venerdì 28 dicembre 2012

La liquidità vira verso i parterre

Dal Mondo del 21 dicembre 2012, n°49, in COVERSTORY, pag. 34-6

Testa o croce. Nel 2013 le azioni guadagneranno più delle obbligazioni? Sarà l’anno della rivincita del Btp contro i Bund tedeschi? Meglio la tripla A o i titoli spazzatura? I mercati emergenti batteranno quelli più maturi? Il dollaro si può rafforzare sulla moneta unica? E tra le commodity, bisogna puntare sull’oro o sul petrolio? Il Mondo ha chiesto a 40 esperti, tra banchieri italiani ed esteri, strategist, gestori di fondi, analisti e consulenti finanziari indipendenti di rispondere a 10 domande chiave sull’andamento dei mercati nei prossimi 12 mesi, spaziando tra azioni, reddito fisso, materie prime, valute, real estate e arte. E le risposte corrono lungo le pagine seguenti.

Le opinioni su molti aspetti divergono. Su un punto, però, (quasi) tutti sono d’accordo: il 94,7% degli intervistati ritiene, infatti, che nel 2013 convenga puntare sui mercati azionari rispetto al reddito fisso. Una maggioranza bulgara. Giustificata anche dal forte sottopeso di molti investitori sul comparto azionario, soprattutto nel settore europeo e dei Paesi emergenti. Secondo Morningstar, nei primi 10 mesi del 2012 i fondi azionari hanno subito deflussi netti per oltre 100 miliardi di dollari, a livello aggregato. Gli investitori hanno comprato soprattutto obbligazioni, con il risultato che oggi molti segmenti del reddito fisso hanno poco o nessun valore. Ma prima che l’enorme liquidità parcheggiata nei Treasury americani e nei Bund tedeschi inizi a riversarsi sui mercati azionari, in risposta ad un aumento della propensione al rischio, è necessario che alcuni nodi vengano sciolti. Il Fiscal Cliff, innanzi tutto: a pochi passi dal precipizio, il Congresso appare ancora impantanato nel dibattito sulla riforma fiscale. L'efficacia degli sforzi ultra-espansivi delle banche centrali a supporto della crescita è ancora, per molti versi, incerta. Come lo sono l'esito della campagna elettorale in Italia e gli sviluppi dell'impasse spagnola, appesi alla possibile (ma non più scontata) richiesta d'intervento dello scudo anti-spread da parte del governo di Mariano Rajoy. Come rimodellare il portafoglio per iniziare l’anno con un approccio ben equilibrato, tra attacco e difesa? Ecco tre portafogli tipo, elaborati da altrettanti esperti per investitori con un profilo di rischio medio ed un ipotetico patrimonio di, rispettivamente, 40mila, 150mila e 700mila euro. [...]

Rivoluzione tra i bond, ora vanno i corporate

Dal Mondo del 21 dicembre 2012, n°49, in COVERSTORY, pag. 42-3

Sono trascorsi tre lunghi anni da quando il governo di George Papandreu diede la notizia dello spaventoso buco di bilancio lasciato dal suo predecessore, innescando la spirale della sfiducia che, uno ad uno, ha colpito i Paesi della Periferia. Dopo molto naufragare, il 2012 potrebbe essere ricordato come il giro di boa. Merito soprattutto della Bce di Mario Draghi. L'accordo di metà dicembre sul meccanismo unico di sorveglianza bancaria europea, affidato da marzo 2014 alla Banca centrale e focalizzato sui 150 maggiori istituti del Vecchio Continente, è il primo faticoso passo verso l'agognata unione bancaria. Ma solo con lo scorrere delle settimane sarà chiaro se nel 2013 l'Europa uscirà dal guado della sfiducia o ad ottobre la crisi del debito arriverà a spegnere la quarta candelina. Intanto, il Fiscal cliff (il Precipizio fiscale americano) è ormai a pochi passi. La fuga dal tasso zero resta la priorità di molti. E gli investitori cercano di capire come e se rimescolare il portafoglio obbligazionario, gettando le “vecchie” idee che non hanno più valore. [...]

lunedì 24 dicembre 2012

Casa sicura. La mappa delle polizze anti-sisma

Da CorrierEconomia del 17 dicembre 2012, pag. 34

Tutto da rifare. Il tramonto anticipato della legislatura impedirà di portare a termine il provvedimento in materia di polizze contro le calamità naturali annunciato il 5 dicembre dal ministro per l'Ambiente, Corrado Clini.Il piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale prevedeva, tra le altre misure, l'introduzione di un'assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi. Qualche mese fa si prospettava l'ipotesi di una polizza ad hoc contro i terremoti. Ora il tempo a disposizione del governo Monti stringe e le priorità sono altre. Ma il tema della coperture assicurativa contro le catastrofi naturali resta cruciale. «Ventiquattro milioni di italiani vivono in zone a rischio sismico. Purtroppo, nel nostro Paese, eventi di questo tipo non sono rari, basti ricordare che il terremoto in Emilia è avvenuto a 3 anni dall'Aquila. Solo per i danni in Abruzzo, si stima un costo di almeno 15 miliardi di euro», sottolinea Adolfo Bertani, presidente di Cineas, consorzio universitario non profit co-fondato dal Politecnico di Milano e da alcune compagnie assicurative, specializzato nelle tematiche legate alla gestione dei rischi.Lo Stato non ha risorse sufficienti per ripagare i danni di ogni terremoto, alluvione o inondazione. «I cittadini non hanno la certezza di essere risarciti in caso di danni all'abitazione prodotti da calamità naturali», avverte Bertani. E devono, quindi, valutare l'opportunità di tutelarsi.

I costi Secondo un'indagine realizzata da CorrierEconomia sulle principali compagnie assicurative operanti in Italia, l'offerta di polizze «anti-calamità» disponibili sul mercato è estremamente limitata. Il costo dell'assicurazione varia in funzione del rischio sismico, città per città, ma anche sulla base di altri fattori. L'altezza dell'edificio, i materiali di costruzione utilizzati, l'età del fabbricato. «In Italia il 60% delle abitazioni è stato costruito prima del 1974, anno della legge antisismica per le costruzioni, ed è quindi altamente a rischio anche per scosse di media intensità», ricorda Bertani. Inoltre [...] Leggi tutto

Soldi - puntata del 16 dicembre 2012

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato di banche centrali e mercati azionari, della richiesta di aiuti alla Banca Centrale Europea da parte di Madrid, di Btp alle prese con la campagna elettorale in Italia e "curry bond" (obbligazioni indiane).

Guarda la puntata andata in onda domenica 16 dicembre  su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su 7Gold e Odeon TV:

venerdì 21 dicembre 2012

Btp e Bonos ballano insieme

Dal Mondo del 14 dicembre 2012, n°48, pag. 49

L'uragano Silvio Berlusconi torna a scuotere i mercati. Le prospettive di un tramonto burrascoso della legislatura hanno fatto impennare i rendimenti dei Btp decennali che, dopo aver toccato i minimi da dicembre del 2010, a quota 4,42%, sono tornati a salire verso il 5%. “Anche in assenza di elezioni anticipate mi sarei aspettato un ritorno della volatilità nei mesi della campagna elettorale”, premette Lorenzo Pagani, executive vice-president di Pimco presso la sede di Monaco e responsabile del desk dedicato ai titoli di stato e ai tassi europei.

Domanda. C'è il rischio che si rivedano presto tassi sopra il 6,5%, come a fine luglio?
Risposta. No, non credo che in questa fase i rendimenti possano salire facilmente oltre 100 punti base rispetto ai valori attuali. In ogni caso, se la tensione tornasse a salire per l'incertezza politica in Italia, la temperatura salirebbe velocemente anche in Spagna, dove i tassi sono più alti, spingendo il governo di Mariano Rajoy verso la richiesta di aiuti alla Bce. L'intervento dello scudo anti-spread di Draghi su Madrid, a sua volta, sarebbe benefico per i Btp.

D. I Bonos a 10 anni rendono il 5,6%. A quale livello potrebbe scattare la richiesta di aiuti?
R. A 100, 150 punti base in più rispetto ai valori attuali. Per il momento la situazione appare, comunque, sotto controllo. [...]

Brasile, Russia e India per puntare sulla Cina

Dal Mondo del 14 dicembre 2012, n°48, pag. 47

“É il momento di un'incursione nei Bric”. Marteen-Jan Bakkum, senior strategist di Ing Investment Management per i mercati emergenti è convinto che, dopo un lungo periodo di disaffezione da parte degli investitori alle azioni dei maggiori Paesi in via di sviluppo (5 trimestri consecutivi di deflussi netti) i segnali di ripresa sul fronte cinese giustifichino un cauto riposizionamento. Dopo 13 mesi, infatti, l'industria manifatturiera cinese è tornata a crescere: l'indice Pmi di settore calcolato da Hsbc è risalito a novembre sopra i 50 punti base che separano l'espansione dalla contrazione economica. In ottobre, l'export di Pechino ha mostrato segni di risveglio. Quanto basta, secondo Bakkum, per gettarsi alle spalle i timori di un atterraggio duro dell'economia cinese e alimentare un ritorno dei flussi.

