venerdì 31 dicembre 2010

Il Gestore tifa Europa

Da Milano Finanza del 22/12/10, pag.31

Chi sperava che, dopo il salvataggio dell'Irlanda, le tossine sul fronte del debito sovrano potessero finalmente dissolversi, si è presto dovuto ricredere. La sensazione è che, nei mesi a venire, l'Europa sia destinata a rivivere uno scenario analogo a quello conosciuto nel corso del [...] Leggi

venerdì 24 dicembre 2010

Titoli etici e meno rischiosi

Dal Mondo del 17/12/2010, pag. 44-46

Puntare sulle società che guardano al profitto senza dimenticare la tutela dell'ambiente o la sicurezza dei lavoratori, e si impegnano a garantire trasparenza nella governance aziendale e nella remunerazione dei manager. Con un obiettivo ambizioso: guadagnare di più, correndo meno rischi. É la scommessa della finanza socialmente responsabile, tornata a far parlare di sé grazie al recente lancio dei primi indici sostenibili sul mercato italiano [...] Leggi

sabato 18 dicembre 2010

Sfida Samurai

Da Milano Finanza dell'11/12/10, pag.37

Per la Borsa di Tokyo novembre è stato un mese da incorniciare: sostenuto dal ripiegamento dello yen sul biglietto verde, il Nikkei ha guadagnato quasi il 10% in un solo mese, prima di riposizionarsi sotto i 10.000 punti. Buone notizie sono giunte anche dal fronte macro: nel terzo trimestre, [...] Leggi

sabato 11 dicembre 2010

Rispunta il tasso misto

Da Milano Finanza del 4/12/10, pag.55

Meglio un mutuo a tasso variabile classico o uno che ti permette di ripensarci e passare al fisso, e magari anche di modificarne le condizioni? E quanto costa cambiare idea? Milano Finanza ha messo a confronto le varie categorie di prodotto scoprendo, a sorpresa, la soluzione più flessibile [...] Leggi

La guerra degli spread

Dal Mondo del 3/12/2010, pag. 73-4

É presto per parlare di una ripresa del settore creditizio, ancora convalescente dopo due anni di elettocardiogramma piatto. Ma alcuni dati sembrano indicare che le condizioni del mercato sono in miglioramento. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Assofin (Associazione del credito al consumo e immobiliare), nei primi 9 mesi del 2010 le erogazioni cumulative di mutui sono cresciute del 14% rispetto allo stesso periodo del 2009. I numeri appena pubblicati da Bankitalia confermano il trend positivo, segnalando un incremento dei volumi pari al 21,8% nel primo semestre dell'anno. [...] Leggi

La certezza del rimborso

Dal Mondo del 3/12/2010, pag.78

Poco più di 390 euro. Questa la cifra che un trentenne non fumatore deve pagare, nell'arco di sette anni (premio di 52,96 euro per sette anni più 20 euro di spese iniziali di emissione polizza) per assicurare un capitale di 100mila euro per 10 anni contro il rischio di premorienza. [...]

Chi cambia passa al fisso

Dal Mondo del 3/12/2010, pag.78

Meno finanziamenti per l'acquisto della prima casa, più operazioni di surroga e mutui di sostituzione: il biennio 2008/2009 ha visto crescere enormemente i “mutui di seconda mano” che, nel secondo semestre dello scorso anno, sono arrivati a rappresentare il 45% dell'erogato secondo l'Osservatorio del broker MutuiOnline. Nel corso del 2010, tuttavia, i mutui di surroga e sostituzione hanno iniziato a perdere progressivamente peso, pur mantenendo una quota significativa dei volumi erogati, prossima al 34% (di cui circa l'80% riconducibile alla portabilità) [...]

Regolamento azzoppato

Dal Mondo del 3/12/2010, pag.76

“Risolvere alla radice il conflitto d’interessi di soggetti che, come le banche e gli altri intermediari finanziari, per proteggere il credito erogato, agiscono nella veste di beneficiari delle coperture assicurative e, nel contempo, assumono il ruolo di intermediari arrivando a percepire rilevanti provvigioni, in media pari al 50% ma, in qualche caso, anche superiori all’80% del premio”. Così l'Isvap, in una nota diramata lo scorso 26 maggio, chiariva uno degli obiettivi prioritari del Regolamento n°35 in materia di obblighi informativi nei prodotti assicurativi. Ma pochi giorni prima della sua entrata in vigore [...] Leggi

venerdì 10 dicembre 2010

Bond emergenti, puntata da 6-8%

Dal Mondo del 26/11/2010, pag. 39

Hanno guadagnando 27 punti percentuali in 12 mesi, doppiando l'indice governativo globale. Su un orizzonte di tre e cinque anni conservano un extra-rendimento del 2% l'anno e, secondo gli esperti, daranno buoni risultati anche nel 2011: sono le obbligazioni dei Paesi emergenti, un'asset class divenuta, negli ultimi mesi, sempre più popolare tra gli investitori, attratti da ciò che le economie sviluppate, schiacciate dai postumi della crisi finanziaria, non sono più in grado di offrire: performance soddisfacenti nel reddito fisso, dinamiche di crescita più solide e conti pubblici in ordine a livello macro. [...] Leggi

venerdì 3 dicembre 2010

Berlino guiderà le Borse europee

Dal Mondo del 19/11/2010

“I principali indicatori economici segnano un peggioramento negli Usa, dove lo scenario resta difficile sul fronte occupazionale. In Europa, lo stato delle finanze pubbliche può raffreddare la crescita e il rafforzamento dell'euro non aiuta. Ma nel Vecchio Continente non mancano le buone notizie e il mercato sembra averle ignorate: ecco perché, secondo noi, le azioni europee rimangono attraenti”. È un messaggio di cauto ottimismo quello che Jeffrey Taylor, head of european equities di Invesco Perpetual [...] Leggi

lunedì 29 novembre 2010

Buone azioni di lunga vita

Da il Mondo del 12/11/2010, pag.38/41 - Cover Story

Sulla Terra saremo sempre più numerosi. E, certamente, con molti anni in più. Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, nel 2050 la popolazione globale avrà superato la soglia di 9,1 miliardi di individui: rispetto a oggi, 2,2 miliardi di persone in più chiederanno di essere sfamate, istruite o curate. Consumeremo più cibo, automobili e servizi di ogni genere. Soprattutto legati alla cura della salute. Perché, nell' arco dei prossimi 40 anni, il numero degli ultrasessantenni è destinato a triplicare.

Ma se è vero che questi cambiamenti sono prevedibili, almeno per grandi numeri, più complicato è capire come possano tradursi in scelte d' investimento vincenti: quali società e settori industriali sapranno trarre vantaggio dalla crescita e dall' invecchiamento della popolazione globale? E come possono i risparmiatori concedersi il lusso di lasciare in sospeso ogni interrogativo sul rallentamento della crescita economica, ignorare l' esito della guerra tra le valute o i rischi legati alla bolla immobiliare cinese, guardando a un orizzonte di lunghissimo termine e cavalcando il megatrend demografico?

