lunedì 25 luglio 2011

Chi parte per il Safari

Da Milano Finanza del 23 luglio 2011, pag. 26

Nord Africa e Medio Oriente ancora in fiamme. Ma sei mesi dopo lo scoppio delle rivolte del pane, qualcuno inizia a valutare l'opportunità di una piccola scommessa sui mercati azionari della regione nord africana e mediorientale, molto penalizzati durante le fasi più concitate della [...] Leggi

Bond, è meglio andare in lungo

Da Milano Finanza del 23 luglio 2011, pag. 28

La diga è stata rinforzata. Ma la crisi del debito non si chiude con l'accordo sulla Grecia: il nuovo piano di aiuti da 109 miliardi di euro targato Ue-Fmi, il coinvolgimento del settore bancario su base volontaria, l'allungamento delle scadenze sui prestiti concessi a Grecia, Irlanda e [...] Leggi

venerdì 22 luglio 2011

Colpo a Borsa e Btp, spinta ai conti online

Dal Mondo del 22 luglio 2011, pag.30-1

Avanzano le banche online e i conti di deposito ad alto rendimento. Retrocedono la borsa e i Titoli di Stato, proprio mentre la bufera della crisi debitoria si abbatte sull'Italia, rischiando di incrinare la fiducia degli investitori nostrani, finora incondizionata, per la tenuta dei Btp. Escono sconfitti, in definitiva, i risparmiatori: schiacciati da un carico fiscale divenuto abnorme soprattutto per chi dispone di somme modeste, finiti nella tagliola della manovra finanziaria al posto di intermediari ed investitori istituzionali, dopo la levata di scudi degli operatori contro l'ipotesi, poi accantonata, d'introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie.

Secondo gli esperti, l'aumento del bollo sul dossier titoli (entrato in vigore con la pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 luglio) e il progetto di armonizzare al 20% le aliquote sulle rendite finanziarie (affidato, invece, ad una legge delega dai contenuti ancora, per molti versi, fumosi) potrebbero influenzare radicalmente le scelte d'investimento dei risparmiatori italiani, dai bot people ai clienti del risparmio gestito. Ecco come cambia lo scenario, dopo la riforma fiscale. [...]

lunedì 18 luglio 2011

IL NUDO? Costa la metà

Da Milano Finanza del 16 luglio 2011, pag. 39

Boom delle vendite in nuda proprietà nell'ultimo anno. Con un aumento del 6,7%, questo tipo di operazioni nel 2010 ha infatti surclassato le transazioni tradizionali, cresciute nello stesso periodo solo di un asfittico 1%, che scivola addirittura in territorio negativo in città come [...] Leggi

Berlino correrà ancora

Dal Mondo del 15 luglio 2011, n°27, pag.34-5

Alla larga dalla periferia dell'Europa. Le soddisfazioni, nel Vecchio continente, possono arrivare ancora dalle piazze anti-Pigs. E in primo luogo da Francoforte. Anche se, in generale, da qui a settembre conviene stare in panchina, pronti, però, ad entrare in campo. Senza mai perdere di vista i due leader della partita, Stati Uniti e Cina. Se, infatti, le ipotesi più rassicuranti dovessero trovare conferma, cioè “semplice” rallentamento di metà ciclo negli Usa, atterraggio morbido di Pechino, per effetto della stretta monetaria, ecco che, dopo l'estate, il contropiede dei mercati azionari potrebbe ripartire. E a quel punto, secondo gli esperti, la favorita sarebbe la Germania, già protagonista di un lungo rally di borsa nel 2010, proprio mentre, alla periferia dell'Europa, la questione del debito andava aggravandosi. Anche nei numeri dei listini. [...]

martedì 12 luglio 2011

Che fare se la Fed tira la cinghia

Dal Mondo dell'8 luglio 2011, n°26, pag. 32-33

Giro di boa per i mercati finanziari. Lo scorso 30 giugno, come preannunciato, la Federal Reserve ha staccato la spina, archiviando definitivamente il secondo piano di Easing Quantitativo. Per alcuni mesi, la terapia d'urto da 600 miliardi di dollari, somministrata a novembre per rianimare un'economia americana asfittica e ancora debilitata dai postumi della crisi, ha ridato fiducia ai mercati. “La ripresa c'è stata. I timori sul rischio deflazione si sono attenuati”, rileva Edoardo Edoardo Varacca Capello, gestore azionario di Credit Suisse. Ma la medicina non ha funzionato come qualcuno sperava.

“L'impatto diretto sull'economia è stato limitato”, scrive Keith Wade, capo economista e strategist di Schroder: “La moneta creata dall'azione della Fed è rimasta intrappolata nel sistema bancario”, senza tradursi in prestiti a famiglie e imprese. Su un punto sono (quasi) tutti d'accordo: l'enorme dose di adrenalina iniettata da Bernanke ha eccitato i mercati finanziari, riversando l'eccesso di liquidità sulle asset class più rischiose, azioni e commodity in primis. Come reagiranno i prezzi di azioni, materie prime e Treasury bond alla svolta della Fed? E fino a che punto, lo stop al programma di easing quantitativo è già stato prezzato dai mercati? [...]

Tokyo non teme la speculazione

Dal Mondo dell'8 luglio 2011, N°26, pag. 32

Un QE3 c'è già stato. Ma sull'altra sponda dell'oceano pacifico. È l'ottobre del 2010, quando la Banca del Giappone inaugura un primo piano di allentamento monetario, per un valore di 5 mila miliardi di yen, circa 61,5 miliardi di dollari. Poi, il terremoto, lo tsunami, il Paese aggrappato alle sorti del disastro nucleare alla centrale di Fukushima [...]

Fondi contro il carovita

Da Milano Finanza del 09/07/2011, pag.34

Impedire che i recenti aumenti delle quotazioni sulle materie prime producano effetti a cascata sul processo di formazione di prezzi e salari, scongiurando l'ipotesi di una spinta inflazionistica generalizzata. Con questo obbiettivo, costantemente ribadito, la Banca centrale europea è [...] Leggi

martedì 5 luglio 2011

Il Cap prende cappello?

Dal Mondo del 1 luglio 2011, N°25, pag. 46

Ultima chiamata per il Cap. Dopo essere cresciuti rapidamente negli ultimi due anni, fino a rappresentare, secondo l'Osservatorio del broker MutuiOnline, il 23 per cento delle richieste, oggi i mutui a rata variabile con tetto massimo stanno perdendo quote di mercato. Per una ragione molto semplice. La lenta ma progressiva risalita dei tassi (l'Euribor a tre mesi è più che raddoppiato negli ultimi 12 mesi, passando dallo 0,7 all'1,5%) ha spinto verso l'alto anche la soglia della protezione contro i futuri rincari delle rate, rendendola, via via, meno efficace. Risultato: se, fino a pochi mesi fa, il mercato proponeva mutui indicizzati con un tetto al 5%, oggi il cap più competitivo è quello proposto da Banca Popolare di Milano, al 5,25%, ma l'offerta scadrà tra pochi giorni, il prossimo 30 giugno e, spiega un portavoce della società interpellato dal Mondo, "non sarà rinnovata". [...]