Domanda. L'Eurozona sarà in recessione anche nel 2013. Gli Stati Uniti dovranno iniziare il percorso d’aggiustamento dei conti pubblici, che inevitabilmente peserà sulla crescita. Da dove verrà la spinta per sostenere l'export cinese?
Risposta. Dagli altri mercati emergenti, ad esempio dal Sudest asiatico. É vero che l'Europa è il primo partner commerciale di Pechino. Ma i dati sul commercio verso il vecchio continente indicano che il rallentamento dei volumi si sta attenuando. Il peggio è passato. [...]

Rischio? Sì, ma solo in azienda

Dal Mondo del 14 dicembre 2012, n°48, Dossier Private Banking

Più che ricchi, straricchi. Sono i Paperoni che ogni banchiere vorrebbe avere come cliente. Hanno patrimoni da 5 milioni di euro in su. Non un centesimo meno. “É un limite molto rigido: sotto quella soglia, non apriamo un conto dedicato”, assicura Riccardo Pironti di Campagna, responsabile per l'Italia di JPMorgan Private Bank. Si tratta, per lo più, di imprenditori, le cui scelte d'investimento, nonostante il cauto ottimismo che traspare dalle analisi di molti operatori, sembrano tradire umori ancora tetri. “La maggior parte dei nostri clienti manifesta un atteggiamento conservativo o ultra-conservativo”, assicura Pironti.

Domanda. Come si spiega un approccio così difensivo, in una fase contraddistinta da un moderato incremento della propensione al rischio, da parte di molti investitori?
Risposta. Essendo uomini d'azienda, molti di questi clienti tendono a concentrare l'assunzione del rischio nella propria attività imprenditoriale. Di conseguenza,la gestione del patrimonio personale riflette primariamente l'esigenza di preservare il capitale e, solo in seconda battuta, la ricerca di un extra-rendimento.[...]

E adesso l'esperto è a portata di tablet

Dal Mondo del 14 dicembre 2012, n°48 - Dossier Private Banking

L'idea è semplice: fornire consigli personalizzati via web, in tema d’investimento. Il pacchetto Premium, adatto a chi vuole investire cifre a partire da 75mila euro, strizza l'occhio ai clienti (delusi) del private banking, anche se la soglia è più bassa di quella necessaria per accedere ai servizi bancari dedicati alla clientela di fascia più alta (500mila). “Tra i nostri 220 abbonati ci sono diversi investitori del segmento private”, assicura Paolo Galvani, ex ad di Sella Capital Management Sgr, un passato in Morgan Stanley e Deutsche Bank, oggi Ceo di MoneyFarm, la Sim che fornisce il servizio, iscritta nell’apposito Albo presso la Consob. Lo stesso di può dire per Advise Only, società guidata da Claudio Costamagna (presidente) e Serena Torielli (ad, ex JP Morgan, Goldman Sachs e Banca Leonardo), che per prima, un anno fa, ha lanciato in Italia il servizio di consulenza finanziaria online e oggi dichiara 300 abbonati, più 10mila iscritti al sito. Le due piattaforme forniscono una consulenza finanziaria online indipendente [...]

lunedì 17 dicembre 2012

Gestioni patrimoniali, arriva il Fisco

Da CorrierEconomia del 10 dicembre 2012, pag. 34

La norma è rimasta bloccata, con la legge di Stabilità, nell'ingorgo parlamentare di fine anno. Ma il rischio che le gestioni patrimoniali subiscano un rincaro di oltre il 20% sulle commissioni di gestione e performance è alto: se il restyling alla manovra finanziaria approvato alla Camera il 22 novembre fosse confermato, infatti, dal 1° gennaio i servizi di gestione individuale dei portafogli, tipicamente offerti dalle strutture di private banking, saranno soggetti all'aliquota Iva ordinaria del 21% (e un altro punto in più scatterebbe da luglio 2013). Tutto nasce da una sentenza della Corte di giustizia europea che, il 19 luglio scorso, ha escluso le gestioni patrimoniali individuali dall'ambito di applicazione della direttiva Ue in materia di esenzione dall'Iva, interpretazione poi recepita dalla legge di Stabilità, in esame al Senato. «Le modifiche su cui si sta lavorando prevedono che le commissioni relative al 2012 siano esenti dall'applicazione dell'Iva anche se addebitate nel 2013», spiega Paolo Ludovici, dello Studio Maisto e Associati. La modifica del regime fiscale non avrà quindi effetto retroattivo, ma da gennaio, con buona probabilità, ricadrà sui costi sostenuti dai clienti, a meno che alcuni intermediari non decidano di farsene carico». Poiché l'esenzione fiscale continuerà a valere per le gestioni collettive (fondi comuni e sicav), è possibile che gli investitori siano indotti a privilegiarle rispetto ai servizi individuali. Non solo. [...] Leggi tutto

Soddisfatti, non sempre fedelissimi

Da CorrierEconomia del 10 dicembre 2012, pag. 30

Sono soddisfatti del proprio banker di fiducia. Ma non rinunciano del tutto a trovare un servizio migliore. È quanto emerge dall'indagine annuale condotta dall'Aipb sulla clientela private in Italia. Rispetto ad un anno fa, aumenta dal 72 al 76% la percentuale di chi giudica soddisfacente (voto tra 7 e 8) il servizio offerto dalla propria struttura di riferimento.Più esigenti si confermano gli investitori con patrimoni superiori a due milioni di euro: si dichiara soddisfatto, infatti, il 72% del sotto-campione considerato, in crescita, comunque, dal 67% del 2011. Nel dettaglio, i clienti private sono appagati soprattutto dal rapporto con il proprio referente e dalle informazioni ricevute dalla banca (77%), mentre è inferiore di 10 punti la percentuale di chi esprime un giudizio positivo sul rapporto costi benefici.Al tempo stesso, cala al 5% il numero dei clienti che scelgono di affidare la gestione del proprio patrimonio ad una sola realtà e aumenta, parallelamente, il numero medio di istituzioni utilizzate, da 2,5 a 2,8 [...] Leggi tutto

venerdì 14 dicembre 2012

Bond a passo di tango

Dal Mondo del 7 dicembre 2012, n° 47, pag 45

Tregua armata sui Tango bond. La corte d'appello di New York ha rinviato al 27 febbraio la decisione sulla sentenza che rischia di allungare la via crucis degli obbligazionisti rimasti intrappolati nel default del 2001. Gli hedge fund che acquistarono bond argentini poco prima del fallimento per intentare causa al governo di Buenos Aires e, successivamente, rifiutarono i concambi del 2005 e 2010, si sono infatti visti riconoscere dal giudice federale Thomas Griesa il diritto al rimborso pro quota, al pari dei detentori dei bond emessi in fase di ristrutturazione del debito, aprendo, di fatto, la strada ad un nuovo default tecnico. Immediato il declassamento del Paese sudamericano da parte di Fitch: cinque gradini, da B a CC, con outlook negativo. Tre sono, a questo punto, le pagine che potrebbero chiudere il nuovo capitolo della travagliata saga argentina. La prima: la Corte d'appello conferma in toto la sentenza del giudice Griesa. In questo caso, il governo presieduto da Christina Kirchner potrebbe decidere di rimborsare tutti i creditori, come stabilisce la sentenza del tribunale di New York. Oppure, seconda ipotesi, rifiutarsi di ripagare i fondi speculativi; ma se così fosse, per ordine del giudice, verrebbero congelati i versamenti agli obbligazionisti che accettarono la ristrutturazione: la Corte d’Appello potrebbe confermare la decisione del tribunale di imporre la decisione anche agli intermediari responsabili delle operazioni di pagamento, Bank of New York in primis, facendo scattare il default. La terza ipotesi [...]

martedì 11 dicembre 2012

I curry bond per puntare sulla crescita indiana

Da CorrierEconomia del 3 dicembre 2012, pag. 29

Tentazione "curry bond". Rendimenti governativi prossimi all’8% anche sulle scadenze brevi e una divisa tra le più sottovalutate al mondo in termini di parità dei poteri d’acquisto stanno alimentando l’interesse degli investitori per le obbligazioni indiane. “Si tratta, però, di un segmento difficilmente accessibile. Il fondo Ucits specializzato che stiamo per lanciare in Italia può acquistare emissioni in valuta locale, oppure scegliere un’esposizione indiretta attraverso obbligazioni denominate in dollari americani e coperte in rupie”, spiega Geoff Lunt, product specialist Asian Fixed Income per Hsbc gam. Si può discutere sull’opportunità di comprare il debito di uno dei pochi Paesi emergenti con problemi di aggiustamento dei conti pubblici: l’India, infatti, rischia di chiudere il 2012 con un deficit di bilancio del 9,5% (secondo stime del Fmi), ha un saldo primario (spese meno entrate al netto degli interessi) negativo per il 5,2% e un debito pubblico pari al 67% del prodotto interno lordo, triplo rispetto a quello cinese, sei volte il debito/pil russo. “Ma ci sono materie nelle quali Nuova Delhi è in posizione di vantaggio sugli altri Bric - precisa Lunt - Ad esempio, trend demografici molto favorevoli rispetto alla Cina; a confronto con la Russia, è meno correlata al tema delle materie prime. Ed ha una divisa molto più attraente rispetto al Real Brasiliano. Più in generale, il Paese ha potenzialità di crescita straordinarie”. Restano, però, una serie di problemi strutturali: la drammatica carenza di infrastrutture, il dilagare della corruzione, un sistema di trasporto inefficiente e un tasso di povertà [...] Leggi tutto