Il Mondo lo ha chiesto agli esperti di sette case d' investimento, per scoprire quanto vale una scommessa sulla crescita e l' invecchiamento della popolazione e, soprattutto, su quali temi puntare: dai servizi per la cura degli anziani all' agribusiness, dai consumi nei mercati emergenti fino alle infrastrutture. Leggi

sabato 13 novembre 2010

Alt ai bond, sì all'Asia

Da Milano Finanza del 6/11/10, pag.41

Sui bond c'è una bolla che ricorda, per alcuni versi, quella scoppiata all'inizio del decennio sulle dot.com. Le situazione della Cina nel real estate non è allarmante come qualcuno crede. E la Germania è in grande forma. Ma per sostenere la ripresa, l'Europa dovrebbe poter [...] Leggi

venerdì 5 novembre 2010

Liquidi con le polizze ma solo per Paperoni

Dal Mondo del 29/10/10, pag.46

Non è vero che la liquidità rende poco. Anche nell' era dei tassi ai minimi, inchiodati all' 1% da quasi 18 mesi, si può guadagnare fino al 3% netto. «Come nel caso delle polizze vita a gestione separata che hanno offerto, nel 2009 come negli anni precedenti, rendimenti superiori al 4% lordo, non hanno commissioni di ingresso e prevedono fee di gestione annue dello 0,6-0,8%. Ma attenzione», avverte Giuseppe Romano, capo ufficio studi di Consultique, «queste condizioni sono accessibili solo a clienti che dispongono di grandi patrimoni, da 500 mila euro in su. Per lo stesso identico servizio, un piccolo risparmiatore si trova a pagare caricamenti iniziali fino al 7-8%». Risultato: se un conto di deposito ad alta remunerazione offre al massimo il 2% netto per somme vincolate a 12 mesi, con la polizza vita un cliente affluent può guadagnare il 50% in più.

«Non a caso, negli ultimi 18-24 mesi abbiamo registrato un interesse crescente da parte degli investitori per questa soluzione», osserva Marco Caldana, ad del broker assicurativo Farad international. Ma fino a che punto le polizze possono essere assimilate a uno strumento per la gestione della liquidità? «Per i primi 12 mesi non è possibile, in genere, liquidare l' investimento», ricorda Romano. Poi, si paga una penale che oscilla tra lo 0,5% e l' 1%, ma va diminuendo fino ad azzerarsi nell' arco di cinque anni. [...] Leggi

sabato 30 ottobre 2010

Il Paperone non rischia

Da Milano Finanza del 23/10/10, pag.43

Meno edonista e più informato. Poco propenso a delegare, anzi: deciso a condividere con il private banker ogni scelta d'investimento. Con un obiettivo primario: la stabilità. Perché la prima preoccupazione è quella di lasciare intatto il patrimonio destinato agli eredi. [...] Leggi

Tigri Ruggenti

Da Milano Finanza del 23/10/10, pag.39

All'ombra della colosso cinese, là dove gli Oceani Indiano e Pacifico s'incontrano, si estende una regione che è meta di viaggi, ma anche investitori in cerca di nuove opportunità e mercati. Capaci, talvolta, di sorprendere. «Da inizio anno la regione del Sud Est Asiatico [...] Leggi

venerdì 29 ottobre 2010

Il potere verde ai soci Enel

Dal Mondo del 22/10/10, pag.51

L' offerta Green Power agli azionisti Enel? Vale la pena prenderla in considerazione. Tenendo però presente, nell' ambito di una corretta diversificazione del portafoglio, che si rimane sempre all' interno della stessa famiglia». È il suggerimento di Saverio Scelzo, presidente e amministratore delegato di Copernico sim, di fronte alla novità dell' ultim' ora della più grande ipo europea degli ultimi tre anni: la metà della quota destinata al retail sarà riservata a chi ha già in portafoglio titoli della capogruppo.

Il collocamento di Green Power è partito il 18 ottobre e andrà avanti fino al 29, per debuttare sul listino di Piazza Affari il 4 novembre. La forchetta di prezzo è tra 1,9 e 2,4 euro, il lotto minimo pari a 2 mila azioni e la bonus share del 5%: un' azione gratuita ogni 20 per chi manterrà i titoli un anno in portafoglio. Obiettivo: portare nelle casse dell' Enel qualcosa come 3 miliardi, necessari a realizzare il target di riduzione del debito a quota 45 miliardi. Il grosso dell' ipo, almeno il 75%, sarà sottoscritto da investitori istituzionali. Ma il 1525% è proposto ai risparmiatori privati: l' 80% agli italiani, il 20% agli spagnoli. [...] Leggi

A caccia di Bond

Dal Mondo del 22/10/10, pag.12/14 - Cover Story - con Fabio Sottocornola

Anche i portafogli hanno un' anima. O perlomeno dei sentimenti. In certe stagioni si innamorano di asset class promettenti, come accade adesso con le obbligazioni. E si sentono invece traditi dalle Borse. Così, complice la ripresa economica stentata e la volatilità che aleggia da mesi sui mercati finanziari, i risparmiatori hanno ormai completato la propria metamorfosi: da semplici Bot-people a Bond-people a tutto tondo. Nel senso che amano sia le classiche emissioni governative sia quelle corporate. E hanno scoperto che, qualche volta, può essere utile e remunerativo trattare l' obbligazione al pari delle azioni: vendere e comprare a seconda del prezzo, prima che il titolo arrivi a scadenza.

Così, mentre si appresta a sbarcare in Borsa Enel Green Power ( vedere editoriale e articolo a pagina 51 ) e non mancano occasioni per chi punta a guadagnare salendo sull' ottovolante valutario ( articolo nelle pagine seguenti ), la corsa alle obbligazioni non si arresta. Come dimostra l' ultima asta di Bot annuali di martedì 12 ottobre: a fronte di un' offerta per 6,5 miliardi, la domanda al Tesoro è stata di oltre il doppio (14 miliardi) per un rendimento medio ponderato dell' 1,44 %. Come può muoversi il risparmiatore in questo scenario? Il Mondo lo ha chiesto agli esperti del mercato. [...] Leggi

venerdì 22 ottobre 2010

Convivere (e guadagnare) con i default

Dal Mondo del 15/10/10, pag. 38/9

L' ultimo segnale negativo è arrivato il 5 ottobre, quando Moody' s ha posto il rating dell' Irlanda sotto osservazione, in vista di un possibile declassamento. Pochi giorni prima, per mano della stessa agenzia, anche le valutazioni sul debito di Madrid subivano un downgrade, da AAA ad AA1. E mentre i numeri del salvataggio di Dublino per la Anglo Irish Bank prendevano forma (deficit pubblico al 32% sul pil nel 2010) e all' Ecofin scattava lo stato di allerta per un possibile effetto contagio sul settore bancario, il rendimento dei titoli irlandesi a dieci anni saliva al 6,60%. Quanto basta per sollecitare gli investitori a chiedersi se non valga la pena prendere una piccola scommessa sui titoli governativi dei Paesi a rischio default.

