venerdì 13 agosto 2010

Prestiti tra privati, chi ci prova sul web

Dal Mondo del 06/08/10, pag.41

Giorgio T. ha 55 anni, è di Aosta, vive a Milano e lavora nel settore finanziario. Con un capitale di 25 mila euro, su Prestiamoci.it ha finanziato 30 prestiti che, al netto delle commissioni (0,8%), gli frutteranno interessi per 2.657 euro in 36 mesi (10,26%) meno le tasse, variabili in base all' aliquota marginale del proprio scaglione Irpef. Di che cosa si tratta? Nel mondo anglosassone lo chiamano social lending ed è un sistema organizzato di prestiti tra privati via web: un (piccolo) mercato del credito, parallelo a quello tradizionale, che in Italia si sta ampliando, fra luci e ombre.

A presidiare il settore è il portale Prestiamoci.it di Agata spa: una società finanziaria nata nel 2007 da un' idea dei tre soci fondatori, Mariano Carozzi, Paolo Galvani e Giovanni Tarditi, che, insieme ad altri privati, detengono il 60% del capitale (il restante 40% è in quota Banca Sella). In pochi mesi, Prestiamoci.it ha permesso di finanziare 32 progetti, per un totale di 192 mila euro; altre 21 richieste, ancora in fase di valutazione da parte di Agata, ne valgono 133 mila circa. «Ma i numeri sono destinati a crescere», assicura l' amministratore delegato, Mariano Carozzi.

«Nel 2011 abbiamo previsto un erogato di 20 milioni di euro». Il prestatore scarica, firma e spedisce il contratto di adesione al servizio; paga una fee d' iscrizione una tantum pari a 25 euro; sceglie quale importo mettere a prestito (da 1.500 a 25 mila euro) e per quale durata (da 12 a 36 mesi), tenendo presente che ciascuna somma offerta verrà divisa in 30 quote da distribuire su più progetti, per diversificare il rischio: aspetto cruciale, dato che la restituzione del finanziamento non è garantita. E che cosa succede, se uno dei debitori non ripaga il debito? Leggi

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