giovedì 6 dicembre 2012

Tripla A, adieu grandeur

Dal Mondo del 30 novembre 2012, n° 46, pag. 32-3

Calma apparente all’ombra della Tour Eiffel. La perdita della prestigiosa tripla A subita dalla Francia per mano di Moody’s, a dieci mesi dal declassamento di Standard &Poor’s, ha lasciato impassibili gli investitori, ormai abituati al macroscopico ritardo con cui le agenzie di rating fotografano l’evoluzione dello status quo sul fronte debitorio. I rendimenti dei decennali francesi hanno mostrato un piccolo sobbalzo, mantenendosi comunque sotto il 2,2%. Per effetto del downgrade, L’EFSF ha congelato un nuovo bond in emissione, in attesa di chiarire un problema tecnico legato alle garanzie degli Stati membri sui titoli del fondo Salva Stati. E proprio nei giorni in cui Cipro ha trovato l'accordo con Fmi e Unione europea sul piano di salvataggio e Bruxelles ospitava il negoziato fallimentare sul bilancio Ue, ad Atene, invece, è andata in scena l’ennesima impasse sulla concessione della nuova tranche di aiuti. Poi risolta a favore di un piano di rientro del debito più morbido e una nuova ristrutturazione dolce, come chiedeva la Germania: uno sconto sui tassi, più tempo per il rimborso di prestiti e interessi ma senza un taglio del nominale. Almeno per ora. Ma se la reazione immediata dei mercati alla bocciatura di Parigi è stata debole, ora che i riflettori sono di nuovo puntati sulla Francia, il deterioramento dei conti pubblici al di là delle Alpi torna ad allarmare gli investitori. Convinti che il divario con la Germania sia destinato ad allargarsi, spingendo Parigi alla deriva, verso la periferia e i titoli francesi ad un ridimensionamento nei portafogli. Magari a favore di Bonos e Btp. [...]

lunedì 3 dicembre 2012

Voilà La Française am

da Milano Finanza del 1 dicembre 2012, pag. 45

Punta sul mercato italiano La Française am, società francese che ha appena presentato a Milano il nuovo fondo Global credit fund. Secondo Jean-Luc Hivert, responsabile reddito fisso di La Française am, in questa fase conviene privilegiare l'Eurozona rispetto agli Stati Uniti. «Nel Vecchio continente, [...] Leggi

venerdì 30 novembre 2012

Il mattone Usa va alla ripresa

Dal Mondo del 23 novembre 2012, n°45, pag. 42-4

La chiave di volta è il mattone americano. Da lì ha avuto inizio il Big Bang finanziario che cinque anni fa trascinò i mercati nel caos dei mutui subprime, precipitando l’Europa, per effetto domino, nella crisi del debito. Da lì deve partire lo scatto capace di risollevare l’economia americana, alle prese con l’incognita del Fiscal Cliff (Precipizio fiscale), indispensabile per aiutare il Vecchio Continente ad archiviare la fase recessiva. La buona notizia è che la miccia della ripresa si è già accesa. Alcuni dei principali termometri del settore immobiliare indicano che il peggio è passato. Ma alcuni pezzi devono ancora trovare posto nel complicato puzzle del mercato immobiliare americano. La risalita potrebbe essere più lenta del previsto. E, in ogni caso, non tutte le opzioni accessibili all’investitore sono adatte a cavalcare la ripresa del real estate.

Prima di tutto, i numeri. L’ultima rilevazione mensile dell'Indice S&P/Case Shiller, che misura l'andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali città americane, segnala ad agosto un incremento del 2% su base annua, il maggiore dall’estate del 2010. In ottobre, la fiducia dei costruttori americani, espressa dall’NAHB/Weels Fargo Housing market index, ha toccato il punto più alto degli ultima sei anni, pur mantenendosi sotto i 50 punti, ad indicare condizioni di mercato ancora difficili. Le nuove costruzioni abitative nel settore privato sono in rialzo del 15% a settembre e l’aumento dei permessi edilizi (+12%) lascia intendere che il trend possa proseguire. Crescono anche le vendite di case nuove (-5,7%), mentre risulta in calo (-1,7%) il dato sulle abitazioni esistenti. Un poker di dati incoraggianti che, secondo gli esperti, non lascia margini di dubbio: il giro di boa nel mercato immobiliare è già avvenuto. Più incerti appaiono, semmai, i tempi della risalita. “L’inversione di tendenza non si è accompagnata ad una ripresa del credito ipotecario”, osserva Keith Wade, capo economista du Schroders [...]

lunedì 26 novembre 2012

Investimenti a prova di Imu

Da Milano Finanza del 24 novembre 2012, pag. 59-61

Che l'Imu stia all'investimento immobiliare come il diavolo all'acqua santa è noto. Penalizza, in particolare, le seconde case, soprattutto se date in affitto. Basta pensare che, secondo una stima di Tecnocasa, per un bilocale acquistato a Milano in zona semi-centrale, con il passaggio dalla vecchia Ici alla nuova tassa, il rendimento da locazione, al netto del fisco, è sceso dal 3,10 al 2,70%. “L’investimento immobiliare a rendita, che si sperava venisse rilanciato dall’introduzione della cedolare secca, ha subito un brusco rallentamento nel corso dell’ultimo anno, frenato anche dalla mancata definizione delle aliquote Imu: che, a tutt’oggi, non sono ancora state definite in alcuni comuni italiani”, ricorda Leo Civelli, Ceo di REAG, Real Estate Advisory Group. Ma esiste una formula per esorcizzare l'odiato balzello. Adatta a chi vuole effettuare un investimento e non ha fretta di abitare l'immobile: la nuda proprietà. [...] Leggi tutto

venerdì 23 novembre 2012

Wall Street scommette sui ciclici

Dal Mondo del 17 novembre 2012, n°44, pag. 43

Forse il mercato è un po' troppo ottimista sul Fiscal Cliff. “Questo perché sconta l'ipotesi di un compromesso virtuoso, tra minori stimoli all'economia e aumenti di tasse su dividendi e capital gain, capace di produrre un impatto di 1,5 punti percentuali, in termini di Pil”, calcola Christophe Foliot, Head of International Equities di Edmond de Rothschild AM. “Ma se l'accordo dovesse saltare e la questione fiscale rimandata di qualche mese, l'impatto sui mercati potrebbe a quel punto essere negativo”. La scommessa è che la ripresa del mercato immobiliare permetta di recuperare ciò che l'inizio del consolidamento dei conti farà necessariamente perdere.

Domanda. La conferma di Barack Obama favorisce il settore della salute, a scapito della difesa. Possiamo attenderci un impatto di segno opposto anche nei corsi azionari?
Risposta. Il comparto militare dovrebbe subire un taglio di 50 miliardi l'anno per i prossimi 10 anni. Mi aspetto una reazione negativa, nel breve termine, aggravata da un progressivo declino della spesa nel settore difesa. La rielezione di Obama è certamente una buona notizia per l'health care, soprattutto per il segmento degli ospedali. Ma non mi aspetto una ripresa delle quotazioni, a stretto giro. [...]

martedì 20 novembre 2012

La parabola del buon gestore

da CorrierEconomia del 12 novembre 2012, Dossier Risparmio Gestito, pag. 33

Chi vede il bicchiere mezzo pieno auspica che l'ultimo dato di Assogestioni, una raccolta netta positiva per il secondo mese consecutivo, possa rappresentare il giro di boa per l'industria del risparmio gestito. I pessimisti ricordano che nei primi 9 mesi dell'anno il saldo è in rosso e i numeri di settembre in calo rispetto ad agosto. A metà strada, gli operatori che parlano di una stabilizzazione dei flussi, favorita da una progressiva ripresa delle sottoscrizioni. “Ricordo un intervento di Mario Monti, allora Presidente dell'Università Bocconi, ad una Assemblea Assogestioni di qualche anno fa. In quell'occasione, Monti evidenziò come l'industria italiana fosse destinata ad un fisiologico assestamento, dopo l'accelerazione degli anni precedenti; aveva ragione. Di certo, la congiuntura sfavorevole, oggi, non aiuta”, chiosa Matteo Bosco, Country Head di Aberdeen AM in Italia. [...]

venerdì 16 novembre 2012

L'Europa resta la grande malata

Dal Mondo del 9 novembre 2012, n°41, pag. 30

Via al countdown. Gli Stati Uniti hanno un nuovo Presidente e poche settimane per trovare un accordo al fotofinish che traghetti il Paese oltre il Precipizio Fiscale: un mix esplosivo più-tasse-meno-spese che, in assenza di un compromesso risolutivo tra Democratici e Repubblicani, prenderà forma il primo gennaio, rischiando di far scivolare la maggiore potenza economica mondiale in un sentiero di crescita negativa. Con esiti prevedibili sui mercati azionari (forti correzioni) e incerti per i rendimenti decennali dei Treasury: inchiodati all’1,7% e sempre più dissonanti rispetto al progressivo deterioramento dello scenario, sul piano fiscale. “La Federal Reserve è totalmente focalizzata sul mantenimento dei tassi ai minimi. Continuerà ad agire di conseguenza e non mi aspetto, per adesso, una correzione significativa nei prezzi dei governativi americani. Non dimentichiamo che il Dollaro è ancora la principale valuta di riserva delle banche centrali. Tuttavia”, precisa Chris Iggo, CIO Global Fixed Income di AXA Investment Managers, “in assenza di segnali concreti della volontà di risolvere strutturalmente la questione fiscale, il premio per il rischio aumenterà”. [...]