La questione, del resto, non è nuova: i primi recenti tremori sul fronte del debito sovrano risalgono, ormai, a quasi un anno fa, quando l' emirato del Dubai e le sue isole artificiali tremarono di fronte alla richiesta di congelamento del debito da parte della controllata Dubai World. Era il 26 novembre del 2009 e, di lì a poco, sarebbero esplosi, in sequenza, nuovi focolai di tensione ad Atene, Lisbona, Madrid, Dublino, Budapest. Provocando un effetto a catena che neppure l' intervento tardivo ma determinante dell' Europa sembra aver disinnescato. Ma la domanda resta: all' ombra del rischio fallimento, si celano delle opportunità per gli investitori? Quali emissioni e scadenze sono da prediligere? [...] Leggi

sabato 16 ottobre 2010

Il fondo non russa

Da Milano finanza del 9/10/10, pag.35

È ormai alle spalle quella che sarà ricordata in Russia come una delle peggiori estati di sempre, segnata da ondate di caldo, siccità e incendi. Secondo gli esperti, l'impatto sull'economia sarà limitato nel tempo, ma potrebbe valere una perdita dello 0,5/1% sul [...] Leggi

sabato 2 ottobre 2010

Lezioni di samba

Da Milano Finanza del 25/09/10, pag.29

Pil in crescita dell'8,9% nei primi sei mesi dell'anno: il maggiore boom della storia del Paese. Disoccupazione in calo, sotto quota 7%. E il rapporto debito su Pil fermo al 40%. Vista così, l'economia brasiliana sembra godere di ottima salute, soprattutto se si volge lo sguardo a Stati [...] Leggi

giovedì 30 settembre 2010

L'oro dell'orto in Portafoglio

Dal Mondo del 24/09/10, pag.34/5

C' è più ricchezza in un chicco di caffè o in un lingotto d' oro? L' insolita domanda è quella che più di un investitore si è probabilmente posto confrontando le performance delle due commodity da inizio anno: in otto mesi e mezzo, il metallo giallo ha reso quasi 11 punti percentuali (da 1.122 a 1.244 dollari l' oncia), appena un terzo di quanto ha guadagnato il caffè (+33%), oggi sopra quota 193 dollari per libbra. «Tra le materie prime, è quella che ha realizzato i maggiori rialzi da inizio anno», conferma Massimo Siano, direttore di Etf Securities per l' Italia.

Che poi segnala: «Ma gli investitori stanno puntando anche sullo zucchero». E non a caso. Negli ultimi quattro mesi, ha messo a segno un vero e proprio rally, passando dai 13,6 dollari per libbra di inizio maggio ai 22,8 dollari di oggi: +65,6%. «La domanda di zucchero resterà sostenuta fino a fine anno, ma siamo ai massimi e non mi sentirei di escludere una correzione», avverte, però, Lucia Lorenzoni, analista dell' area Research di Banca Mps. Se le quotazioni del caffè e dello zucchero salgono è, soprattutto, per le cattive notizie in arrivo sul fronte dei raccolti.

«L' India era uno dei maggiori esportatori di zucchero. Quando i produttori hanno deciso di dedicarsi ad altri tipi di coltivazione, più remunerativi, il Paese ha iniziato a importare e i prezzi sono saliti rapidamente«, ricorda Gertjan van der Geer, gestore del fondo Pictet Agriculture. «L' aumento delle quotazioni ha spinto i coltivatori a piantare nuove canne da zucchero ma, a causa di un peggioramento nelle previsioni sui raccolti, la quantità prodotta è inferiore alle attese: il che rappresenta una buona notizia per il prezzo dello zucchero». Per lo meno, nell' ottica degli investitori. Leggi

sabato 25 settembre 2010

Quanto costa affittare casa

Da Milano Finanza del 18/09/10, pag. 70

Per l'affitto di un bilocale a Milano, in zona Porta Romana - 70 metri quadrati circa, canone mensile di 900 euro più spese - le agenzie immobiliari chiedono una provvigione che oscilla tra i 900 e i 1.620 euro. Più il 20% di Iva. Ma se si considera il solo costo della mediazione, [...] Leggi

venerdì 17 settembre 2010

Anti-volatilità, scelte a rischio

Dal Mondo del 10/09/2010 pag.32/3

Guadagnare con i futuri rialzi dei mercati, senza però rischiare di perdere, oggi, i propri risparmi? È il sogno, nemmeno tanto segreto, di ogni investitore. A cui l' industria del risparmio gestito risponde con i fondi a capitale protetto o garantito. Prodotti che non sempre, però, sono stati capaci di mantenere le promesse. Ma che, in ogni caso, vengono preferiti in momenti di profonda incertezza. Come quello attuale.

Se è infatti vero che tre indizi fanno una prova, gli ultimi dati diffusi su occupazione, mercato immobiliare e prodotto interno lordo negli Usa non sembrano lasciare margini di ottimismo. E l' ipotesi che l' economia Usa possa precipitare in una nuova fase recessiva, giudicata molto improbabile fino a pochi mesi fa, oggi è accreditata da un numero crescente di analisti. «Io, però, non credo che uno scenario a doppia V sia probabile», ribatte Massimo Fuggetta, partner fondatore e responsabile investimenti di Horatius sim. «Se la crescita americana dovesse rallentare mantenendosi in territorio positivo, le Borse potrebbero mettere a segno un rimbalzo».

Ma come funzionano i fondi a capitale protetto e garantito? Si tratta di strumenti finanziari la cui performance dipende dall' andamento di uno o più indici sottostanti, con la promessa di proteggere il capitale investito a una scadenza predefinita. Le formule utilizzate sono assai differenti: se, infatti, i garantiti prevedono una copertura assicurativa da parte di un soggetto terzo, nei fondi a capitale protetto la tutela viene realizzata incorporando nel prodotto un derivato (opzione) o, più semplicemente, attraverso una gestione finalizzata a contenere le perdite. Con risultati che, tuttavia, si sono rivelati non di rado deludenti:

sabato 11 settembre 2010

in gioco con le valute

Da Milano Finanza del 04/09/10, pag.25

Se qualcuno sperava che la pausa agostana potesse riportare il sereno sui mercati finanziari, al ritorno delle vacanze si è dovuto ricredere: il quadro generale resta cupo, con i dati Usa sull'occupazione e sul mercato immobiliare puntati inequivocabilmente verso un peggioramento dello [...] Leggi

venerdì 27 agosto 2010

Grandi opere, grandi affari?

Dal Mondo del 20/08/10, pag.38/9

Per il restauro del Colosseo sono previsti 25 milioni di euro nel bando appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Spiccioli, se paragonati ai 15 miliardi di dollari che saranno spesi nella città di Rio in vista dei Giochi Olimpici del 2016. E, se si aggiungono un paio di zeri, si otterrà, per difetto, il budget previsto per la realizzazione di 42 mila chilometri di binari ferroviari e di nuove infrastrutture in Cina, per un totale di 2 mila miliardi di dollari entro il 2020.

«Non dimentichiamoci degli Stati Uniti», suggerisce Faisal Rahman, portfolio manager del fondo OpenWorld Global listed infrastructure di Russell investments: «Dopo anni di sotto-investimenti, i prossimi due lustri richiederanno investimenti per centinaia di miliardi di dollari nella rete stradale, negli aeroporti e non solo». Scommettere sul tema delle grandi opere significa partecipare a un megatrend di crescita strutturale, capace di coinvolgere trasversalmente pezzi del mondo sviluppato e di quello emergente, ma secondo dinamiche che, soprattutto nel breve termine, potrebbero essere divergenti: nei prossimi anni, infatti, saranno i governi occidentali a fare i conti con piani di controllo del debito pubblico che, inevitabilmente, finiranno per incidere anche sui programmi di spesa destinati al capitolo infrastrutture. «Abbiamo già assistito a un calo degli investimenti in Giappone ed è assai probabile che lo stesso si verifichi in Europa.

