venerdì 2 luglio 2010

Quanto ci costeranno?

Dal Mondo del 25/06/10, pag. 40/3 - Cover Story - con Fabio Sottocornola e Leo Campagna.

Non esiste un generico rischio contagio per l' Europa dell' Est: l' allarme è rapidamente rientrato, secondo gli esperti interpellati dal Mondo , e anche i timori espressi dalla Commissione europea sui conti pubblici della Bulgaria non sembrano tali da lasciar presagire un' imminente crisi debitoria. «Nella regione, non vediamo il rischio di un default o di una crisi simile a quella di Atene», dichiarano Zoltan Koch e Ronald Schneider, gestori di Raiffeisen capital management: «Come Lettonia, Romania e Ucraina, anche l' Ungheria è supportata da un piano di aiuti Ue/Fmi; l' obiettivo concordato da Budapest è quello di portare il rapporto deficit/pil rispettivamente al 3,9% nel 2010 e al 2,9% nel 2011».

Impegni che, del resto, il Paese sembra in grado di mantenere. «Il deficit pubblico, che tre anni fa superava il 10%, oggi si aggira tra il 4% e il 4,5%», ricordano Greg Saichin e Marcin Fiejka di Pioneer investments. «Inoltre, l' Ungheria non fa parte dell' area euro e questo le permette di attuare una svalutazione della propria valuta». In ogni caso, per chi avesse pensato a una piccola scommessa sui titoli di debito ungheresi, l' opportunità di un guadagno a breve potrebbe essere già sfumata: «Gli spread si sono ristretti non appena i timori di un default sono rientrati», precisano Koch e Schneider che, in uno scenario di avversione al rischio e riduzione della leva finanziaria, preferiscono puntare sui titoli governativi di Stati solidi come Polonia e Turchia.

Più focalizzati sulle emissioni societarie con duration breve o a medio-lungo termine si dichiarano, invece, i gestori di Pioneer: «Anche se non prevediamo situazioni di default sul fronte governativo, crediamo che i premi per il rischio del debito sovrano continueranno a essere sotto pressione nei prossimi mesi. Sui corporate bond la situazione ci appare più chiara, sia sulla capacità delle aziende di generare flussi di cassa, sia sulla loro struttura del debito». Leggi