High yield a fine corsa

Dal Mondo del 9 novembre 2012, n°43, pag. 32

Obbligazioni high yield, regine del reddito fisso. Nel 2012 hanno guadagnato più di ogni altro paniere obbligazionario, spinte dalla sete di rendimento dei molti investitori in fuga dal tasso zero. “Ma ora non c’è margine per un ulteriore restringimento degli spread. Anzi: proprio gli ampi flussi assorbiti dalle obbligazioni speculative nell’ultimo anno rendono alto il rischio di un’inversione di tendenza”, spiega Shahzada Omar Saeed, head of high yield per Swisscanto AM. “Il nuovo programma OMT della Banca Centrale Europea, il famigerato scudo anti-spread, non è che una semplice anestesia: avrà un effetto solo temporaneo”.

Domanda. Quali fattori potrebbero innescare, nei prossimi mesi, un’emorragia di flussi dai bond speculativi?
Risposta. Il continuo indebolimento dei fondamentali, l’uscita della Grecia dall’Euro, il declassamento della Spagna a livello speculativo: un’ipotesi che gli investitori sottovalutano e, invece, credo abbia buone possibilità di verificarsi nei prossimi 3 o 6 mesi. A mio giudizio, Madrid è già ora junk, spazzatura. [...]

venerdì 9 novembre 2012

Carmignac: «Si può fare un blitz sui listini europei, troppo sottovalutati rispetto agli Usa»

Da CorrierEconomia del 5 novembre 2012, pag. 27

Un blitz sui mercati azionari. Più peso agli emergenti e, tra i Paesi sviluppati, un'enfasi sull'Europa a scapito degli Stati Uniti. Punta tutto su Mario Draghi la boutique francese fondata 23 anni fa da Edouard Carmignac, convinto che lo scudo anti-spread autorizzi gli investitori ad un rapido riposizionamento tattico. In attesa che Mariano Rajoy, premier spagnolo, presenti la richiesta formale di aiuti all'Europa, permettendo alla Bce di sostenere il mercato secondario. «Ci aspettiamo una nuova ondata di ottimismo di cui beneficeranno tutte le classi di attivo più rischiose - spiega Didier Saint-Georges, membro del Comitato d'investimento di Carmignac Gestion - Noi per ora preferiamo spingere l'acceleratore sui mercati emergenti».L'Asia, infatti, sembra aver imboccato il giro di boa. L'indice manifatturiero Pmi, elaborato dalle autorità di Pechino, è risalito ad ottobre sopra i 50 punti, soglia che separa la zona espansiva dalla contrazione economica. Le vendite al dettaglio hanno ripreso a correre, più 14,2%. Cresce l'offerta di credito, anche i prezzi immobiliari, dopo i crolli degli ultimi due anni, hanno invertito la tendenza. «La crescita cinese si è stabilizzata. E le recenti maxi iniezioni di liquidità somministrate dalla Fed e dalla Banca centrale giapponese dovrebbero sostenere i mercati emergenti, come avvenuto in passato», osserva Saint-Georges. La seconda scommessa di Carmignac è sul Vecchio Continente. «Le valutazioni attuali dei listini europei non sono coerenti con l'evaporazione del rischio sistemico. Basti pensare che le banche [...] Leggi tutto

Bond in banca a doppio taglio

Dal Mondo del 2 novembre 2009, pag. 34-5

Monte Paschi è già spazzatura (secondo Moody’s). Come Carige, le Popolari di Milano e dell’Emilia Romagna, giudicate junk da Standard&Poor’s. Presto, altri nomi di banche italiane potrebbero subire l’onta del declassamento a livello speculativo, intossicati da una crescita contestuale delle sofferenze sui crediti e dell’esposizione al debito sovrano, che richiederà anni per essere smaltita. E potrebbe, in alcuni casi isolati, essere fatale. Ma il sistema bancario italiano non è quello spagnolo. Non deve fare i conti con lo scoppio della bolla immobiliare. Annovera, tra le sue fila, istituti di credito solidi, che piacciono ad alcuni grandi investitori esteri. E tornano ad attrarre anche il piccolo investitore. Ora che il rally estivo sembra avere poco ossigeno (per i tentennamenti di Rajoy, le incognite sull’esito delle prossime elezioni politiche in Italia, il passo sempre più affaticato dell’economia globale) e il Btp rende, ormai, poco più del 2% sulle scadenze brevi. Meno dell’inflazione. Ma le banche italiane meritano un’incursione solo se si sanno distinguere quelle che fanno correre troppi rischi.

CONTI VULNERABILI
L’indigestione da debito sovrano è un problema noto. Nei primi quattro mesi dell’anno, gli istituti di credito hanno comprato titoli di stato italiani per 75,6 miliardi di euro. Più dell’ammontare complessivo sottoscritto dalle banche della Penisola nei due anni precedenti (2011 e 2010). Ad aprile, la bulimia si è attenuata (6,8 miliardi, un quarto di quanto acquistato a marzo). Ma nella pancia delle banche nostrane i crampi della crisi debitoria continueranno a mordere a lungo. [...]

martedì 6 novembre 2012

venerdì 2 novembre 2012

In borsa con l'ombrello

Dal Mondo del 26 ottobre 2012, n°41, pag. 36-7

In borsa sì, ma con l’ombrello. Per chi non si fida dei segnali di rasserenamento sui mercati, teme una nuova esplosione del rischio sistemico in Europa, ma non vuole rinunciare alle valutazioni ancora interessanti dei corsi azionari, una soluzione possibile è quella dei certificati d’investimento: strumenti derivati che, come i bond, hanno una scadenza e presentano un rischio di credito (il fallimento della banca emittente), ma consentono di replicare l’andamento di una pluralità di sottostanti, singole azioni, indici, obbligazioni, materie prime, tassi d’interesse: in modo lineare, oppure realizzando strategie più complesse, come la protezione del capitale, la partecipazione inversa (short) o con effetto leva alle performance di mercato. “Ma attenzione”, avverte Giovanni Pedone, analista della società di consulenza indipendente Consultique. “Quando l’investitore sottoscrive uno strumento a protezione del capitale, sta rinunciando a qualcos’altro. Molto spesso, ad esempio, la banca emittente trattiene i dividendi staccati dal titolo o dall’indice sottostante”. A meno che non si tratti di panieri total return.[...]

Il Mondo ha preso in esame 5 certificati, scelti tra i prodotti appena ammessi alla negoziazione su Borsa Italiana e quelli più scambiati nel mese di settembre, analizzando i rendimenti a scadenza a fronte dei possibili scenari di mercato.[...]

Mani sui Dim Sum

Dal Mondo del 26 ottobre 2012, n°41, pag. 41

Quando a settembre la Cina ha iniziato a pagare le forniture petrolifere in renminbi, anziché in dollari americani (seguita poi dall'India), si è capito che il futuro ordine valutario mondiale, fondato su una progressiva perdita di centralità del biglietto verde a favore dello yuan, è più vicino di quanto si potesse pensare. Gli investitori devono iniziare a tenerne conto, valutando il posizionamento su una divisa che, secondo gli esperti, è destinata ad un inevitabile apprezzamento contro le valute delle maggiori economie sviluppate. “Il mercato delle obbligazioni in renminbi si sta rapidamente ampliando e questa tendenza è destinata a prosegui­re”, spiega Gregor Carle, Direttore Investimenti Obbligazionari in Asia di Fidelity Worldwide Investment. In soli tre anni, da quando è iniziato ad aprirsi il mercato dei Dim Sum Bond, obbligazioni emesse a Hong Kong e denominate in RMB Off Shore, liberamente accessibile a società e investitori istituzionali, sono state lanciate emissioni per un valore superiore a 350 miliardi di RMB, l’equivalente di circa 55 miliardi di dollari americani. [...]

giovedì 1 novembre 2012

Le aste che fanno paura

Da Milano Finanza del 27 ottobre 2012, pag. 46

Lavori in corso. Dopo un lungo iter, il meccanismo di stabilità permanente (Esm) è finalmente in funzione. Lo scudo antispread presentato da Mario Draghi ai primi di settembre continua a mantenere i rendimenti dei titoli periferici sotto controllo, rispettivamente attorno al 5,1 e al [...] Leggi tutto

venerdì 26 ottobre 2012

Bond al gioco delle anomalie

Dal Mondo del 19 ottobre 2012, n°40 pag. 36-37

Nuove (e vecchie) anomalie da debito sovrano. L’Irlanda: un Paese ancora sotto tutela di Unione Europea e Fondo Monetario che, a distanza di 24 mesi dal salvataggio, paga sui titoli a due anni l’1,68%, 40 punti base meno del Tesoro Italiano. Parigi: in ritardo con i piani di aggiustamento fiscale, un deficit stimato al 3,5% nel 2013 (il doppio dell’Italia) e rendimenti sul titolo decennale più alti di soli 70 punti base rispetto al bund tedesco. Senza dimenticare l’Italia. Lo spread ancora inchiodato ai 350 punti base, nonostante gli sforzi profusi per rendere sostenibile l’enorme carico fiscale, gli elogi dell’Europa, lo scudo di Draghi già schierato a fianco del Meccanismo di stabilità permanente, in vigore dall’8 ottobre dopo un lungo e travagliato iter d’approvazione. Aspettando il premier spagnolo Rajoy e la formale richiesta di aiuto alla Bce, restano molti punti interrogativi e alcune buone opportunità d’investimento. Da valutare in fretta prima che Mario Draghi, posizionato il bazooka, dia l'ordine di fare fuoco. [...]