La buona notizia, però», precisa Richard Titherington, gestore del fondo J.P. Morgan Emerging markets infrastructure e responsabile del team azionario mercati emergenti, «è che i Paesi in via di sviluppo continueranno a costruire strade, ponti, aeroporti, per una spesa totale di 21,7 miliardi di dollari nel prossimo decennio: si tenga presente che entro il 2015, secondo la Banca Mondiale, 350 milioni di persone abbandoneranno le aree rurali per raggiungere i centri urbani di questi Paesi». Leggi

sabato 21 agosto 2010

Pronti a partire con il Pac

Da Milano Finanza del 14/08/10, pag.21

Se cinque anni fa un risparmiatore avesse investito 24.400 euro sui mercati azionari internazionali, ad oggi avrebbe accumulato una perdita complessiva del 23,2%. Scegliendo, invece, di investire 400 euro al mese per 60 rate, fino a trasferire l'intera liquidità iniziale sull'azionario, a [...] Leggi

venerdì 13 agosto 2010

Prestiti tra privati, chi ci prova sul web

Dal Mondo del 06/08/10, pag.41

Giorgio T. ha 55 anni, è di Aosta, vive a Milano e lavora nel settore finanziario. Con un capitale di 25 mila euro, su Prestiamoci.it ha finanziato 30 prestiti che, al netto delle commissioni (0,8%), gli frutteranno interessi per 2.657 euro in 36 mesi (10,26%) meno le tasse, variabili in base all' aliquota marginale del proprio scaglione Irpef. Di che cosa si tratta? Nel mondo anglosassone lo chiamano social lending ed è un sistema organizzato di prestiti tra privati via web: un (piccolo) mercato del credito, parallelo a quello tradizionale, che in Italia si sta ampliando, fra luci e ombre.

A presidiare il settore è il portale Prestiamoci.it di Agata spa: una società finanziaria nata nel 2007 da un' idea dei tre soci fondatori, Mariano Carozzi, Paolo Galvani e Giovanni Tarditi, che, insieme ad altri privati, detengono il 60% del capitale (il restante 40% è in quota Banca Sella). In pochi mesi, Prestiamoci.it ha permesso di finanziare 32 progetti, per un totale di 192 mila euro; altre 21 richieste, ancora in fase di valutazione da parte di Agata, ne valgono 133 mila circa. «Ma i numeri sono destinati a crescere», assicura l' amministratore delegato, Mariano Carozzi.

«Nel 2011 abbiamo previsto un erogato di 20 milioni di euro». Il prestatore scarica, firma e spedisce il contratto di adesione al servizio; paga una fee d' iscrizione una tantum pari a 25 euro; sceglie quale importo mettere a prestito (da 1.500 a 25 mila euro) e per quale durata (da 12 a 36 mesi), tenendo presente che ciascuna somma offerta verrà divisa in 30 quote da distribuire su più progetti, per diversificare il rischio: aspetto cruciale, dato che la restituzione del finanziamento non è garantita. E che cosa succede, se uno dei debitori non ripaga il debito? Leggi

sabato 7 agosto 2010

Una marcia in più

Da Milano Finanza del 31/07/10, pag.26

«Prima del 1994-5 qui non esistevano telefoni cellulari, oggi ne abbiamo 600 milioni, e il numero cresce ad un ritmo di 15/18 milioni ogni mese». Ciò che rende l'India differente da molti altri paesi emergenti non è tanto la straordinaria dinamica di crescita dei consumi, [...] Leggi

sabato 31 luglio 2010

La copertura cambia così

Da Milano Finanza del 24/07/10, pag. 44

Quasi nessuno, ufficialmente, ne parla. E chi ne parla, tende a minimizzare: «Nessuna rivoluzione è in atto». Ma la riunione convocata dall'Abi per la fine di luglio si annuncia piuttosto movimentata: si parlerà del Regolamento 35, emanato dall'Isvap lo scorso 26 maggio, [...] Leggi

sabato 24 luglio 2010

Chi vince la sfida Usa

Da Milano Finanza del 17/07/10, pag. 27

Ormai non ci sono dubbi: la crescita negli Usa sarà, con ogni probabilità, più lenta del previsto. E i numeri di giugno confermano le preoccupazioni di quanti, nei mesi scorsi, hanno profetizzato un percorso di uscita dalla crisi ancora denso di insidie, anche per gli Stati [...] Leggi

venerdì 9 luglio 2010

Grossisti multipiazza

Dal Mondo del 2/07/10, pag. 40/1

Comprare dal grossista anziché nel negozio sotto casa significa, in definitiva, pagare meno. Funziona così anche nel mondo degli strumenti finanziari, dove i “grossisti” sono Sabe (Banca Akros) e Market Hub (Banca IMI): due piattaforme - la prima nata nel novembre del 2007, la seconda poco più di un anno fa – che mettendo in competizione diverse sedi di esecuzione (mercati regolamenti, sistemi multilaterali di negoziazione, circuiti Over The Counter) assicurando il miglior prezzo per ogni ordine di borsa, la cosiddetta best execution.

Consideriamo, ad esempio, il titolo obbligazionario emesso da Ge Capital European Funding con scadenza ottobre 2016 e cedola annuale del 4,12% (rating AA+); il 17 giugno scorso, sulla piattaforma Sabe di Banca Akros, il titolo è stato acquistato a 102,27 euro: il miglior prezzo tra quelli disponibili su tutte le “piazze” dove il titolo era scambiato in quel momento, con un vantaggio di circa 12 centesimi rispetto al “peggior prezzo” di mercato. Forse non è molto, dato che, in termini di controvalore, lo “sconto” equivale ad un risparmio di 30,75 euro per il cliente, a fronte di un investimento di 25mila euro.

Ma con tante obbligazioni in portafoglio, il piccolo vantaggio può diventare tutt'altro che marginale e, in ogni caso, resta la domanda: perché pagare di più se si può comprare “in saldo”? “La normativa Mifid obbliga i broker a garantire il principio della best execution”, premette Tullio Grilli, Responsabile Brokerage Mercati Obbligazionari di Banca Akros, “ma la verità è che molti intermediari risolvono la questione identificando un'unica sede di esecuzione, quella ritenuta ex ante mediamente più efficiente per una certa tipologia di titoli. Leggi

sabato 3 luglio 2010

Quei costi nascosti

Da Milano Finanza del 26/06/10, pag. 53

Forse non è giusto definirli occulti, perché sono invece indicati, voce per voce anche se magari in piccolo, nei prospetti informativi dei mutui. Ma di sicuro si tratta di costi di solito completamente ignorati al momento della scelta del mutuo. E non solo dai pigri che si [...] Leggi

Scommessa cinese

Da Milano Finanza del 26/06/10, pag. 29

Lunedì 21 giugno è stato un giorno di festa per i mercati asiatici, galvanizzati dal comunicato della People's Bank of China con cui le Autorità cinesi hanno annunciato l'intenzione di rendere lo yuan più flessibile. Ma qual è la portata reale delle dichiarazioni [...] Leggi

venerdì 2 luglio 2010

Quanto ci costeranno?

Dal Mondo del 25/06/10, pag. 40/3 - Cover Story - con Fabio Sottocornola e Leo Campagna.

