venerdì 18 novembre 2011

Il bond soffre allo sportello

Dal Mondo dell'11 novembre 2011, n°42, pag 36-7

Indigestione da debito sovrano. Accade, ad esempio, quando i cinque maggiori gruppi bancari - Intesa, Unicredit, MPS, Ubi e Banco Popolare - a fronte di una capitalizzazione di mercato complessiva di 41 miliardi di euro, si trovano esposti verso lo Stato Italiano, sotto forma di crediti e titoli, per 173 miliardi, di cui 128 in emissioni del Tesoro (dati al 30 giungo). Si capisce, allora, perché, quando lo spread del btp decennale contro il corrispettivo bund sfonda la soglia dei 480 punti base e i prezzi crollano facendo impennare il rendimento fino a quota 6,58%, record dall'introduzione dell'euro, i bond bancari soffrano più di ogni altra emissione.

Non è un caso se la recente raffica di declassamenti piovuta sull'Italia ad ottobre, per mano delle agenzie di rating, non ha risparmiato le istituzioni finanziarie della Penisola, con 29 downgrade da parte di Standard&Poor's, Fitch e Moody's. Intanto, entro il prossimo 30 giugno, 212 emissioni bancarie quotate su Borsa Italiane o Eurotlx (con durata residua inferiore a 3 anni), per un ammontare complessivo di 61,2 miliardi di euro, dovranno fare i conti con lo stacco cedola. Ma fino a che punto la crisi del debito mette in pericolo le obbligazioni bancarie, di cui i portafogli degli investitori italiani sono ricolmi? Quali emissioni sono più esposte al rischio debito sovrano? [...]