Gli States in bilico sul superindice

Dal Mondo del 19 ottobre 2012, n°40, pag. 41

Correggere il tiro, riducendo un po' l'esposizione azionaria. Nonostante le buone notizie arrivate, di recente, dall'economia americana. “Eravamo in bilico tra espansione e rallentamento. I dati positivi giunti dagli States hanno rassicurato gli investitori, confermando che la maggiore potenza economica mondiale si trova ancora in una fase espansiva”, ricorda Michele Gambera, fund manager di Ubs All-Rounder, un fondo gestito attraverso la “rotazione” di 4 portafogli tipo - boom, espansione, contrazione, recessione – in base agli scenari macro che hanno, di volta in volta, la maggiore o minore probabilità di verificarsi. Perché, ricorda Gambera, “l'investitore con un orizzonte di lungo termine deve essere in grado di attraversare tutte le fasi del ciclo economico”. [...]

lunedì 22 ottobre 2012

Gestori orfani di rifugi

Da Milano Finanza del 20 ottobre 2012, pag. 39

I rendimenti dei titoli di Stato Usa non sono sostenibili. Ne è convinto Lou Cohen, gestore del fondo US Corporate bond fund di Nordea. «Due fattori hanno prodotto rendimenti reali negativi sui governativi americani. La forte tensione sui mercati e gli sforzi della Fed per comprimere i [...] Leggi tutto

venerdì 19 ottobre 2012

Chi viene e chi va sulla bilancia etica

Dal Mondo del 12 ottobre 2012,n° 39 pag. 28-30

Barclays, bocciata. A febbraio 2012, qualche mese prima che il maxi-scandalo sulla manipolazione del Libor venisse a galla, facendo tremare il quartier generale del colosso finanziario a Canary Wharf, la società di analisi ECPI aveva già tagliato il rating della banca inglese a F, il gradino più basso nella scala di sostenibilità. Solo più tardi, a fine giugno, si sarebbe avuta notizia dell'accordo con le autorità americane e britanniche per il pagamento della multa da 290 milioni di sterline, seguita, a stretto giro, dalle dimissioni dell'amministratore delegato, Bod Diamond. “La vicenda, nota da tempo, ha certamente contribuito alla decisione sul downgrade. Comunque, la società era già nel mirino dei nostri analisi per alcune pratiche commerciali ritenute scorrette e problemi di trasparenza”, spiega Aldo Bonati, responsabile ricerca di ECPI.

A luglio, anche RBS, HSBC e Deutsche Bank hanno subito il declassamento all'infimo grado di responsabilità sociale, tutte coinvolte, in varia misura, nell'indagine sulla manipolazione del Libor. La maggiore banca tedesca è poi finita in un'altra inchiesta degli organi di vigilanza americana, questa volta per un presunto riciclaggio di denaro sporco di cui si è avuta notizia a metà agosto. “Dal lancio dei nostri fondi etici, avvenuto quasi un decennio fa, abbiamo sempre mantenuto sospeso l'investimento nel settore finanziario, proprio a causa della mancanza di trasparenza che l'ha caratterizzato negli ultimi anni”, spiega Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr. Un approccio giudicato troppo intransigente da alcuni addetti ai lavori, che, tuttavia, ha consentito alla società di restare sempre alla larga dalle infezioni più gravi: da quella che fu letale per Lehman, travolta dai subprime insieme ad altri big della finanza anglosassone, alla crisi dei debiti, che ancora attanaglia le banche alla periferia del Vecchio Continente. [...]

In italia solo le briciole

Dal Mondo del 12 novembre 2012, n° 39, pag.29

Europa a gonfie vele, Italia in apnea. É quanto emerge dall'ultimo studio sugli investimenti sostenibili, appena presentato dall'organizzazione pan-europea Eurosif. Ciascuna delle strategie d'impiego responsabile identificate nell'indagine mostra tassi di crescita dei volumi superiori a quelli dell'industria del risparmio nel suo complesso. L'approccio in cui l'incremento è più consistente è il norm-based screening, basato sull'analisi di conformità agli standard dettati da organismi internazionali (Onu, Ocse ecc.): in due anni, si è registrato un aumento del 137%, fino a 2.346 miliardi di euro [...]

lunedì 15 ottobre 2012

Bond appesi alla politica

Da Milano Finanza del 13 ottobre 2012, pag. 35

Il rally dei titoli italiani e spagnoli è finito da tempo. E il premio per il rischio alla periferia dell'Europa non svanirà, nonostante l'entrata in vigore del Meccanismo di stabilità permanente, il cosiddetto fondo salva-Stati. Per un paio di ragioni che Michael Siviter, CFA di Invesco per l'European Bond Fund, spiega così. “La prima è che Italia e Spagna sono ormai uscite dai benchmark di molti investitori istituzionali. [...] Leggi tutto

venerdì 12 ottobre 2012

Fisco nell'urna

Dal Mondo del 5 ottobre 2012, n°38, pag. 32-34   -  COVERSTORY  -

“Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci attende, grato per la fiducia che mi avete accordato [...]”. Iniziava così il discorso d’insediamento che Barack Obama, 44° presidente degli Stati Uniti d'America, pronunciò nella spianata di Capital Hill, di fronte al Congresso, il 20 gennaio del 2009. Quattro anni dopo, gli americani sono chiamati a giudicare se quella fiducia fu ben riposta e vada, perciò, rinnovata. O se la rotta tracciata da Obama all’inizio del suo mandato, debba cambiare, il prossimo 6 novembre, proseguendo sotto la responsabilità di un nuovo presidente.

Manca un mese esatto all’evento politico più atteso e celebrato del Pianeta, capace di condizionare le vite di 300 milioni di abitanti e, forse come nessun altro, gli equilibri geopolitici ed economici mondiali. Senza dimenticare i mercati. Non a caso, schiere di investitori, da Est a Ovest, studiano gli exit poll, scrutano le carte dei due contendenti. Convinti che alcune delle migliori ragioni per comprare (e per vendere) siano nascoste tra le pieghe dei programmi elettorali. Nel cuore delle ricette che Barack Obama e Mitt Romney hanno imbastito per traghettare gli Stati Uniti oltre il precipizio fiscale (Fiscal Cliff): una combinazione di drastici tagli di spesa e minori sgravi, per un valore complessivo di 650 miliardi di dollari (4 punti percentuali di PIL) che scatterà automaticamente il prossimo 31 dicembre, in mancanza di un accordo fiscale tra democratici e repubblicani.

La posta in gioco è talmente alta (recessione negli Usa, rischio di gravi correzioni sui mercati) che, secondo molto operatori, un compromesso per avviare il necessario consolidamento fiscale si troverà. Dopo le elezioni. La corda verrà lasciata cadere un attimo prima di spezzarsi. Perché, a prescindere dall'esito della competizione elettorale, la classe politica nel suo insieme non può e non vuole assumersi la responsabilità di un disastro che oggi appare (ancora) evitabile. A fare la differenza saranno, allora, i dettagli di quell'accordo. E le scelte di politica fiscale dettate dal vincitore.[...]

Il listino fa tre volte meglio con l'asinello

Dal Mondo del 5 ottobre 2012, n°38, pag. 33

Asinello batte elefante (a sorpresa). Sebbene il partito repubblicano sia considerato più attento alle ragioni del business, storicamente la borsa americana ha performato meglio sotto la presidenza di candidati democratici. È quanto emerge da un’analisi condotta da Colin Cieszynski, Senior Market Analyst di CMC Markets, sull’andamento dell’indice Dow Jones, dal 1900 ad oggi. Negli ultimi 112 anni, i Repubblicani hanno trascorso più tempo alla Casa Bianca (poco più di 61 anni) ma la performance complessiva maturata sotto governi a guida democratica è stata più che doppia (787% verso 332%). [...]

Fiducia in ripresa solo dopo il voto

Dal Mondo del 5 ottobre 2012, n°38, pag. 36

“Chi vincerà le presidenziali americane? Tutto sommato, non importa. Agli investitori interessa di più l’evoluzione della crisi in Europa”. Come molti, Tom Perkins, co-Portfolio Manager del fondo US Strategic Value per l’omonima società di gestione, Perkins I.M. (controllata da Janus Capital Group) crede che la borsa americana accoglierebbe l’elezione di Mitt Romney con più entusiasmo. “Ma la fine della campagna elettorale gioverà, in ogni caso, ai corsi azionari, a prescindere dall’esito della competizione. Con le elezioni alle spalle, infatti, verrà meno un forte elemento d’incertezza. Mi aspetto un recupero della fiducia”.