Non esiste un generico rischio contagio per l' Europa dell' Est: l' allarme è rapidamente rientrato, secondo gli esperti interpellati dal Mondo , e anche i timori espressi dalla Commissione europea sui conti pubblici della Bulgaria non sembrano tali da lasciar presagire un' imminente crisi debitoria. «Nella regione, non vediamo il rischio di un default o di una crisi simile a quella di Atene», dichiarano Zoltan Koch e Ronald Schneider, gestori di Raiffeisen capital management: «Come Lettonia, Romania e Ucraina, anche l' Ungheria è supportata da un piano di aiuti Ue/Fmi; l' obiettivo concordato da Budapest è quello di portare il rapporto deficit/pil rispettivamente al 3,9% nel 2010 e al 2,9% nel 2011».

Impegni che, del resto, il Paese sembra in grado di mantenere. «Il deficit pubblico, che tre anni fa superava il 10%, oggi si aggira tra il 4% e il 4,5%», ricordano Greg Saichin e Marcin Fiejka di Pioneer investments. «Inoltre, l' Ungheria non fa parte dell' area euro e questo le permette di attuare una svalutazione della propria valuta». In ogni caso, per chi avesse pensato a una piccola scommessa sui titoli di debito ungheresi, l' opportunità di un guadagno a breve potrebbe essere già sfumata: «Gli spread si sono ristretti non appena i timori di un default sono rientrati», precisano Koch e Schneider che, in uno scenario di avversione al rischio e riduzione della leva finanziaria, preferiscono puntare sui titoli governativi di Stati solidi come Polonia e Turchia.

Più focalizzati sulle emissioni societarie con duration breve o a medio-lungo termine si dichiarano, invece, i gestori di Pioneer: «Anche se non prevediamo situazioni di default sul fronte governativo, crediamo che i premi per il rischio del debito sovrano continueranno a essere sotto pressione nei prossimi mesi. Sui corporate bond la situazione ci appare più chiara, sia sulla capacità delle aziende di generare flussi di cassa, sia sulla loro struttura del debito». Leggi

sabato 26 giugno 2010

Il fondo pensione del governo norvegese ha il titolo BP in portafoglio

Da Milano Finanza del 19/06/10, pag.38

Fuori le armi nucleari e le bombe a grappolo. Fuori le società che violano i diritti umani o causano gravi danni ambientali. E la mente corre, inevitabilmente, alla BP e all'incidente nel Golfo del Messico. Che è nel portafoglio del fondo pensione del Governo Norvegese: un peso [...] Leggi

Vincerà l'Europa

Da Milano Finanza del 19/06/10, pag. 35

«Ai valori attuali, l'Europa è l'asset class con il più alto potenziale di crescita per i prossimi dieci anni. La moda di puntare sulle azioni dei mercati emergenti è irrazionale, perché questi ultimi hanno già scontato la crescita futura». [...] Leggi

venerdì 25 giugno 2010

Marea nera, impatto a lungo termine

Dal Mondo del 18/06/10, pag. 42/44 - con Leo Campagna

Un tappo per mettere fine all' emorragia di migliaia di tonnellate di petrolio. È la soluzione che sembrano finalmente aver trovato i tecnici di British Petroleum a quasi 50 giorni dall' esplosione a bordo della piattaforma Deepwater Horizon, colata a picco al largo della Louisiana il 22 aprile scorso. E anche il colosso petrolifero guidato da Carl-Henric Svanberg ha tirato un primo respiro di sollievo. L' onda lunga del disastro ambientale si farà però sentire ancora molto a lungo. Sul sistema ecologico, prima di tutto. Ma anche sui mercati: dal futuro del titolo Bp e del settore energetico alle quotazioni del greggio, fino al possibile effetto sui trend di investimento di lungo termine.

ENERGIA IN CALO SUI LISTINI Nessuna certezza su quanto costerà il disastro a Bp e sui suoi effetti sul bilancio della società. Ing Bank ha calcolato circa 5,3 miliardi di dollari, Crédit Suisse fino a 37 miliardi, mentre Rge Monitor, società di analisi finanziarie guidate dall' economista Nouriel Roubini, arriva addirittura a ipotizzare in 56 miliardi il consuntivo dei costi sostenuti per bloccare e bonificare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. Ovvero quasi la metà delle rendite petrolifere prodotte dai pozzi iraniani in tutto il 2008. L' impatto su Bp potrebbe essere catastrofico.

Non a caso sui mercati vengono rilanciate le voci di possibili takeover su quella che è una reale public company: i primi 20 azionisti sono case d' investimento, assicurazioni e fondi sovrani, e tutti insieme controllano un terzo del capitale. In nemmeno due mesi il titolo alla City londinese ha in effetti perso il 35%, facendo crollare la sua capitalizzazione. E rendendola possibile preda. Bp, però, proprio alla vigilia dell' incidente al largo della Louisiana aveva annunciato profitti trimestrali netti per 5,65 miliardi di dollari, in aumento del 135% sull' anno precedente. Ecco perché per gli analisti internazionali il colosso petrolifero sarebbe a sconto. Leggi

venerdì 18 giugno 2010

Liquidi e pronti a diventare solidi

Dal Mondo dell'11/06/10, pag. 35

Stare liquidi (e tranquilli), ma senza esagerare. Perché, se è vero che maggio ha costretto a fare i conti con l' esplosione di due focolai improvvisi, cioè la situazione greca e la diffusione del panico sui listini, le forti correzioni hanno creato uno spazio per cogliere nuove opportunità. Questo suggeriscono gli esperti all' investitore tentato da una scelta radicale: dirottare tutto il patrimonio sulla liquidità.

Quando si parla di percentuali, tuttavia, le opinioni divergono. «In questo momento consigliamo di mantenere liquida una quota compresa tra il 30 e il 40% del portafoglio», calcola Jacopo Ceccatelli, ad di Jc & associati, una sim indipendente di consulenza. Secondo lui, «il rimanente può essere investito in azioni, per un' esposizione del 20%, e obbligazioni al 40%». Più cauta la scelta di Nafop, nelle parole del presidente Cesare Armellini: «In uno scenario di perdurante incertezza, meglio stare fermi e attendere. Per un patrimonio di 100 mila euro e un profilo di rischio medio, noi suggeriamo di mettere in liquidità il 70, 80% del portafoglio».

L' alternativa, in questo caso, è tra conti e depositi remunerati, pronti contro termine e fondi o Etf monetari. «Resto convinto che il conto di deposito sia la soluzione ottimale», sostiene Ceccatelli. Che poi aggiunge: «Adesso sono meglio dei Bot: non hanno costi e offrono la garanzia della restituzione del capitale». Tuttavia, va anche osservato che la remunerazione massima offerta dai conti di deposito ( vedere tabella ) è calata del 20% rispetto ad alcuni mesi fa. Leggi

martedì 15 giugno 2010

In safari con il gestore

Da Milano Finanza del 5/06/10, pag.31

Proprio mentre l'Unione europea attraversa una delle crisi più difficili della sua storia, il Continente nero lancia sotto voce la sua sfida ai mercati finanziari e i mondiali di calcio che si giocheranno a breve in Sud Africa potranno contribuire a concentrare l'attenzione degli [...] Leggi

venerdì 11 giugno 2010

Nuove leggi nella Borsa

Dal Mondo del 4/06/10 pag. 27/9

Ha fatto clamore la notizia che i ministri delle finanze europei vogliono imporre una stretta agli hedge fund ( vedere articolo a pagina 29 ). Ma nel mirino dell' Ecofin sono finiti anche fondi specializzati sulle materie prime, fondi immobiliari e, più in generale, quelli non disciplinati dalla Ucits, cioè la direttiva europea che regola fondi comuni e sicav. Tutti dovranno osservare i medesimi vincoli prudenziali e oneri informativi, ma con effetti che potrebbero essere differenti rispetto al caso degli hedge.

