protezione

Da Milano Finanza del 27/06/09, pag.29

Fondi protetti? Di nome, ma non di fatto. E se è vero che, rispetto ai bilanciati prudenti (-2,20%), hanno fatto meglio, qualcuno giudica il segno meno incompatibile con l'obiettivo (dichiarato) di protezione del capitale. «Non di rado, questi prodotti hanno tradito le aspettative [...] Leggi

giovedì 2 luglio 2009

Microcredito anticrisi

Da l'Espresso del 25/06/09, pag. 153

“Avevo bisogno di soldi per rinnovare il negozio, ma tutte e cinque le banche a cui mi sono rivolto mi hanno detto no, perché non potevo dare garanzie”, racconta all’Espresso Ali Ghavidel, trentunenne iraniano titolare, a Bologna, di un take away con cucina persiana. Poi, l’incontro con Micro.bo, l’associazione di microcredito che, in tre anni, ha erogato nel capoluogo emiliano 150 finanziamenti senza garanzia. “Loro mi hanno dato fiducia, e dopo aver illustrato i dettagli della mia attività, ho ottenuto 7mila euro ad un tasso dell’8%”.

In Italia sono circa 80 le istituzioni che si occupano di microcredito; quasi tutte si ispirano all’esperienza del Premio Nobel M.Yunus e della sua Grameen Bank, la “banca dei poveri” che ha erogato oltre 8 miliardi di prestiti senza garanzia in trent’anni di attività. “Molte persone credono che il microcredito riguardi solo i Paesi poveri, ma non è così”, avverte Daniele Ciravegna, presidente di Ritmi, l’associazione che riunisce 20 realtà del panorama italiano e a cui sono riconducibili prestiti per un totale di 1.884mila euro nel 2008 (più 34 per cento rispetto al 2007). In pista ci sono Regioni, grandi banche, fondazioni.

Qualche esempio. Per il triennio 2009-2011 la Regione Lazio ha stanziato, ad esempio, 6 milioni di euro l’anno, destinati ad fondo rotativo per il microcredito a famiglie e piccole imprese, già operativo dal 2007 (326 prestiti concessi). In Toscana, il progetto Smoat, ha erogato 7 milioni ed altri sette sono previsti per il prossimo biennio. Nelle Marche, su iniziativa della Regione, sono state finanziate 500 imprese per un totale di 10milioni di euro nel 2008; per il 2009, 12 milioni sono già sul piatto, per altre 500 imprese. La senese Microcredito di Solidarietà, ha prestato 710mila euro mentre Banca Etica ha finanziato, nel 2008, circa un milione di euro distribuiti su vari progetti. Entro l’anno, parte un'iniziativa della Cei con l'Abi e vedrà la luce la Grameen Bank Italia, una partnership tra l’Unicredit di Profumo, fondazione Unidea, l’Università di Bologna e Grameen Trust del pioniere Yunus.