sabato 30 ottobre 2010

Il Paperone non rischia

Da Milano Finanza del 23/10/10, pag.43

Meno edonista e più informato. Poco propenso a delegare, anzi: deciso a condividere con il private banker ogni scelta d'investimento. Con un obiettivo primario: la stabilità. Perché la prima preoccupazione è quella di lasciare intatto il patrimonio destinato agli eredi. [...] Leggi

Tigri Ruggenti

Da Milano Finanza del 23/10/10, pag.39

All'ombra della colosso cinese, là dove gli Oceani Indiano e Pacifico s'incontrano, si estende una regione che è meta di viaggi, ma anche investitori in cerca di nuove opportunità e mercati. Capaci, talvolta, di sorprendere. «Da inizio anno la regione del Sud Est Asiatico [...] Leggi

venerdì 29 ottobre 2010

Il potere verde ai soci Enel

Dal Mondo del 22/10/10, pag.51

L' offerta Green Power agli azionisti Enel? Vale la pena prenderla in considerazione. Tenendo però presente, nell' ambito di una corretta diversificazione del portafoglio, che si rimane sempre all' interno della stessa famiglia». È il suggerimento di Saverio Scelzo, presidente e amministratore delegato di Copernico sim, di fronte alla novità dell' ultim' ora della più grande ipo europea degli ultimi tre anni: la metà della quota destinata al retail sarà riservata a chi ha già in portafoglio titoli della capogruppo.

Il collocamento di Green Power è partito il 18 ottobre e andrà avanti fino al 29, per debuttare sul listino di Piazza Affari il 4 novembre. La forchetta di prezzo è tra 1,9 e 2,4 euro, il lotto minimo pari a 2 mila azioni e la bonus share del 5%: un' azione gratuita ogni 20 per chi manterrà i titoli un anno in portafoglio. Obiettivo: portare nelle casse dell' Enel qualcosa come 3 miliardi, necessari a realizzare il target di riduzione del debito a quota 45 miliardi. Il grosso dell' ipo, almeno il 75%, sarà sottoscritto da investitori istituzionali. Ma il 1525% è proposto ai risparmiatori privati: l' 80% agli italiani, il 20% agli spagnoli. [...] Leggi

A caccia di Bond

Dal Mondo del 22/10/10, pag.12/14 - Cover Story - con Fabio Sottocornola

Anche i portafogli hanno un' anima. O perlomeno dei sentimenti. In certe stagioni si innamorano di asset class promettenti, come accade adesso con le obbligazioni. E si sentono invece traditi dalle Borse. Così, complice la ripresa economica stentata e la volatilità che aleggia da mesi sui mercati finanziari, i risparmiatori hanno ormai completato la propria metamorfosi: da semplici Bot-people a Bond-people a tutto tondo. Nel senso che amano sia le classiche emissioni governative sia quelle corporate. E hanno scoperto che, qualche volta, può essere utile e remunerativo trattare l' obbligazione al pari delle azioni: vendere e comprare a seconda del prezzo, prima che il titolo arrivi a scadenza.

Così, mentre si appresta a sbarcare in Borsa Enel Green Power ( vedere editoriale e articolo a pagina 51 ) e non mancano occasioni per chi punta a guadagnare salendo sull' ottovolante valutario ( articolo nelle pagine seguenti ), la corsa alle obbligazioni non si arresta. Come dimostra l' ultima asta di Bot annuali di martedì 12 ottobre: a fronte di un' offerta per 6,5 miliardi, la domanda al Tesoro è stata di oltre il doppio (14 miliardi) per un rendimento medio ponderato dell' 1,44 %. Come può muoversi il risparmiatore in questo scenario? Il Mondo lo ha chiesto agli esperti del mercato. [...] Leggi

venerdì 22 ottobre 2010

Convivere (e guadagnare) con i default

Dal Mondo del 15/10/10, pag. 38/9

L' ultimo segnale negativo è arrivato il 5 ottobre, quando Moody' s ha posto il rating dell' Irlanda sotto osservazione, in vista di un possibile declassamento. Pochi giorni prima, per mano della stessa agenzia, anche le valutazioni sul debito di Madrid subivano un downgrade, da AAA ad AA1. E mentre i numeri del salvataggio di Dublino per la Anglo Irish Bank prendevano forma (deficit pubblico al 32% sul pil nel 2010) e all' Ecofin scattava lo stato di allerta per un possibile effetto contagio sul settore bancario, il rendimento dei titoli irlandesi a dieci anni saliva al 6,60%. Quanto basta per sollecitare gli investitori a chiedersi se non valga la pena prendere una piccola scommessa sui titoli governativi dei Paesi a rischio default.

La questione, del resto, non è nuova: i primi recenti tremori sul fronte del debito sovrano risalgono, ormai, a quasi un anno fa, quando l' emirato del Dubai e le sue isole artificiali tremarono di fronte alla richiesta di congelamento del debito da parte della controllata Dubai World. Era il 26 novembre del 2009 e, di lì a poco, sarebbero esplosi, in sequenza, nuovi focolai di tensione ad Atene, Lisbona, Madrid, Dublino, Budapest. Provocando un effetto a catena che neppure l' intervento tardivo ma determinante dell' Europa sembra aver disinnescato. Ma la domanda resta: all' ombra del rischio fallimento, si celano delle opportunità per gli investitori? Quali emissioni e scadenze sono da prediligere? [...] Leggi

sabato 16 ottobre 2010

Il fondo non russa

Da Milano finanza del 9/10/10, pag.35

È ormai alle spalle quella che sarà ricordata in Russia come una delle peggiori estati di sempre, segnata da ondate di caldo, siccità e incendi. Secondo gli esperti, l'impatto sull'economia sarà limitato nel tempo, ma potrebbe valere una perdita dello 0,5/1% sul [...] Leggi

sabato 2 ottobre 2010

Lezioni di samba

Da Milano Finanza del 25/09/10, pag.29

Pil in crescita dell'8,9% nei primi sei mesi dell'anno: il maggiore boom della storia del Paese. Disoccupazione in calo, sotto quota 7%. E il rapporto debito su Pil fermo al 40%. Vista così, l'economia brasiliana sembra godere di ottima salute, soprattutto se si volge lo sguardo a Stati [...] Leggi