Secondo gli esperti, l' impatto delle nuove regole sul mercato dei fondi immobiliari sarà, per esempio, molto modesto: «La normativa italiana prevede già regole severe. La direttiva non introdurrà oneri aggiuntivi rispetto a quelli vigenti», chiarisce Michele Cibrario , ad di Bnp Paribas Reim Sgr, secondo cui un' equiparazione delle norme a livello europeo potrebbe addirittura tradursi in un vantaggio per i fondi italiani, già sottoposti a regole più stringenti rispetto ai competitors. «Se anche gli altri fondi verranno regolamentati è solo un bene», ribadisce Mario Breglia , presidente di Scenari immobiliari, «di tutto abbiamo bisogno tranne che di investimenti opachi, anche nel mercato immobiliare».

In ogni caso, gli operatori escludono che un irrigidimento delle norme possa avere ripercussioni in termini di riduzione dell' offerta o aumento dei costi a carico dell' investitore finale. «I gestori faranno di tutto per continuare a presidiare il mercato europeo. Non credo che ci saranno conseguenze», conclude Zeno d' Acquarone , presidente dell' Associazione delle Sim di consulenza. Quanto ai fondi specializzati sulle materie prime, la questione appare più complicata.

sabato 29 maggio 2010

Commodity alla riscossa

Da Milano Finanza del 22/05/10, pag.33

«Tutti i cambiamenti a cui stiamo assistendo nell'area asiatica e quelli che registreremo in futuro comportano un aumento della domanda di commodity nel lungo termine, con un conseguente trend positivo dei prezzi. Ciò che succede nel breve periodo può essere definito [...] Leggi

venerdì 28 maggio 2010

Un giardinetto con le obbligazioni dei Pigs

Dal Mondo del 21/05/10, pag.12/3

Mentre il rendimento dei titoli biennali greci decollava fino a superare quota 17% molti si sono chiesti se valesse la pena fare una piccola scommessa sui bond ellenici. L' andamento dei mercati nei giorni successivi, però, ha fatto venire i brividi a chi aveva ceduto alla tentazione. Certo, la maggior parte dei risparmiatori si è, verosimilmente, tenuta alla larga dai titoli di debito ad alto rischio. Ma dopo l' accordo raggiunto dall' Ecofin per lo scudo anti-speculazione da 750 miliardi, che sembra scongiurare, almeno per il momento, ipotesi di default per i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) la domanda resta la stessa: che cosa fare con i titoli dei Paesi nel mirino della speculazione? C' è da credere alle agenzie di rating oppure si può andare controcorrente?

«Per chi è disposto a rischiare un po', nonostante i rendimenti siano calati molto, vale ancora la pena prendere una piccola scommessa su Spagna, Portogallo e forse, a questo punto, anche sulla Grecia», è l' opinione di Marcello Rubiu, vicepresidente di Norisk (consulenza finanziaria). La sensazione è che lo scenario sia cambiato radicalmente: la risposta dell' Europa, sebbene tardiva, risuona come una decisa assunzione di responsabilità per la salvaguardia dell' euro e rappresenta un boccone amaro per i grandi speculatori. Tuttavia, nessuno può escludere una nuova fiammata di tensione sui mercati, la cui reazione al varo del nuovo pacchetto anti-crisi è apparsa smisurata agli occhi di alcuni operatori.

In definitiva, anche l' accordo del 2 maggio tra Grecia, Uè e Fondo Monetario Internazionale per il maxi-piano da 110 miliardi di euro in tre anni sembrava potesse rappresentare il punto di svolta nella soluzione della crisi. Se, dunque, il braccio di ferro con i grandi speculatori vede oggi l' Ue in una posizione di maggiore forza, i problemi di prima restano immutati, a cominciare dalla sostenibilità del piano di risanamento varato dal governo Papandreou, che chiede enormi sacrifici ai cittadini. Leggi

sabato 15 maggio 2010

Il mio mutuo costa meno

Da Milano Finanza dell'8/05/10, pag.16 - con Teresa Campo

Tra la crisi greca e le minacce di Moody's sicuramente parlare di ripresa del settore suona stonato. Ma un dato è comunque certo: le banche italiane hanno ricominciato a interessarsi al mercato dei mutui. Anzi si stanno dando battaglia. Lo dimostrano i tagli degli ultimi mesi agli spread [...] Leggi

sabato 8 maggio 2010

Tra broker e mediatori

Da Milano Finanza dell'1/05/10, pag. 41

Durate e importi in media più alti. Preferenza per il tasso variabile. Condizioni di prezzo più vicine agli estremi di mercato. È quanto offrono di più e di diverso i mediatori creditizi in tema di mutui rispetto ai più tradizionali sportelli bancari. Lo rivela [...] Leggi

Tokyo si risveglia

Da Milano Finanza dell'1/05/10, pag.27

Quando si è stati morsi da un serpente, si ha paura anche di una corda marcia. Il proverbio giapponese sembra applicarsi perfettamente alla diffidenza che molti investitori oggi nutrono nei confronti del Nikkei: scottati dal mercato orso secolare e dalle molte false ripartenze, temono che lo [...] Leggi

venerdì 30 aprile 2010

La ripresa del dollaro farà scordare il franco?

Dal Mondo del 23/04/10, pag.38/40

Guadagnare con l' oro, anche mentre le quotazioni scendono. È successo a coloro che, tra gennaio e fine marzo, hanno scommesso sugli exchange traded commodities negoziati in euro a Piazza Affari: a fronte di un calo dello 0,5% nel prezzo del metallo giallo, scivolato dai 1.121,50 dollari l' oncia di inizio anno a quota 1.115, gli etc fisici hanno reso il 5,82%. E il merito è tutto del biglietto verde (valuta con cui è denominato l' oro) che, solo nel primo trimestre dell' anno, ha recuperato oltre 6 punti percentuali contro l' euro.

Ma la divisa americana non è sempre stata fonte di gratificazioni per gli investitori: vale la pena ricordare che tra novembre del 2005 e luglio 2008 e, ancora, tra marzo e dicembre dello scorso anno, il dollaro ha sofferto molto, penalizzando l' investimento in materie prime e non solo. Secondo una ricerca dell' ufficio studi di Mediobanca, i titoli denominati in euro rappresentano il 48,4% del portafoglio dei fondi comuni azionari collocati in Italia, con una significativa presenza di titoli denominati in dollari (16,3%), yen (8,3%), franchi svizzeri (3,7%) e altre divise (12,1%).

