sabato 3 aprile 2010

Portafoglio 2020

Dal Mondo del 26/03/10, pag.34/36

Nell' ultimo decennio il protagonista dei rendimenti, tra titoli governativi, obbligazioni e fondi comuni, è stato il metallo giallo. Gli anni 2000 saranno ricordati, almeno finora, come la nuova età dell' oro. Anche se, sui mercati finanziari, non sono stati certo tempi di prosperità e abbondanza, ma di bolle. E i prossimi? Gli esperti interrogati dal Mondo sembrano privilegiare un mix di obbligazioni (tante) e azioni (poche) in base al grado di rischio. Ma torniamo al 2000: chi avesse investito in lingotti avrebbe portato a casa un guadagno annuo reale dell' 8,78%, al netto dell' inflazione (2,1% di media), contro il 3,50% di un bond indicizzato al costo della vita o il 3,1% di un Btp.

È quanto emerge dall' inchiesta del Mondo che ha messo a confronto i rendimenti delle principali e più tradizionali assett class dal 2000 a oggi ( vedere tabella nella pagina di destra ). In termini nominali, i capitali investiti nell' oro alla vigilia della grande bolla di internet sono più che raddoppiati. A conti fatti, se dieci anni fa una ipotetica famiglia Rossi avesse deciso di investire tutti i suoi risparmi, 193.627.000 lire, l' equivalente di 100 mila euro, acquistando 10,81 chili d' oro, avrebbe fatto la migliore scelta possibile. Ma come sono andati, invece, i più popolari titoli di Stato?

Comprando un Btp decennale nel febbraio del 2000, il signor Rossi avrebbe guadagnato il 3,14% reale netto: poco meno di un paniere di titoli governativi indicizzati all' inflazione (3,5%), ma più di quanto hanno fruttato, in media, fondi azionari, obbligazionari e bilanciati, o un investimento immobiliare in un monolocale di 40 metri quadri in zona Piola a Milano, per un analogo importo di 100 mila euro ( vedere tabella in basso ). Lingotti e monete, comunque, si potevano e si possono tutt' oggi comprare o vendere presso strutture autorizzate dalla Banca d' Italia, come la Confinvest di Milano, la Italpreziosi di Arezzo o anche istituti di credito come la Banca Popolare dell' Etruria e del Lazio (i più moderni etc, exchange traded commodity, i prodotti finanziari legati all' andamento del metallo giallo, sono sbarcati in Borsa italiana soltanto nel 2007).

L' ultimo decennio, di fatto, ha messo a dura prova alcune affermazioni considerate fino a ieri incontrovertibili, come quella secondo cui il lungo termine avrebbe sempre premiato l' investitore azionario rispetto all' obbligazionista. Invece, le azioni si sono rivelate la peggiore scelta degli anni 2000. «L' ultimo decennio porta i segni di due terribili bolle che hanno penalizzato l' equity in modo determinante: una all' inizio, quella della New economy, nel marzo 2000; l' altra alla fine, con la crisi finanziaria innescata dai subprime americani», sintetizza Marcello Rubiu, partner di Norisk. E se molti titoli hi-tech non hanno ancora raggiunto i livelli pre-bolla, anche in passato l' investimento azionario non è sempre stato vincente su orizzonti più lunghi...Leggi

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