lunedì 31 ottobre 2011

Prima dribbla l'euro-crisi

Da Milano Finanza del 29 ottobre 2011, pag 34

Boccata d'ossigeno per i mercati. Prima l'accordo dei capi di Stato e di governo dell'Ue sulla ricapitalizzazione del sistema bancario. Poi, l'intesa raggiunta dall'Eurozona per un taglio del valore nominale pari al 50% sui titoli greci. Infine, l'ok di massima sul potenziamento del fondo [...] Leggi

Ritorno in borsa, proteggendo (almeno un po') il capitale

Dal Mondo del 28 ottobre, 2011, n°39, pag.38-9

Lontani dalla Borsa. Dopo il crollo a cavallo tra luglio e agosto, gli investitori preferiscono stare alla larga dalle azioni, in attesa che si intravedano segnali di una (vera) ripartenza. Ma esistono delle alternative alla pura scommessa azionaria, che consentono di esporsi all'andamento dei mercati guadagnando anche in fasi di moderati ribassi e senza rinunciare ad una protezione parziale del capitale. Per esempio, attraverso i certificati d'investimento: spesso banditi dalle politiche commerciali delle banche e accusati di essere opachi, questi strumenti derivati, in realtà, presentano un rischio di credito identico a quello cui si espone l'investitore acquistando un'obbligazione con lo stesso rating della società emittente il certificato.

Alcuni di questi, inoltre, hanno un funzionamento piuttosto semplice, a partire dagli Equity protection: replicano l'andamento di un sottostante (indice azionario, su commodity o valute, singola azione, paniere di titoli o altro) con una garanzia parziale o totale del capitale investito e un eventuale tetto massimo (cap) al rendimento ottenibile. Si consideri, ad esempio, il certificato [...]

Scommesse corte al cardiopalma

Dal Mondo del 28 ottobre 2011, n°39, pag. 36-7

Puntare al ribasso, scommettendo sullo scenario più catastrofico: implosione dell'Europa, collasso del sistema bancario, grave recessione. Oppure, proteggere il portafoglio da ulteriori crolli dei mercati azionari, in funzione di semplice copertura. Sono le logiche speculari di chi intende esporsi, o al contrario proteggersi, da un calo delle quotazioni, assumendo una posizione ribassista.

Peccato che questa possibilità sia almeno parzialmente preclusa agli investitori fino al prossimo 11 novembre, per effetto della delibera 17.902 del 12 agosto 2011, targata Consob: secondo quanto stabilito dalla Commissione, intervenuta con due successive proroghe è vietato "assumere posizioni nette corte, ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti […] in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario". Il divieto riguarda esclusivamente 29 titoli italiani del settore bancario e assicurativo (a prescindere dallo strumento utilizzato: Etf, Covered Warrant o certificato) ma è, di fatto, esteso anche agli indici che includono nel paniere tali titoli. [...]

Attenti, il cliente non paga

Dal Mondo del 28 ottobre 2011, n°39, pag.52

Il barometro dei mancati pagamenti segna un netto peggioramento dello scenario per le aziende, costrette a fronteggiare un drastico aumento del fatturato inevaso nei primi 9 mesi dell'anno. Secondo l'ultimo rapporto di Euler Hermes, società del gruppo Allianz specializzata nel business dell'assicurazione crediti alle imprese, tra gennaio e settembre il numero dei mancati pagamenti a livello domestico è cresciuto del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte di un contestuale aumento del 17% nell'importo medio (tecnicamente severità)non corrisposto. Il Rapporto, pubblicato in esclusiva dal Mondo, segnala un ulteriore arretramento rispetto a quanto osservato nei primi sei mesi dell'anno, durante i quali si era già manifestato un incremento della frequenza e della severità delle scadenze non rispettate. [...]

lunedì 24 ottobre 2011

JP Morgan, radar sul m&a

Da Milano Finanza del 22/10/2011, pag.42

Crescita lenta. O forse persino una nuova recessione. Azioni a buon mercato. Società ricche di liquidità, ma restie ad effettuare nuovi investimenti produttivi. “In uno scenario come questo, fusioni e acquisizioni rappresentano, per molte aziende, un modo relativamente semplice per crescere. Siamo convinti che l'attività di M&A (fusioni e acquisizioni) sia destinata ad espandersi nei prossimi mesi, soprattutto negli Stati Uniti”, spiega Yazann Romahi, gestore per J. P. Morgan Asset Management del Fondo Global Merger Arbitrage, un prodotto che investe in un portafoglio globale di titoli azionari di società coinvolte in operazioni di fusione o acquisizione, anche attraverso l'uso di strategie hedge e strumenti derivati, in ambito Ucits III. [...]

venerdì 21 ottobre 2011

Rischio bocciatura da Madrid a Tokyo

Dal Mondo del 21 ottobre 2011, N°38, pag. 11-2

Raffica di bocciature su debiti sovrani e banche. Dopo il declassamento dell'Italia da parte di Standard&Poor's e Moody's, la reazione a catena su UniCredit, Intesa, Eni, Enel, Poste e 30 enti locali italiani, il downgrade di 12 banche inglesi, 4 portoghesi, il caso Dexia, il taglio operato da Fitch su Spagna e Italia e l'avvertimento di Moody's a Bruxelles per una possibile revisione al ribasso del giudizio sul Belgio, la ghigliottina delle tre agenzie di rating potrebbe colpire ancora. Magari in modo imprevedibile, come già accaduto durante il frenetico inseguimento tra giudici andato in scena nel corso degli ultimi mesi. Lo stesso che, suggeriscono i maliziosi, avrebbe incoraggiato Fitch a declassare all'improvviso un'Italia con prospettive giudicate stabili fino al giorno prima, eludendo il canonico passaggio intermedio in outlook negativo, per allinearsi alla decisione delle due sorelle maggiori.

