venerdì 20 novembre 2009

Rischio delusione per chi gioca ai derivati

Dal Mondo del 13/11/09, pag. 42/4

Quando le probabilità di vincere la partita sono scarse e non si è giocatori esperti, conviene passare la mano. Soprattutto se il semplice accesso al tavolo verde può costare caro. Il ragionamento vale anche se sul piatto non ci sono fiches, ma soldi veri e le carte che il giocatore si passa tra le dita sono le pagine di un prospetto informativo: quello di una delle tante obbligazioni strutturate vendute dagli sportelli bancari o postali ma spesso accusate di essere costose e poco trasparenti. Non è un caso se gli operatori segnalano una minore propensione da parte degli investitori a sottoscrivere questi strumenti: «Hanno risentito della crisi più di altre obbligazioni», suggerisce Michele Moschini, analista di Consultique.

Con il risultato che da un anno a questa parte, e la coincidenza con il disastro Lehman non è casuale, molti investitori li evitano come la peste. Nonostante ciò, questo mercato mostra ancora una certa vivacità, almeno sul lato dell' offerta, e nel 2009 le emissioni sono state numerose: Rbs, Barclays e Mediobanca per citare solo alcuni nomi. Ma se gli investitori privati hanno iniziato a essere cauti, le ragioni sono più d' una. La prima: si tratta, appunto, di strumenti complicati, costituiti da un titolo obbligazionario agganciato a una componente derivata che consente al sottoscrittore di scommettere sul futuro andamento di un' attività sottostante come azioni, indici, materie prime, valute o tassi d' interesse.

Ma per i non addetti ai lavori comprendere il funzionamento esatto di certi strumenti è praticamente impossibile se è vero che, come confida un analista finanziario a il Mondo , «a volte anche noi abbiamo difficoltà a capire i prospetti informativi. Chi vende questi prodotti, comunque, in genere non è in grado di spiegarli bene: altrimenti, nessuno li comprerebbe». E non solo per via della notevole complessità. «Autorevoli ricerche hanno dimostrato che i bond strutturati raramente sono in grado di battere il rendimento dei Btp», osserva Franco Benini, responsabile dell' ufficio studi di Copernico sim. [...] Leggi

sabato 7 novembre 2009

Quanto costa il salvarata

Da Milano Finanza del 31/10/09, pag.51

Non sono affatto una novità, anzi, sembravano destinati a scomparire. E invece i mutui a tasso variabile con cap, cioè con un tasso massimo non superabile qualunque cosa accada, stanno vivendo una nuova giovinezza. Grazie al fatto che i limiti passati, e cioè i cap troppo alti [...] Leggi