venerdì 28 maggio 2010

Un giardinetto con le obbligazioni dei Pigs

Dal Mondo del 21/05/10, pag.12/3

Mentre il rendimento dei titoli biennali greci decollava fino a superare quota 17% molti si sono chiesti se valesse la pena fare una piccola scommessa sui bond ellenici. L' andamento dei mercati nei giorni successivi, però, ha fatto venire i brividi a chi aveva ceduto alla tentazione. Certo, la maggior parte dei risparmiatori si è, verosimilmente, tenuta alla larga dai titoli di debito ad alto rischio. Ma dopo l' accordo raggiunto dall' Ecofin per lo scudo anti-speculazione da 750 miliardi, che sembra scongiurare, almeno per il momento, ipotesi di default per i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) la domanda resta la stessa: che cosa fare con i titoli dei Paesi nel mirino della speculazione? C' è da credere alle agenzie di rating oppure si può andare controcorrente?

«Per chi è disposto a rischiare un po', nonostante i rendimenti siano calati molto, vale ancora la pena prendere una piccola scommessa su Spagna, Portogallo e forse, a questo punto, anche sulla Grecia», è l' opinione di Marcello Rubiu, vicepresidente di Norisk (consulenza finanziaria). La sensazione è che lo scenario sia cambiato radicalmente: la risposta dell' Europa, sebbene tardiva, risuona come una decisa assunzione di responsabilità per la salvaguardia dell' euro e rappresenta un boccone amaro per i grandi speculatori. Tuttavia, nessuno può escludere una nuova fiammata di tensione sui mercati, la cui reazione al varo del nuovo pacchetto anti-crisi è apparsa smisurata agli occhi di alcuni operatori.

In definitiva, anche l' accordo del 2 maggio tra Grecia, Uè e Fondo Monetario Internazionale per il maxi-piano da 110 miliardi di euro in tre anni sembrava potesse rappresentare il punto di svolta nella soluzione della crisi. Se, dunque, il braccio di ferro con i grandi speculatori vede oggi l' Ue in una posizione di maggiore forza, i problemi di prima restano immutati, a cominciare dalla sostenibilità del piano di risanamento varato dal governo Papandreou, che chiede enormi sacrifici ai cittadini. Leggi