Domanda. La partita decisiva si giocherà, però, da lì a fine anno, nella battaglia fiscale, sull’orlo del precipizio…
Risposta. Il Fiscal Cliff è il problema chiave. Nonostante sia una questione nota, non è ancora stata prezzata dai mercati. [...]

venerdì 5 ottobre 2012

Ora state attenti alla bolla cinese

Dal Mondo del 28 settembre 2012, n°35, pag. 37

Una nuova bolla, pronta ad esplodere. Lontano dalla crisi del debito in Europa, dove il bund tedesco sarebbe, a detta di molti, l'indiziato numero uno. Lontano dalle materie prime. E dai titoli tecnologici. <<Toccherà alla Cina e al suo sistema creditizio>>, avverte Michael Riddell, deputy manager del fondo M&G Global Macro bond fund. Dal 2008, il credito privato del colosso asiatico è cresciuto del 52,1% in relazione al Pil: quasi il doppio rispetto al Brasile, quattro volte quello russo. Nella classifica dei Paesi con un maggiore indebitamento del settore privato rispetto al reddito nazionale, stilato dall'Fmi, la Cina (127%) viene subito dopo Italia, Austria, Grecia e Francia. Se, poi, si rapporta questo valore al reddito pro-capite, la Cina si avvicina pericolosamente ai Paesi iperindebitati per antonomasia a livello privato: Giappone, Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito, Spagna. <<La domanda non è se>>, tuona Riddell, <<ma quando la bolla scoppierà>> [...]

Occhi puntati sulle piccole

Dal Mondo del 28 settembre 2012, n°35, pag. 38

Piccolo è bello. E anche più redditizio, almeno sul lungo termine. Negli ultimi 10 anni, le società europee a bassa capitalizzazione hanno sovraperformato del 112% le large cap. Un vantaggio maturato a colpi di ripidi saliscendi e strappi violenti, tipico delle taglie small: molto penalizzate in fase di ribasso, più agili a scattare quando i mercato ripartono. “Non bisogna dimenticare i processi di fusione e acquisizione, che possono rappresentare un’importante leva di performance e riguardano, prevalentemente, l’universo delle società a bassa capitalizzazione”, ricorda Björn Mehrmann, Deputy Fund Manager del fondo Europe Small Cap Equity di Allianz Global Investors. “Basti pensare che 392 operazioni delle 450 avvenute nell'ultimo decennio hanno coinvolto piccole società". [...]

Meno monetario in tasca

Dal Mondo del 28 settembre 2012, n°37, pag. 45

Continua l'emorragia degli investitori italiani dai fondi monetari in euro. Morningstar stima che, nei primi otto mesi dell'anno, il bilancio tra sottoscrizioni e rimborsi sia negativo per 9,3 miliardi, pari al 12,5% del patrimonio netto in gestione. Di questi, circa la metà è fuoriuscita nei mesi di luglio e agosto. La disaffezione dei risparmiatori italiani verso i fondi monetari, secondi solo agli azionari nella classifica di inizio anno dei maggiori deflussi netti, ha svariate ragioni. In primo luogo, la concorrenza spietata dei conti di deposito, ormai divenuti strumento privilegiato di parcheggio della liquidità per molti risparmiatori. Sul deposito libero, infatti, si può ottenere un rendimento medio lordo attorno al 2,5%, con punte fino al 3,5%. La remunerazione media sale al [...]


martedì 2 ottobre 2012

Soldi - puntata del 30 settembre 2012

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato delle rinnovate tensioni alla periferia del Vecchio Continente, di società a bassa capitalizzazione (small cap), fondi con e senza copertura dal rischio cambio e prezzo del petrolio. 

Guarda la puntata andata in onda domenica 30 settembre su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su Odeon TV:
- Puntata del 1 luglio 2012
- Puntata del 20 maggio 2012
- Puntata del 6 aprile 2012
- Puntata del 26 febbraio 2012
- Puntata del 25 dicembre 2011
- Puntata del 4 dicembre 2011
- Puntata del 22 maggio 2011
- Puntata del 10 aprile 2011
- Puntata del 6 marzo 2011
- Puntata del 5 dicembre 2010
- Puntata del 15 marzo 2009
- Puntata del 18 gennaio 2009

venerdì 28 settembre 2012

Scommettiamo sulla Bce?

Dal Mondo del 21 settembre 2012, n°36, pag. 32-4. ù

A vele spiegate ancora per un po’. Sfruttando il vento favorevole, finché dura. Quattro folate di ottimismo hanno rasserenato l’umore dei mercati nella prima metà di settembre. La conferma che Mario Draghi è pronto a mettere in campo l’artiglieria pesante, con interventi potenzialmente illimitati sul mercato secondario, anche se condizionati ad una formale richiesta di aiuto da parte dei Paesi in difficoltà e al rispetto degli impegni sottoscritti in tema di risanamento dei conti pubblici. Il nulla osta della Corte Tedesca all'entrata in vigore del fondo salva-Stati, a patto che il contributo della Germania non superi il tetto di 190 miliardi (corrispondenti all’attuale partecipazione di Berlino al fondo) oltre il quale ogni intervento richiederà l’approvazione del Bundestag. L'esito delle elezioni olandesi, favorevole ai partiti pro-euro. E la terza maxi iniezione di liquidità targata Federel Reserve, con l’impegno di acquistare 40 miliardi di titoli garantiti da mutui, ogni mese, fino ad obbiettivo raggiunto: la ripresa di un mercato del lavoro in asfissia ormai cronica, dopo 43 mesi di disoccupazione sopra l’8%.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: lo slancio innescato il 26 luglio dal discorso di Draghi sull'irreversibilità dell'euro è proseguito spingendo lo spread btp-bund a quota 330 punti base. Le banche italiane hanno recuperato 56 punti percentuali in 6 settimane. Il Ftse Italia ha fatto +30%, seguito dal paniere europeo, +21%. Un copione già visto durante il rally di inzio anno: figlio delle due operazioni di rifinanziamento a lungo termine varate dalla Bce, ma rivelatosi, ben presto, poco più di un fuoco fatuo. E ora gli investitori si chiedono se la nuova fase di euforia poggi su basi più solide o abbia, al contrario, vita breve. [...]

domenica 23 settembre 2012

Valute - Lezioni di ballo per non rischiare troppo

Da Corriere Economia del 17 settembre 2012, pag. 28

L' euro è irreversibile. Mario Draghi lo ha ripetuto, ancora una volta, il 6 settembre scorso, presentando i dettagli del suo poderoso scudo anti-spread. Molti analisti sono convinti che abbia ragione e suggeriscono di prestare attenzione, semmai, alla quantità di altre divise in portafoglio. I risparmiatori, infatti, si espongono al rischio cambio, spesso inconsapevolmente, ogni volta che investono «fuori» da Eurolandia, ad esempio attraverso un fondo azionario o obbligazionario globale, in settori di nicchia, o sulle materie prime. In tutti questi casi, anche se il fondo è denominato in euro, un' elevata percentuale dei titoli in portafoglio è quotata in dollari americani o altre divise estere. Di conseguenza, le valute possono condizionare significativamente la performance complessiva, eccetto i casi in cui il fondo sia coperto contro il rischio cambio.

Misure Quanti dollari, franchi e yen sono nascosti tra le pieghe di un paniere globale? Secondo un' analisi effettuata da Morningstar, l' esposizione media dei fondi azionari internazionali «large cap» al biglietto verde è del 35%; il 16% delle azioni è, mediamente, denominato in sterline, il 5% ciascuno in yen e franchi svizzeri, solo il 13% in euro. Nei fondi obbligazionari globali, analogamente, il dollaro americano pesa per il 33%, seguito da euro (21%) yen e sterline (11% ciascuno). Un groviglio di incroci valutari che non sempre produce effetti benefici sulla performance complessiva dei fondi. Anzi: l' ultima indagine di Mediobanca su fondi e sicav di diritto italiano, mostra come, in cinque degli ultimi dieci anni, i titoli denominati in valute diverse dall' euro abbiano contribuito in modo negativo ai rendimenti dei fondi sia aperti che riservati; compreso il 2011, con una perdita, rispettivamente, di 9,2 e 29,6 punti percentuali. Ne deriva un suggerimento di carattere generale [...]. Leggi

C'è ancora benzina

Da Milano Finanza del 22 settembre 2012, pag. 29

Il prezzo del petrolio continua a scendere, dopo che l'Arabia Saudita si è offerta di aumentare i suoi rifornimenti. Il prezzo del Brent è crollato in pochi giorni a 107 dollari. Così, dopo il rally d'estate che aveva fatto salire l'oro nero dai minimi di fine giugno, a 88,6 al barile a 117 dollari, tirando la volata alle azioni del settore energy, +16,5% e cinque punti di scarto sulle azioni globali dell'MSCI World, ora il trend si è invertito. Ma i gestori non sembrano troppo preoccupati per questa inversione di tendenza. [...] Leggi

venerdì 21 settembre 2012

Quel deposito sa di bond

Dal Mondo del 14 settembre 2012, n°35, pag. 38

La mutazione è compiuta: 11 anni di evoluzione hanno trasformato il conto di deposito da una forma di parcheggio della liquidità a breve, in un prodotto d'investimento vero e proprio, a medio termine. Sempre più simile, in alcune sue forme, ad un titolo obbligazionario. Se in principio infatti il conto era libero, senza restrizioni, con il passare del tempo il vincolo sui depositi si è allungato dai 12 ai 24 mesi, fino a raggiungere una durata quinquennale. Che strizza l'occhio agli investitori traditi da un Btp troppo volatile e ormai depredato del ruolo di asset free risk, senza rischio, dal vertiginoso ballo dello spread. Banca MPS, ad esempio, ha lanciato di recente un deposito con vincolo fino a 5 anni che, per i nuovi clienti, offre un rendimento annuo lordo del 5% (4,37 netto): a metà strada tra il Btp di pari durata, che rende il 3,84% lordo (3,36 netto) e un'emissione senior della stessa banca, quotata all'Eurotlx, e rendimento a attorno al 5,7% lordo. Certo, il profilo di rischio è differente, almeno sulla carta. Se, infatti, la garanzia del fondo interbancario di tutela dei depositi, fino a 100 mila euro per istituto e intestatario, vale per i conti di deposito ma non per le obbligazioni bancarie, molti analisti ritengono che, qualora una grande banca si trovasse in difficoltà, il governo sarebbe comunque costretto ad intervenire con un salvataggio. [...]