Gli Stati alla periferia del Vecchio Continente rimangono il bersaglio più probabile. Ma anche alcuni tra i Paesi europei più blasonati in tema di merito creditizio, i detentori dell'ambitissima tripla A, rischiano di incappare nella tagliola delle agenzie, facendo traballare pericolosamente la diga ancora in fase costruzione a difesa della moneta unica. [...]

lunedì 17 ottobre 2011

Viva i bond globetrotter

Da Milano Finanza del 15 ottobre 2011, pag.32

«L'investment grade è un buon posto dove stare, in questa fase di mercato». Così, Andy Weir, fund manager del fondo FF Global Strategic Bond Fund per Fidelity Worldwide Investment, spiega perché, all'interno di un fondo che può investire sull'intero universo [...] Leggi

venerdì 14 ottobre 2011

Pericolo emergente

Dal Mondo del 14 ottobre 2011, N°37, pag. 32-3

Per ogni 1000 abitanti, gli Stati Uniti contano 451 automobili. La Cina soltanto 27. Stretto tra le nebbie della crisi debitoria in Europa e i timori di una nuova recessione a stelle e strisce, qualche investitore cerca una via di uscita nei Paesi emergenti, sedotto dall'idea che, se il breve termine rimane incerto per tutti i mercati, alcune piazze esotiche offrano qualche certezza in più sulle prospettive di lungo termine, supportate da mega-trend di crescita strutturale: sviluppo dei consumi interni, urbanizzazione, infrastrutture. In definitiva, l'immagine dell'impressionante divario nella diffusione di automobili tra le due maggiori economie mondiali, per citare solo un esempio, suggerisce proprio questo. In momenti di forte stress, però, i Paesi emergenti tendono ad essere penalizzanti rispetto alle azioni globali, soprattutto nella fase iniziale di un trend ribassista.

Così è stato anche durante l'ultimo travaglio di Borsa: in tre mesi, mentre l'MSCI World ha ceduto 8,5 punti percentuali, il benchmark azionario dei mercati emergenti ha raddoppiato le perdite: -15,3%. Tutta colpa del panic selling, secondo Bin Shi, gestore del fondo UBS (Lux) Equity Fund Greater China: “Il flight to quality è guidato dalla paura e non dai fondamentali: ho visto i titoli di alcune società di buona qualità perdere il 10 o 15% in un solo giorno”. Ora, secondo gli esperti, le valutazioni appaiono interessanti. Ma gli emerging markets rimangono disseminati di insidie. E potrebbe essere ancora troppo presto per salire sul carro dei (presunti) vincitori. [...]

lunedì 10 ottobre 2011

Fuori dal coma con il Twist?

Dal Mondo del 7 ottobre 2011, n°36, pag 36-7

Quasi in coma: il paziente è cosciente e sveglio, ma non può muoversi a causa della completa paralisi di tutti i muscoli del corpo. Lo stato dell'economia americana, in questa fase, ricorda la sindrome locked-in, con la disoccupazione inchiodata al 9,1%, stime sull'andamento del pil in continua revisione al ribasso e fiducia dei consumatori in caduta libera.“I vincoli sul piano fiscale avranno un impatto negativo sulla crescita e rischiano di aggravare lo scenario”, avverte Grant Bughman, gestore del fondo UBS Equity Sicav Usa Growth.

Intanto, i mercati hanno accolto l'operazione Twist, annunciata lo scorso 21 settembre da Bernanke, presidente della Federal Reserve, con un verdetto senza appello: bocciata. Le borse hanno reagito male, rendendo avvilente il confronto con quanto accaduto un anno fa. Quando il lancio del secondo programma di easing quantitativo (allentamento monetario) innescò un vero e proprio rally di azioni e materie prime. “Oggi, gli unici fattori in grado di impattare sulla propensione al rischio sono un miglioramento del quadro economico globale e una prospettiva credibile di risoluzione del rischio sistemico in Euro-zona”, chiosa Christophe Bernard, Head of Investment Strategy e Managing Director di Union Bancaire Privée. [...]

lunedì 3 ottobre 2011

I mutui ora sono a prezzi di occasione (nonostante lo spread)

Dal Mondo del 30 settembre 2011, n°35, pag.38-9

Btp ancora in zona pericolo. L'Italia di nuovo sotto esame da parte dell'agenzia Moody's. Borse in altalena. E lo spettro della recessione tornato ad inquietare i sonni dei molti investitori. Ma c'è anche chi può concedersi un (mezzo) sorriso. E non si tratta, questa volta, di qualche cinico speculatore ribassista, bensì, di coloro che stanno sottoscrivendo un mutuo ipotecario o intendono trasferire, presso una nuova banca, un finanziamento già in essere. Nell'arco di poche settimane, infatti, lo scenario è mutuato radicalmente, riavvicinando i tassi di mercato ai livelli (forse irripetibili) di un anno fa: il rallentamento della crescita in Europa, avvalorato dalla revisioni al ribasso delle stime sull'andamento del Pil, ha frenato la dinamica dei tassi interbancari [...]