giovedì 2 luglio 2009

Microcredito anticrisi

Da l'Espresso del 25/06/09, pag. 153

“Avevo bisogno di soldi per rinnovare il negozio, ma tutte e cinque le banche a cui mi sono rivolto mi hanno detto no, perché non potevo dare garanzie”, racconta all’Espresso Ali Ghavidel, trentunenne iraniano titolare, a Bologna, di un take away con cucina persiana. Poi, l’incontro con Micro.bo, l’associazione di microcredito che, in tre anni, ha erogato nel capoluogo emiliano 150 finanziamenti senza garanzia. “Loro mi hanno dato fiducia, e dopo aver illustrato i dettagli della mia attività, ho ottenuto 7mila euro ad un tasso dell’8%”.

In Italia sono circa 80 le istituzioni che si occupano di microcredito; quasi tutte si ispirano all’esperienza del Premio Nobel M.Yunus e della sua Grameen Bank, la “banca dei poveri” che ha erogato oltre 8 miliardi di prestiti senza garanzia in trent’anni di attività. “Molte persone credono che il microcredito riguardi solo i Paesi poveri, ma non è così”, avverte Daniele Ciravegna, presidente di Ritmi, l’associazione che riunisce 20 realtà del panorama italiano e a cui sono riconducibili prestiti per un totale di 1.884mila euro nel 2008 (più 34 per cento rispetto al 2007). In pista ci sono Regioni, grandi banche, fondazioni.

Qualche esempio. Per il triennio 2009-2011 la Regione Lazio ha stanziato, ad esempio, 6 milioni di euro l’anno, destinati ad fondo rotativo per il microcredito a famiglie e piccole imprese, già operativo dal 2007 (326 prestiti concessi). In Toscana, il progetto Smoat, ha erogato 7 milioni ed altri sette sono previsti per il prossimo biennio. Nelle Marche, su iniziativa della Regione, sono state finanziate 500 imprese per un totale di 10milioni di euro nel 2008; per il 2009, 12 milioni sono già sul piatto, per altre 500 imprese. La senese Microcredito di Solidarietà, ha prestato 710mila euro mentre Banca Etica ha finanziato, nel 2008, circa un milione di euro distribuiti su vari progetti. Entro l’anno, parte un'iniziativa della Cei con l'Abi e vedrà la luce la Grameen Bank Italia, una partnership tra l’Unicredit di Profumo, fondazione Unidea, l’Università di Bologna e Grameen Trust del pioniere Yunus.