Quali sono le tipologie di fondi più esposte al rischio cambio? «Tutte quelle che non sono focalizzate esclusivamente sull' eurozona. In particolare», chiarisce Jacopo Ceccatelli, partner di JC & Associati sim, «penso alle materie prime, o anche a settori come il biomedicale. In ogni caso, è prassi comune, tra i gestori, l' utilizzo di strumenti derivati a copertura del rischio di cambio». Ma in base a una recente indagine condotta da Morningstar in Italia, solo il 5% dei fondi che scommettono fuori dall' Eurozona, azionari e non, sarebbe protetto dall' influenza delle divise. «Per evitare sorprese, anche i risparmiatori che si rivolgono al risparmio gestito devono conoscere qual è l' esatta esposizione del portafoglio al dollaro e alle altre divise», avverte Francesco Caricati, dell' ufficio studi di Consultique. Ben diverso il caso di chi intende valorizzare la componente valutaria del portafoglio, a scopo di diversificazione.

«Le monete offrono il vantaggio di una forte decorrelazione rispetto all' andamento dei mercati azionari e obbligazionari», ricorda Marco Bò, forex specialist di Farad Investment advisor. In questa logica, gli strumenti per cavalcare il tema sono numerosi, a cominciare da fondi ed etf quotati in dollari, sterline, yen. «In questo caso, però, il rischio cambio viene diluito con quello azionario e obbligazionario», osserva Caricati.

Carta vince, carta perde nei tassi d' usura

Dal Mondo del 23/04/10, pag. 22/3

Sono tre (American Express, Diners e Fiditalia) le società finite nel mirino di Bankitalia e costrette a bloccare l' emissione di nuove carte di credito per le irregolarità emerse in materia di antiriciclaggio. Solo in un caso (Amex), Palazzo Koch ha riscontrato anche una violazione delle norme antiusura, in relazione al calcolo degli interessi sulle carte revolving. Ma il terremoto innescato dall' indagine della procura di Trani sembra avere il proprio epicentro proprio nel sistema delle carte a rimborso rateale e potrebbe dare vita a nuove scosse di assestamento: «I nostri ispettori stanno effettuando controlli su altri operatori, con l' obiettivo di garantire il rispetto della normativa», fanno sapere da Via Nazionale.

Intanto, mentre le associazioni dei consumatori annunciano una class action a tutela delle vittime di tassi usurari e sollecitano l' istituto guidato da Mario Draghi a intensificare i controlli, il Mondo ha effettuato un' indagine sui tassi applicati dalle carte revolving in Italia. Risultato: per una linea di credito di 2 mila euro, rimborsabile in 18 rate mensili, il tasso annuo effettivo (taeg) applicato dal campione preso in esame è, in media, del 16,55%: più basso rispetto alle soglie di usura, fissate da Bankitalia, per questa tipologia di finanziamento e nel trimestre in corso, al 26,05% (su importi inferiori ai 5 mila euro). Qual è, dunque, il meccanismo che può portare al superamento dei tassi di usura nel caso delle carte rateali?

«L' applicazione di tassi usurari può verificarsi a fronte di ritardi nei pagamenti: in questo caso, infatti, scattano gli interessi di mora», spiega Gianpaolo Luzzi dello Studio Luzzi & Associati, inventore della prima debt agency italiana (Liberi dai debiti). «Non solo: poi, si aggiungono le penali richieste a titolo di rimborso per le procedure di recupero crediti, che aumentano in funzione del numero di rate non corrisposte, fino a sforare, nella peggiore delle ipotesi, il 20-25% del debito maturato, tra rate insolute e interessi di mora». Secondo quanto emerge dall' ultimo Osservatorio sulle carte di credito (Assofin, Crif Decision solutions, Gfk Eurisko), il tasso di sofferenza delle carte revolving è salito dal 5,8% del maggio 2008 al 6,4% del 2009, contro il 2,6% delle carte a saldo tradizionali.

venerdì 9 aprile 2010

Lavori in corso

Da Milano Finanza del 2/04/10, pag. 26

Ci sono i lavori per la costruzione delle nuove autostrade informatiche, necessarie per fare fronte all'esplosione del traffico telefonico via cellulare. C'è l'India, con la spesa pubblica in crescita dal 5 al 9% in termini di Pil per finanziare strade e centrali elettriche. E ci sono le [...] Leggi

sabato 3 aprile 2010

Affari d'oro

Da Milano Finanza del 27/03/10, pag. 29

Da inizio anno, cedono lo 0,12%, con una sottoperformance di oltre due punti percentuali rispetto all'Msci world (vedi tabella). Anche su 12 mesi, guadagnano meno dell'indice azionario globale, in media il 33,9%, contro il 43,6%. Ma è su un orizzonte di cinque anni che i fondi azionari [...] Leggi

Portafoglio 2020

Dal Mondo del 26/03/10, pag.34/36

Nell' ultimo decennio il protagonista dei rendimenti, tra titoli governativi, obbligazioni e fondi comuni, è stato il metallo giallo. Gli anni 2000 saranno ricordati, almeno finora, come la nuova età dell' oro. Anche se, sui mercati finanziari, non sono stati certo tempi di prosperità e abbondanza, ma di bolle. E i prossimi? Gli esperti interrogati dal Mondo sembrano privilegiare un mix di obbligazioni (tante) e azioni (poche) in base al grado di rischio. Ma torniamo al 2000: chi avesse investito in lingotti avrebbe portato a casa un guadagno annuo reale dell' 8,78%, al netto dell' inflazione (2,1% di media), contro il 3,50% di un bond indicizzato al costo della vita o il 3,1% di un Btp.

È quanto emerge dall' inchiesta del Mondo che ha messo a confronto i rendimenti delle principali e più tradizionali assett class dal 2000 a oggi ( vedere tabella nella pagina di destra ). In termini nominali, i capitali investiti nell' oro alla vigilia della grande bolla di internet sono più che raddoppiati. A conti fatti, se dieci anni fa una ipotetica famiglia Rossi avesse deciso di investire tutti i suoi risparmi, 193.627.000 lire, l' equivalente di 100 mila euro, acquistando 10,81 chili d' oro, avrebbe fatto la migliore scelta possibile. Ma come sono andati, invece, i più popolari titoli di Stato?

Comprando un Btp decennale nel febbraio del 2000, il signor Rossi avrebbe guadagnato il 3,14% reale netto: poco meno di un paniere di titoli governativi indicizzati all' inflazione (3,5%), ma più di quanto hanno fruttato, in media, fondi azionari, obbligazionari e bilanciati, o un investimento immobiliare in un monolocale di 40 metri quadri in zona Piola a Milano, per un analogo importo di 100 mila euro ( vedere tabella in basso ). Lingotti e monete, comunque, si potevano e si possono tutt' oggi comprare o vendere presso strutture autorizzate dalla Banca d' Italia, come la Confinvest di Milano, la Italpreziosi di Arezzo o anche istituti di credito come la Banca Popolare dell' Etruria e del Lazio (i più moderni etc, exchange traded commodity, i prodotti finanziari legati all' andamento del metallo giallo, sono sbarcati in Borsa italiana soltanto nel 2007).