venerdì 14 settembre 2012

Se i debiti tornano a casa

Dal Mondo del 7 settembre 2012, n°34, pag. 36

Riacquistare il proprio debito a prezzi stracciati. Realizzando cospicue plusvalenze, a vantaggio dei coefficienti patrimoniali. Dopo un primo giro di buy-back, perfezionati a inizio anno dai maggiori istituti di credito, UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Ubi Banca, in estate è iniziato il secondo round; a fine giugno, Banca MPS ha proposto ai detentori di nove emissioni subordinate, lo scambio con titoli senior a tasso fisso e scadenza luglio 2015, rastrellando dal mercato titoli già emessi per poco più di un miliardo di euro. Poi, è stata la volta di Telecom Italia: il 6 luglio, ha lanciato quattro offerte di riacquisto di notes con scadenze tra marzo 2013 e maggio 2014, mettendo sul piatto 777,3 milioni; obbiettivo dichiarato, “ottimizzare la gestione finanziaria della società”, attraverso una gestione attiva delle scadenze del debito. Infine, lo scorso 2 agosto, Intesa ha portato a termine una nuova operazione su titoli senior e subordinati, riacquistando emissioni per circa 1,6 miliardi di euro. “L’interesse delle imprese a riacquistare il proprio debito resta elevato”, chiosa Gianluca Ferretti, gestore obbligazionario di Anima SGR [...]

lunedì 3 settembre 2012

Fondi scaccia pensieri

Da Milano Finanza del 1 settembre 2012, pag. 27-8

Prometto di esserti fedele sempre, nella buona e nella cattiva borsa, in fase di rally e di ribasso e di offrire rendimenti positivi in ogni contesto di mercato. È l'impegno solenne che i fondi absolute return, ovvero a rendimento assoluto, assumono nei confronti dei sottoscrittori. Un voto particolarmente difficile da rispettare in momenti di forte turbolenza come l'attuale, quando la correlazione tra asset class complica le strategie di diversificazione dei portafogli. Ma quanti tra i fondi absolute return sono in grado di mantenere la promessa di performance sempre positive? Pochissimi, secondo un'indagine realizzata da Morningstar per Milano Finanza. [...] Leggi tutto

venerdì 31 agosto 2012

Corone e real dentro il paniere di divise

Da Il Mondo del 24 agosto 2012, n° 32, pag. 26

L'euro è irreversibile. Mario Draghi lo ripete da tempo: "Faremo tutto il necessario per preservarlo". Sembrano crederci i mercati, con i rendimenti di Btp e Bonos giù. "A una frattura della Moneta Unica non crediamo. Ciò nonostante, è importante evitare un'eccessiva concentrazione di asset su una sola valuta", spiega Stefano Mach, gestore del fondo Global Currencies & Rates per il gruppo Azimut. Rifugiarsi in un'unico porto sicuro sarebbe altrettanto pericoloso. "La nostra strategia è quella di diversificare fuori dall'area euro su un paniere di oltre 20 valute. Di cui il 40% non è direttamente acquistabile dall'investitore retail". [...]

Spunti d'oro tra i campi e le miniere

Da il Mondo del 24 agosto 2012, n° 32, pag. 27

Molti credono che un peggioramento dello scenario macroeconomico o della crisi debitoria potrà forzare la mano ai banchieri centrali. Spingendoli a intervenire. Se sarà così, l'oro, sceso attorno a 1610 dollari l'oncia e ben lontano dai massimi di settembre 2011 (1920 dollari), potrebbe riprendere quota. Intanto, le materie prime cicliche, energia e metalli industriali, restano le più penalizzate. Ma secondo gli esperti, valutazioni così compresse potrebbero offrire presto alcune opportunità. "Tutte le società di hard commodities hanno un prezzo relativamente attraente, oggi", spiega Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac Gestion. [...]

lunedì 27 agosto 2012

Pronti a ballare la samba

Da Milano Finanza del 25 agosto 2012, pag. 28-9

Era l'agosto di un anno fa, quando la Banca centrale brasiliana, ignorando i dubbi di molti economisti, iniziò a intervenire sui tassi di riferimento, in netto anticipo rispetto ai banchieri centrali di altri Paesi emergenti. Da allora, si sono succeduti otto tagli, per un totale di 450 punti base, l'ultimo dei quali, il 12 luglio, ha portato il costo del denaro all'8%. Alla politica monetaria, si sono accompagnate le misure varate dal governo Rousseff per ridurre le tasse sui consumi, aumentare gli investimenti pubblici e incoraggiare il sistema bancario a sostenere il credito alle famiglie. Ad oggi, però, tutte queste iniziative non hanno dato i frutti sperati alla nazione che ospiterà i Mondiali di Calcio nel 2014 e i prossimi giochi Olimpici. [...] Leggi

L'Argentina è la borsa che fa più sconti

Da Milano Finanza del 25 agosto 2012, pag. 29

È Buenos Aires la piazza più cheap dell'America latina (tratta a 2,8 volte gli utili attesi per il 2013). Ma i saldi si spiegano, almeno in una certa misura, con la decisione di Cristina Kirchner di nazionalizzare il 51% di Ypf ai danni della spagnola Repsol, lo scorso maggio. "L'Argentina, comunque, sia per ragioni politiche che di natura finanziaria, appartiene al gruppo dei mercati di frontiera", spiega Devan Kaloo, Head of Global Emerging Markets per Aberdeen AM. [...] Leggi

Fiducia nelle euro-borse

Da Milano Finanza del 18 agosto 2012, pag.30

Il discorso di Londra sull'"irreversibilità" dell'euro e la rotta tracciata dalla Bce dopo il Consiglio direttivo di inizio agosto sembrano aver rimesso il guinzaglio ai mercati. Ma molti investitori, soprattutto al di là dell'Oceano, restano convinti che la rissosità suicida dei leader europei sia più forte delle parole di Draghi e l'aggravarsi della recessione alla periferia annichilisca le possibilità di un ulteriore recupero per le azioni europee. Così, la maggior parte degli operatori suggerisce di stare alla larga dal Vecchio Continente, privilegiando, nelle scelte d'investimento azionario, l'altra sponda dell'Atlantico. “Noi, invece, crediamo che ci siano tre validi motivi per guardare all'Europa”, contesta Edward Perkin, Managing Director e CIO dell'European Equity per Goldman Sachs AM. [...] Leggi

Nella guerra dei due mondi a lungo termine vince il bond crossover

Da Milano Finanza del 18 agosto 2012, pag. 29

Né molto virtuosi, né troppo speculativi. A cavallo tra l'universo investment grade e quello dei bond ad alto rischio, c'è un terra di mezzo, popolata di emittenti con rating BBB (il migliore nel paniere high yield) e BB (il peggiore tra i titoli di alta qualità), che forse merita di essere perlustrata. “In questo spazio, che potremmo definire crossover, ci sono opportunità di investimento uniche. Da un lato”, spiega Kevin Corrigan, gestore del fondo LO Funds BBB-BB di Lombard Odier I.M., “i gestori investment grade sono in genere riluttanti ad acquistare obbligazioni emesse da società con rating tra BBB e BBB- [...] Leggi

Quel B&B vale il 10%

Da Milano Finanza dell'11 agosto 2012, pag. 38-39

Altrove, è quasi ovunque tempo di vacche magre per le rendite da locazione. Rese ancora più scarne da almeno due fattori: un'Imu salatissima (secondo le stime di Confedilizia, per gli immobili locati si pagherà una seconda rata più cara anche dell'80% rispetto all'acconto di giugno) e una crescente morosità incolpevole, prodotta dall'aumento della disoccupazione. Ma nel settore turistico c'è una piccola nicchia che resiste alla crisi del mattone. [...] Leggi

Vademecum per aprire un bed&breakfast

Da Milano Finanza dell'11 agosto 2012, pag. 39

Meglio optare per un bed&breakfast o un affittacamere? É necessario aprire la partita Iva? E come si ottiene la “licenza” per iniziare l'attività? Sono queste, in estrema sintesi, le domande che si pone un investitore interessato ad acquistare un immobile da locare per brevi periodi con la formula dell'alloggio e prima colazione. Una premessa: la Legge in materia cambia di regione in regione. Perciò, è necessario consultare la normativa locale prima di avventurarsi nella ricerca dell'immobile da acquistare. In estrema sintesi, le differenza tra b&b e affittacamere sono tre [...]

