venerdì 25 novembre 2011

Guadagni allettanti per frenare il debito

Dal Mondo del 18 novembre 2011, n°43, pag. 38-9

Fuori dal guado? Solo quanto basta, forse, per riprendere fiato. La svolta improvvisa che ha portato alle dimissioni di Silvio Berlusconi e all'investitura di Mario Monti come nuovo premier è stata accolta con entusiasmo dai mercati. Le aste del 10 e 14 novembre sono andate bene, pur a fronte di un (prevedibile) aumento dei tassi fino ai valori record del 6,08 (Bot a 12 mesi) e 6,29% (Btp a 5 anni). Sul mercato secondario, lo spread tra il Btp decennale e il corrispondente bund tedesco è sceso lunedì 14 a 450 punti base, riportando il rendimento a quota 6,40%, prima di tornare il giorno successivo a 540 basis points.

I mercati sono volubili: hanno abituato l'investitore a repentini cambi di umore. E, del resto, la rotta che il nuovo governo dovrà seguire, per traghettare il Paese al riparo dalla tempesta, è densa di insidie. Disinnescata la miccia del nodo politico sulla formazione del nuovo governo, l'Italia dovrà fare i conti con ulteriori sforzi di contenimento della spesa pubblica e riforme per stimolare la crescita. Un compito delicatissimo affidato al senso di responsabilità di tutti, in uno quadro politico dove, però, molti hanno già dato una pessima prova di sé.

Sullo sfondo, il balbuziente incedere dell'Europa: l'incertezza su come e quando verrà potenziato il fondo salva-Stati (Efsf). I dubbi sul margine di manovra del nuovo governo greco affidato a Papademos. E il lungo percorso ad ostacoli verso una maggiore integrazione politica e fiscale. “Non illudiamoci: il perdurare della volatilità sui titoli di debito italiano è un fatto scontato”, chiosa Paolo Guida, vice presidente di AIAF, l'Associazione degli analisti finanziari. [...]

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