sabato 31 ottobre 2009

Conti sempre più avari

Da Milano Finanza del 24/10/09, pag. 41

Conti ad alta remunerazione? Ormai un vago ricordo. Rendimenti prossimi al 5%? Scivolati, nella migliore delle ipotesi, sotto quota 3%; o magari semplicemente scomparsi, come nel caso dei depositi proposti da Ufg Banca e Bcc di Brescia. Esattamente un anno fa (era l'8 di ottobre del 2008) la Banca [...] Leggi

venerdì 23 ottobre 2009

A caccia di qualità

Dal Mondo del 16/10/09, pag. 34/5

Obbligazioni cercansi disperatamente. Dopo il pesante crollo fatto registrare dalle quotazioni dei corporate bond all' indomani del crack Lehman, il 2009 è stato l' anno della rivalsa, con ottime performance e grande soddisfazione per gli obbligazionisti: da inizio anno, il Merrill Lynch Emu corporate index ha reso il 12,28%; l' indice Fideuram obbligazionario euro Corporate invest. grade ha guadagnato, nello stesso arco di tempo, il 9,38%. I fatti che hanno alimentato lo sprint delle quotazioni sono noti: mentre le banche centrali inondavano di liquidità i mercati per ridare fiato all' economia, il rendimento dei bond governativi precipitava, incoraggiando gli investitori a cercare titoli più redditizi.

E la forte domanda ha spinto in alto i prezzi. Al punto che, secondo alcuni operatori, oggi l' ingresso nel mercato obbligazionario potrebbe risultare perfino tardivo: «Fino a pochi mesi fa si poteva acquistare abbondantemente sotto la pari, cioè a un prezzo più basso rispetto al valore nominale rimborsato a scadenza: oggi si compra a 102, 103, 104... i margini di guadagno sono calati sensibilmente», segnala Lorenzo Carlino, senior advisor di Free&Partners.

Ma non tutto è perduto. «Sebbene, attualmente, gli spread di rendimento tra corporate e governativi si siano notevolmente ridotti», premette Saverio Scelzo, presidente e ad di Copernico Sim, «è possibile trovare ancora buone opportunità nel mercato delle emissioni societarie di qualità». Leggere: Investment grade. Ovvero titoli di aziende solide, a cui le agenzie di rating attribuiscono una valutazione uguale e o superiore a BBB- (S&P) o Baa3 (Moody' s). Anche se, va ricordato, i rating non sono una garanzia assoluta. «Prendiamo il titolo Barclays con scadenza settembre 2011 e cedola 3% [...] Leggi

sabato 17 ottobre 2009

Fermate quello spread

Da Milano Finanza del 10/10/09, pag. 51

Calano i tassi, ma aumentano gli spread. E di parecchio. Nell'ultimo anno i rialzi sono arrivati fino al 94% per gli spread sul tasso fisso e al 70% per quelli sui mutui indicizzati. E' quanto emerge dall'indagine che Milano Finanza ha condotto su un campione di 20 banche [...] Leggi

Dopo la tempesta anche i mutui ricominciano a partire

Da Milano Finanza del 10/10/09, pag.12

Nei primi sei mesi dell'anno, i flussi di credito immobiliare alle famiglie sono calati, complessivamente, del 19,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il dato aggregato conferma quanto alcune banche si ostinano a negare, e cioè una maggiore difficoltà da parte delle famiglie [...] Leggi

martedì 13 ottobre 2009

Meno soldi alle famiglie. Mutui più cari. Tutti contro la riforma (europea) del credito


Mutui con tetto al 40% del valore dell'immobile. Maggiore difficoltà nell'accesso al credito ipotecario. Finanziamenti più cari per le famiglie che intendono acquistare casa. È quanto potrebbe accadere se la proposta di riforma della direttiva 2006/48/CE, a cui lavora l'equipe del commissario McCreevy, dovesse giungere a compimento nei prossimi mesi. La notizia pubblicata ieri dal Sole 24 Ore ha suscitato le prevedibili reazioni dell'ABI e delle Associazioni dei Consumatori, insolitamente schierati sullo stesso fronte : secondo l'Abi, sarebbe sbagliato fissare un criterio prudenziale di questo genere, soprattutto in un Paese che, come l'Italia, “ha un tasso di insolvenza inferiore al 2%”. “Assurda e demenziale”, la proposta di modifica secondo Adusbef e Federconsumatori, intervenuti con una nota congiunta nel primo pomeriggio di ieri. Immediata la replica di Oliver Drewes, portavoce del commissario europeo per il mercato unico: “Non è vero che Bruxelles stia lavorando ad un'ipotesi di questo genere”, ha dichiarato Drewes, accennando però all'esistenza di una “semplice discussione”, avviata in Europa sul modo in cui sarebbe possibile armonizzare i requisiti di capitale delle banche, anche nel campo dei mutui.

A dire il vero, i dettagli di quella che per il funzionario pare essere una “semplice discussione” sono già pubblicati da fine luglio sul sito della Commissione Europea in un documento di lavoro “POSSIBLE FURTHER CHANGES TO THE CAPITAL REQUIREMENTS DIRECTIVE” sul quale, per altro, è intervenuta ad inizio settembre anche l'European banking industry committee, esprimento una posizione critica sulle possibili conseguenze dell'iniziativa.

Quali sarebbero, dunque, le ripercussioni della riforma sulle tasche delle famiglie italiane? Si è parlato di un tetto massimo finanziabile pari al 40% del valore dell'immobile, contro l'80% che rappresenta, oggi, la soglia generalmente adottata dalle banche italiane. In realtà, il nuovo "tetto" potrebbe essere superato, sottoscrivendo, contestualmente al contratto di mutuo, anche una polizza assicurativa a copertura della parte eccedente. Esattamente quello che accadeva fino a poco tempo fa ai mutuatari che chiedevano di essere finanziati per una percentuale superiore all'80% del valore dell'immobile (oggi questi mutui noti con la sigla HLTV - High Loan To Value – sono praticamente scomparsi a causa della stretta creditizia e del fallimento di alcune delle società che fornivano le coperture assicurative ad hoc).

Risultato: se la proposta di riforma dovesse passare, probabilmente si assiterebbe ad un ulteriore irrigidimento delle condizioni di accesso al credito: alle famiglie arriverebbero meno soldi; i nuovi requisiti patrimoniali, assai più onerosi per le banche, rischierebbero di dare il colpo di grazia ad un mercato creditizio già ampiamente compromesso dalla congiuntura economica e dalle orrende prospettive sul fronte occupazionale. Proprio in un momento in cui, dopo il severo -19,3% registrato sui flussi di credito alle famiglie nel primo semestre dell'anno, qualcuno iniziava a parlare di una possibile, per quanto lento e progressivo, miglioramento.

sabato 10 ottobre 2009

Gestore o Etf?

Da Milano Finanza del 3/10/09, pag. 31

Nei titoli di Stato l'indice batte il fondo: nella categoria Morningstar governativi euro, il distacco degli indici EuroMts global e Iboxx eur eurozone dal rendimento medio dei fondi è di 1,5 punti percentuali sull'orizzonte di un anno. Risultano sostanzialmente allineate ai [...] Leggi

Conto corrente, sì ma light

da Milano Finanza del 3/10/09, pag.24

L'ultima arrivata è Genius Card di Unicredit e segue di qualche mese il lancio dell'omologa firmata Intesa Sanpaolo e chiamata Superflash. Forse la più nota è Conto Tascabile di CheBanca, ma il pioniere su questo fronte è Mps: Spider, così si chiama il primo [...] Leggi