L' ultimo decennio, di fatto, ha messo a dura prova alcune affermazioni considerate fino a ieri incontrovertibili, come quella secondo cui il lungo termine avrebbe sempre premiato l' investitore azionario rispetto all' obbligazionista. Invece, le azioni si sono rivelate la peggiore scelta degli anni 2000. «L' ultimo decennio porta i segni di due terribili bolle che hanno penalizzato l' equity in modo determinante: una all' inizio, quella della New economy, nel marzo 2000; l' altra alla fine, con la crisi finanziaria innescata dai subprime americani», sintetizza Marcello Rubiu, partner di Norisk. E se molti titoli hi-tech non hanno ancora raggiunto i livelli pre-bolla, anche in passato l' investimento azionario non è sempre stato vincente su orizzonti più lunghi...Leggi

mercoledì 31 marzo 2010

MyBestOption lancia il comparatore delle bollette

Da MF del 24/03/10, pag.15

«La nostra sfida è fornire uno strumento semplice che permetta di comparare i prezzi nel mercato delle utility, consentendo ai consumatori di risparmiare tempo e denaro». Daniele Viganò, fondatore del gruppo Totality, ha presentato ieri MyBestOption.it, il nuovo portale [...] Leggi

sabato 13 marzo 2010

I saldi post-crisi sono finiti

Da Milano Finanza del 6/03/10, pag.30

Se la crisi finanziaria ha un merito, è quello di aver contribuito ad abbassare i costi di alcuni fondi pensione e fondi di fondi hedge. Ma se quattro fondi pensioni su dieci prevedono commissioni di gestione più basse anche per il 2010, le fee degli hedge fund sono già tornate [...] Leggi

mercoledì 3 marzo 2010

Ricette emergenti

Da Milano Finanza del 27/02/10, pag.34

Essendo ciclici per definizione, tendono ad amplificare i movimenti di borsa: era quindi facile prevedere che, dopo le forti penalizzazioni del 2008, i mercati emergenti avrebbero archiviato il 2009 con risultati eccezionali. E così è stato: nonostante la correzione delle ultime [...] Leggi

lunedì 1 marzo 2010

Rc Auto: i "saldi" corrono sul web

320 euro, tondi tondi: è quanto l'assicurato può risparmiare, in media, sul costo della polizza rc auto se sceglie di affidarsi ai broker online, anziché rivolgersi all'assicuratore di fiducia. Anzi: lo "sconto" può essere anche maggiore, perché i numeri resi noti da Emanuele Anzaghi, fondatore e ad di Cercassicurazione.it (Gruppo MutuiOnline), si riferiscono alla differenza tra il premio medio offerto dalle 18 compagnie assicurative partner e il "best price" disponibile online. E poiché, tra le società intermediate, è significativa l'incidenza delle compagnie dirette, notoriamente più competitive soprattutto sui clienti con una migliore storia assicurativa alle spalle, si può ipotizzare che il vantaggio medio rispetto alle polizze sottoscritte in agenzia sia anche superiore.

"Al di là degli sconti che alcune società riservano ai nostri utenti", ha spiegato Anzaghi, "il vero vantaggio è rappresentato dalla possibilità di confrontare i prezzi di numerose compagnie, sia dirette che tradizionali, e di avere un riscontro immediato sulle condizioni che il mercato propone per il proprio profilo”. Gli utenti che si collegano al sito – circa 10mila ogni giorno - possono compilare il modulo con le informazioni richieste, o contattare il numero verde, ed ottenere gratuitamente i vari preventivi, in tempo reale; la stessa logica con cui operano sul mercato anche altri "broker-comparatori" online, tra cui Assicurazione.it.

Qual è la migliore compagnia? "Non esiste", chiosa Anzaghi: "Le compagnie dirette sono molto competitive con i clienti migliori, ma, probabilmente, fanno prezzi più alti su profili peggiori. E comunque bisogna guardare il contratto nel dettaglio”. Il prezzo può variare in modo significativo se sull'attestato di rischio, il documento che "certifica" la storia assicurativa del guidatore, è segnalato anche un solo incidente. Anche il tipo di autovettura o il comune di residenza del titolare incidono in modo determinante sul premio annuo. Poi ci sono le varie clausole contrattuali a cui è sempre bene prestare molta attenzione: la polizza furto e incendio prevede una copertura totale o parziale? Sono previste clausole di esclusione al verificarsi delle quali la compagnia potrebbe rivalersi sull'assicurato, ad esempio la guida in stato di ebbrezza, con patente scaduta o senza l'uso della cintura di sicurezza?

Per gli utenti che non se la sentono di fare tutto da soli, completando la richiesta e la procedura di acquisto, i vari broker hanno messo a disposizione anche un numero verde gratuito.

sabato 27 febbraio 2010

Occasioni convertibili

Da Milano Finanza del 20/2/10, pag. 27

Tra gli investitori italiani, è uno strumento ancora poco conosciuto; spesso, perfino guardato con diffidenza, per la natura ibrida che lo colloca a metà strada tra un'azione e un'obbligazione. Ma la possibilità di cavalcare contemporaneamente il rally dei corporate [...] Leggi

venerdì 19 febbraio 2010

Quanto costa la consulenza

Dal Mondo del 12/02/10, pag.30

Nel mondo della consulenza finanziaria molti rivendicano l' indipendenza come tratto qualificante e a volte esclusivo della propria attività. Con la pubblicazione del regolamento Consob in materia di consulenti finanziari indipendenti, avvenuta lo scorso 18 gennaio, si fa un po' di chiarezza e, soprattutto, si compie un passo decisivo verso la creazione del nuovo Albo. Chi sono i soggetti che entreranno a farne parte?

«In larga maggioranza, ex dipendenti di banca ed ex promotori finanziari», racconta al Mondo Giannina Puddu, presidente di Assofinance. Alle due associazioni di categoria, cioè Nafop e Assofinance, fanno capo circa 270 consulenti, ma su tutto il territorio nazionale sarebbero già operativi in 600-700, tra persone fisiche e società. «La nostra diversità, rispetto ai soggetti che fanno una consulenza strumentale alla vendita di prodotti finanziari, è legata alla totale assenza di conflitti d' interesse», rivendica Cesare Armellini, presidente di Nafop, l' associazione di categoria che ha appena siglato con Marsh spa l' accordo per offrire una polizza di responsabilità civile professionale dedicata agli associati.

In sostanza, i consulenti indipendenti vengono pagati a parcella e devono rinunciare a provvigioni da parte di banche, sim, compagnie assicurative o sgr. Con quali risultati per il risparmiatore? Leggi

sabato 6 febbraio 2010

Più portali e meno agenzie

da Milano Finanza del 30/01/10, pag. 53

Ogni appuntamento in agenzia per vedere una casa richiede almeno un'oretta, spostamenti inclusi. Non è poco, per i molti che possono dedicare alla ricerca solo i ritagli di tempo dopo il lavoro; ed è troppo, se poi si scopre che «l'appartamento spazioso in stabile d'epoca con [...] Leggi

sabato 30 gennaio 2010

Se l'asta conviene

Da Milano Finanza del 23/01/10, pag.41

I numeri sono ancora piccoli: si parla di 20 mila immobili venduti all'asta ogni anno, circa il 3,3% delle compravendite totali. «Ma sono destinati a raddoppiare, in relazione al forte aumento delle sofferenze», ipotizza Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. Il 2009 ha [...] Leggi

sabato 23 gennaio 2010

Bilanciati più flessibili

Da Milano Finanza del 16/01/10, pag. 29

Il 2009 è stato l'anno dei corporate bond. Al rally dei mercati, iniziato nel mese di marzo, hanno preso parte solo i più audaci e l'impressione è che, tra gli investitori retail, abbia prevalso la prudenza. Ma l'inizio del nuovo anno può essere l'occasione per [...] Leggi