martedì 13 ottobre 2009

Meno soldi alle famiglie. Mutui più cari. Tutti contro la riforma (europea) del credito


Mutui con tetto al 40% del valore dell'immobile. Maggiore difficoltà nell'accesso al credito ipotecario. Finanziamenti più cari per le famiglie che intendono acquistare casa. È quanto potrebbe accadere se la proposta di riforma della direttiva 2006/48/CE, a cui lavora l'equipe del commissario McCreevy, dovesse giungere a compimento nei prossimi mesi. La notizia pubblicata ieri dal Sole 24 Ore ha suscitato le prevedibili reazioni dell'ABI e delle Associazioni dei Consumatori, insolitamente schierati sullo stesso fronte : secondo l'Abi, sarebbe sbagliato fissare un criterio prudenziale di questo genere, soprattutto in un Paese che, come l'Italia, “ha un tasso di insolvenza inferiore al 2%”. “Assurda e demenziale”, la proposta di modifica secondo Adusbef e Federconsumatori, intervenuti con una nota congiunta nel primo pomeriggio di ieri. Immediata la replica di Oliver Drewes, portavoce del commissario europeo per il mercato unico: “Non è vero che Bruxelles stia lavorando ad un'ipotesi di questo genere”, ha dichiarato Drewes, accennando però all'esistenza di una “semplice discussione”, avviata in Europa sul modo in cui sarebbe possibile armonizzare i requisiti di capitale delle banche, anche nel campo dei mutui.

A dire il vero, i dettagli di quella che per il funzionario pare essere una “semplice discussione” sono già pubblicati da fine luglio sul sito della Commissione Europea in un documento di lavoro “POSSIBLE FURTHER CHANGES TO THE CAPITAL REQUIREMENTS DIRECTIVE” sul quale, per altro, è intervenuta ad inizio settembre anche l'European banking industry committee, esprimento una posizione critica sulle possibili conseguenze dell'iniziativa.

Quali sarebbero, dunque, le ripercussioni della riforma sulle tasche delle famiglie italiane? Si è parlato di un tetto massimo finanziabile pari al 40% del valore dell'immobile, contro l'80% che rappresenta, oggi, la soglia generalmente adottata dalle banche italiane. In realtà, il nuovo "tetto" potrebbe essere superato, sottoscrivendo, contestualmente al contratto di mutuo, anche una polizza assicurativa a copertura della parte eccedente. Esattamente quello che accadeva fino a poco tempo fa ai mutuatari che chiedevano di essere finanziati per una percentuale superiore all'80% del valore dell'immobile (oggi questi mutui noti con la sigla HLTV - High Loan To Value – sono praticamente scomparsi a causa della stretta creditizia e del fallimento di alcune delle società che fornivano le coperture assicurative ad hoc).

Risultato: se la proposta di riforma dovesse passare, probabilmente si assiterebbe ad un ulteriore irrigidimento delle condizioni di accesso al credito: alle famiglie arriverebbero meno soldi; i nuovi requisiti patrimoniali, assai più onerosi per le banche, rischierebbero di dare il colpo di grazia ad un mercato creditizio già ampiamente compromesso dalla congiuntura economica e dalle orrende prospettive sul fronte occupazionale. Proprio in un momento in cui, dopo il severo -19,3% registrato sui flussi di credito alle famiglie nel primo semestre dell'anno, qualcuno iniziava a parlare di una possibile, per quanto lento e progressivo, miglioramento.

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