venerdì 30 dicembre 2011

I Bot battono tutti nella gestione del cash, anche gli allettanti conti di deposito

Dal Mondo del 23 dicembre 2011, n°48, pag. 36

Liquidi e tranquilli. Al riparo dalla recessione, dai sobbalzi dello spread e da certe improvvide dichiarazioni di Frau Merkel e colleghi. In attesa che il nuovo anno porti una svolta nella crisi del debito, molti investitori scelgono di stare lontani dai mercati, parcheggiando una quota significativa dei risparmi nella liquidità. Ma quali strumenti privilegiare tra Bot e conti di deposito e che rischi si corrono? “Aggiungerei le obbligazioni bancarie con durate brevi ed una premessa”, incalza Giuseppe Romano, direttore Ufficio Studi della società di consulenza indipendente Consultique. “Oggi, questi strumenti presentano una correlazione sistemica: che si tratti di bot, depositi o bond bancari, il risparmiatore si espone, in definitiva, allo stesso “rischio Italia””.

Da un lato, ricorda Romano, i conti di deposito sono garantiti fino a 100mila euro, per depositante ed istituto di credito, dal fondo interbancario di tutela dei depositi. Cioè da un impegno formale del sistema bancario. Dall'altro, fino al 30 giungo 2012, le obbligazioni bancarie di nuova emissione, con scadenza tra 3 mesi e cinque anni, possono essere garantite dallo Stato, per effetto delle novità introdotte dal decreto salva-Italia. “In ogni caso, l'impegno dello Stato a sostegno degli istituti di credito è implicito: se un grande banca si trovasse in difficoltà, il governo dovrebbe intervenire, per evitare che tutto il sistema collassi”. [...]

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