venerdì 18 giugno 2010

Liquidi e pronti a diventare solidi

Dal Mondo dell'11/06/10, pag. 35

Stare liquidi (e tranquilli), ma senza esagerare. Perché, se è vero che maggio ha costretto a fare i conti con l' esplosione di due focolai improvvisi, cioè la situazione greca e la diffusione del panico sui listini, le forti correzioni hanno creato uno spazio per cogliere nuove opportunità. Questo suggeriscono gli esperti all' investitore tentato da una scelta radicale: dirottare tutto il patrimonio sulla liquidità.

Quando si parla di percentuali, tuttavia, le opinioni divergono. «In questo momento consigliamo di mantenere liquida una quota compresa tra il 30 e il 40% del portafoglio», calcola Jacopo Ceccatelli, ad di Jc & associati, una sim indipendente di consulenza. Secondo lui, «il rimanente può essere investito in azioni, per un' esposizione del 20%, e obbligazioni al 40%». Più cauta la scelta di Nafop, nelle parole del presidente Cesare Armellini: «In uno scenario di perdurante incertezza, meglio stare fermi e attendere. Per un patrimonio di 100 mila euro e un profilo di rischio medio, noi suggeriamo di mettere in liquidità il 70, 80% del portafoglio».

L' alternativa, in questo caso, è tra conti e depositi remunerati, pronti contro termine e fondi o Etf monetari. «Resto convinto che il conto di deposito sia la soluzione ottimale», sostiene Ceccatelli. Che poi aggiunge: «Adesso sono meglio dei Bot: non hanno costi e offrono la garanzia della restituzione del capitale». Tuttavia, va anche osservato che la remunerazione massima offerta dai conti di deposito ( vedere tabella ) è calata del 20% rispetto ad alcuni mesi fa. Leggi

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