sabato 31 luglio 2010

La copertura cambia così

Da Milano Finanza del 24/07/10, pag. 44

Quasi nessuno, ufficialmente, ne parla. E chi ne parla, tende a minimizzare: «Nessuna rivoluzione è in atto». Ma la riunione convocata dall'Abi per la fine di luglio si annuncia piuttosto movimentata: si parlerà del Regolamento 35, emanato dall'Isvap lo scorso 26 maggio, [...] Leggi

sabato 24 luglio 2010

Chi vince la sfida Usa

Da Milano Finanza del 17/07/10, pag. 27

Ormai non ci sono dubbi: la crescita negli Usa sarà, con ogni probabilità, più lenta del previsto. E i numeri di giugno confermano le preoccupazioni di quanti, nei mesi scorsi, hanno profetizzato un percorso di uscita dalla crisi ancora denso di insidie, anche per gli Stati [...] Leggi

venerdì 9 luglio 2010

Grossisti multipiazza

Dal Mondo del 2/07/10, pag. 40/1

Comprare dal grossista anziché nel negozio sotto casa significa, in definitiva, pagare meno. Funziona così anche nel mondo degli strumenti finanziari, dove i “grossisti” sono Sabe (Banca Akros) e Market Hub (Banca IMI): due piattaforme - la prima nata nel novembre del 2007, la seconda poco più di un anno fa – che mettendo in competizione diverse sedi di esecuzione (mercati regolamenti, sistemi multilaterali di negoziazione, circuiti Over The Counter) assicurando il miglior prezzo per ogni ordine di borsa, la cosiddetta best execution.

Consideriamo, ad esempio, il titolo obbligazionario emesso da Ge Capital European Funding con scadenza ottobre 2016 e cedola annuale del 4,12% (rating AA+); il 17 giugno scorso, sulla piattaforma Sabe di Banca Akros, il titolo è stato acquistato a 102,27 euro: il miglior prezzo tra quelli disponibili su tutte le “piazze” dove il titolo era scambiato in quel momento, con un vantaggio di circa 12 centesimi rispetto al “peggior prezzo” di mercato. Forse non è molto, dato che, in termini di controvalore, lo “sconto” equivale ad un risparmio di 30,75 euro per il cliente, a fronte di un investimento di 25mila euro.

Ma con tante obbligazioni in portafoglio, il piccolo vantaggio può diventare tutt'altro che marginale e, in ogni caso, resta la domanda: perché pagare di più se si può comprare “in saldo”? “La normativa Mifid obbliga i broker a garantire il principio della best execution”, premette Tullio Grilli, Responsabile Brokerage Mercati Obbligazionari di Banca Akros, “ma la verità è che molti intermediari risolvono la questione identificando un'unica sede di esecuzione, quella ritenuta ex ante mediamente più efficiente per una certa tipologia di titoli. Leggi

sabato 3 luglio 2010

Quei costi nascosti

Da Milano Finanza del 26/06/10, pag. 53

Forse non è giusto definirli occulti, perché sono invece indicati, voce per voce anche se magari in piccolo, nei prospetti informativi dei mutui. Ma di sicuro si tratta di costi di solito completamente ignorati al momento della scelta del mutuo. E non solo dai pigri che si [...] Leggi

Scommessa cinese

Da Milano Finanza del 26/06/10, pag. 29

Lunedì 21 giugno è stato un giorno di festa per i mercati asiatici, galvanizzati dal comunicato della People's Bank of China con cui le Autorità cinesi hanno annunciato l'intenzione di rendere lo yuan più flessibile. Ma qual è la portata reale delle dichiarazioni [...] Leggi

venerdì 2 luglio 2010

Quanto ci costeranno?

Dal Mondo del 25/06/10, pag. 40/3 - Cover Story - con Fabio Sottocornola e Leo Campagna.

Non esiste un generico rischio contagio per l' Europa dell' Est: l' allarme è rapidamente rientrato, secondo gli esperti interpellati dal Mondo , e anche i timori espressi dalla Commissione europea sui conti pubblici della Bulgaria non sembrano tali da lasciar presagire un' imminente crisi debitoria. «Nella regione, non vediamo il rischio di un default o di una crisi simile a quella di Atene», dichiarano Zoltan Koch e Ronald Schneider, gestori di Raiffeisen capital management: «Come Lettonia, Romania e Ucraina, anche l' Ungheria è supportata da un piano di aiuti Ue/Fmi; l' obiettivo concordato da Budapest è quello di portare il rapporto deficit/pil rispettivamente al 3,9% nel 2010 e al 2,9% nel 2011».

Impegni che, del resto, il Paese sembra in grado di mantenere. «Il deficit pubblico, che tre anni fa superava il 10%, oggi si aggira tra il 4% e il 4,5%», ricordano Greg Saichin e Marcin Fiejka di Pioneer investments. «Inoltre, l' Ungheria non fa parte dell' area euro e questo le permette di attuare una svalutazione della propria valuta». In ogni caso, per chi avesse pensato a una piccola scommessa sui titoli di debito ungheresi, l' opportunità di un guadagno a breve potrebbe essere già sfumata: «Gli spread si sono ristretti non appena i timori di un default sono rientrati», precisano Koch e Schneider che, in uno scenario di avversione al rischio e riduzione della leva finanziaria, preferiscono puntare sui titoli governativi di Stati solidi come Polonia e Turchia.

Più focalizzati sulle emissioni societarie con duration breve o a medio-lungo termine si dichiarano, invece, i gestori di Pioneer: «Anche se non prevediamo situazioni di default sul fronte governativo, crediamo che i premi per il rischio del debito sovrano continueranno a essere sotto pressione nei prossimi mesi. Sui corporate bond la situazione ci appare più chiara, sia sulla capacità delle aziende di generare flussi di cassa, sia sulla loro struttura del debito». Leggi