venerdì 10 agosto 2012

Il Tesoro fa spending review con i titoli inflation linked

Dal Mondo del 3 agosto 2012, n°31, pag 38

Ma quale spending review. C'è un modo più semplice (e indolore) per aggiustare i conti pubblici: riacquistare il debito a prezzi stracciati. É quanto ha fatto il Ministero dell'Economia e delle Finanze, lo scorso 25 luglio, quando, attraverso un'operazione di concambio, ha offerto in emissione 1.156,5 milioni in BTP 1 maggio 2017, con cedola 4,75%, riacquistando 4 Btpi indicizzati all'inflazione europea con scadenza tra il settembre 2017 e il 2035, per un valore nominale di 1.325,58 milioni (corrispondente ad un importo rivalutato di 1.525,29 milioni). "La transazione, oltre a venire incontro alle esigenze degli investitori istituzionali del segmento inflazione e a contribuire al miglioramento del mercato secondario dei BTPi, ha prodotto una riduzione dello stock del debito di quasi 370 milioni di euro", ha spiegato il Tesoro. Un'azione efficace, dunque, sebbene sostenuta da una domanda non particolarmente elevata da parte degli specialisti in titoli di Stato: operatori stituzionali che svolgono funzione di market maker, cui la proposta di concambio era rivolta in via esclusiva. Se la scelta dei tecnici del Mef per l'operazione di riscatto del debito è ricaduta sulle emissioni indicizzate all'inflazione europea possono esserci due ragioni. [...]

lunedì 6 agosto 2012

Tassi a zero, l'antidoto di Blackrock

Da Milano Finanza del 4 agosto 2012, pag.28

Tassi reali negativi nei porti sicuri di Germania e Stati Uniti. Spread ancora in fibrillazione su Btp e bonos spagnoli. Incapaci di trovare un equilibrio tra i due poli del reddito fisso occidentale, aumentano gli investitori decisi a perlustrare il mercato delle obbligazioni emergenti. Dove, [...] Leggi

venerdì 3 agosto 2012

Conti in tasca al rischio bonos

Dal Mondo del 27 luglio n°30, pag. 28-30

Lacrime e sangue a Madrid. Tra le pieghe del nuovo piano di austerità negoziato da Mariano Rajoy con l'Unione Europea. E sui volti dei manifestanti coinvolti nei durissimi scontri di piazza con le forze dell'ordine durante le proteste contro i tagli da 65 miliardi decisi dal governo. Alla vigilia del vertice straordinario di venerdì 20 luglio, la situazione sui mercati era già molto tesa. Complici, forse, le dichiarazioni di Draghi sul possibile coinvolgimento dei titoli bancari senior nei processi di ristrutturazione delle banche spagnole. L'allarme lanciato da Cristobal Montoro, ministro spagnolo del bilancio, l'ha resa incandescente. “La Spagna non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito”. A nulla è servita la firma europea dell'assegno da 100 miliardi intestato alle banche spagnole, di cui 30 subito disponibili. Per i mercati era già cosa fatta. Nessuna sopresa positiva è arrivata. Lasciando che, ancora una volta, gli elementi di incertezza apparissero più nitidi dei progressi compiuti nelle ultime settimane. Appannati dalla notizia che, dopo Valencia, anche Murcia e forse altre regioni chiederanno sostegno finanziario al governo centrale. E il bilancio sul fronte disoccupazione è destinato ad aggravarsi, verso quota 24,6%. Inevitabile l'impatto sul rendimento del decennale spagnolo, salito fino al record di 7,50 punti percentuali: tanto da alimentare i timori di una deriva simile a quelle irlandese e portoghese. [...]

High yield corti e di angeli caduti

Dal Mondo del 27 luglio 2012, n°30 pag. 30

Investire oggi per ottenereun buon rendimento tra due o tre anni? "Io punterei principalmente a obbligazioni corporate high yield e dei mercati emergenti". Non ha dubbi Jeremy Cunningham, senior portfolio manager fixed income di AllianceBernstein. "Ma anche considerando un orizzonte di un anno, siamo comunque positivi sul reddito fisso. Anche se il sovrappeso sul rischio di credito è più contenuto:
il passo claudicante dell'Europa verso l'uscita dalla crisi, il rischio latente di uno shock petrolifero per le tensioni in Medioriente, il dibattito sull'atterraggio morbito o duro dell'economia cinese rendono lo scenario molto incerto".

D: Quali Tra i bond high yield e gli emergenti potrebbero essere più resistenti a nuove fasi di avversione al rischio? 
R: I portafogli degli investitori sono più scarichi di obbligazioni emergenti, che sono, quindi, relativamente meno esposte a forti deflussi. Le nostre preferenze vanno, tuttavia [...]

lunedì 30 luglio 2012

L'olimpiade delle valute

Da Milano Finanza del 28 luglio 2012, pag. 27-8

A dispetto di ciò che dicono gli euroscettici, quanto deciso dai leader del Vecchio Continente tra l'ultimo Consiglio d'Europa e l'Eurogruppo del 9 luglio, unite alle parole rassicuranti del presidente della Bce Mario Draghi, dovrebbero allontanare, almeno per un po', lo spettro di una [...] Leggi

Il renminbi è inarrestabile

Da Milano Finanza del 28 luglio 2012, pag. 30

"Il renminbi diventerà la terza valuta più importante al mondo, dopo il dollaro americano e la moneta unica".  Andrea Ciaccio, co-gestore del fondo Az fund renminbi opportunities è convinto che, nell'arco di 10 anni, il processo di internazionalizzazione della [...] Leggi

Borse europee a sconto del 30% anche senza le banche

Da Milano Finanza del 28 luglio 2012, pag. 11

Quanto può durare l'effetto narcotico? Questa volta non si sa. E la dura reprimenda della Bundesbank tedesca, di certo, non aiuta. Ma le parole di Mario Draghi hanno immediatamente abbassato la febbre da spread, dando vigore ai listini europei. «La reazione dei mercati è [...] Leggi

venerdì 27 luglio 2012

Cina più cheap di SanPaolo, attenti ai materiali brasiliani

Dal Mondo del 20 luglio 2012, n°29 pag. 39

Due tagli dei tassi in un solo mese. L'ultimo dei quali, il 5 luglio scorso, ha spiazzato i mercati. Alimentando il sospetto che l'atterraggio dell'economia cinese possa essere più duro del previsto. Dopo i tre interventi sui coefficienti obbligatori di riserva del sistema bancario, avviati a novembre 2011, l'azione della Banca Popolare Cinese si sta facendo più incisiva. “Fino ad oggi, però, buona parte delle misure adottate in campo monetario dalla Cina, non sono state di natura strettamente espansiva, bensì, di ammorbidimento delle politiche restrittive adottate in precedenza”, spiega Luke Richdale, gestore del Team Emerging Market Equities di J.P. Morgan AM, convinto che le autorità di Pechino cercheranno di evitare un approccio troppo aggressivo, come, invece, fecero nel 2009. Per il timore di dare ossigeno ad una nuova spirale inflattiva. [...]

venerdì 20 luglio 2012

L'euro arroventa l'estate

Dal Mondo del 13 luglio 2012, n° 28, pag. 34-6   - COVERSTORY -

È l'ora del tasso zero. Anche in l'Europa. Lo scorso 5 luglio, per la prima volta nella storia della Moneta Unica, Mario Draghi ha spinto il costo del denaro sotto la soglia dell'1%, a 75 punti base, tagliando di 25 punti anche la remunerazione dei depositi delle banche europee presso la Bce: zero tondo. La reazione immediata dei mercati è stata fredda. Gelida. Forse gl operatori si aspettavano di più. Un taglio più deciso o una qualche apertura in direzione di una terza operazione di rifinanziamento a lungo termine. O forse, piuttosto, le parole di Draghi hanno dato corpo e peso a quanto gli operatori già sapevano: la congiuntura economica sta peggiorando. Messaggio amplificato dall'azione di altre due Bance Centrali, il secondo taglio dei tassi in un mese da parte della Banca Popolare Cinese e l'ampliamento del programma di Quantitative Easing (iniezione di liquidità attraverso l'acquisto di titoli di Stato) della Bank of England. I numeri sull'occupazione americana e il superindice Ocse di maggio hanno ribadito il concetto. Due dita nella piaga del rallentamento globale. Così, il tentativo di rimbalzo avviato a fine giugno si è trasformato, quasi subito, in una falsa partenza. Ma l'Eurogruppo di lunedì 9 ha di nuovo sparigliato le carte. É arrivata la conferma dello scudo anti-spread, con un accordo tecnico tra fondo-Salva Stati e la Bce, cui spetterà il ruolo di agente nell'acquisto dei bond sotto pressione sul mercato secondario. La Spagna ha ottenuto un anno in più per riportare il deficit sotto il 3% e, soprattutto, l'impegno dell'Europa a staccare subito, entro fine mese, un primo assegno da 30 miliardi per il salvataggio delle banche spagnole, i cui dettagli verranno messi nero su bianco in occasione di un vertice straordinario il prossimo 20 luglio. Le altre decisioni [...]

Consulenti, indipendenti ma scontenti (senza albo)

Dal Mondo del 13 luglio 2012, n°28, pag.58-9

Di per sé, la firma del decreto sui requisiti delle società di consulenza finanziaria indipendente è solo un altro, piccolo, passo in avanti verso l'agognata creazione dell'Albo. I cui cantieri, aperti quattro anni fa, sono rimasti a lungo praticamente fermi. Ma il fatto che in una fase così delicata dell'azione di governo, tra emergenze e priorità di ben altra natura, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, abbia trovato tempo e modo per sottoscrivere il documento, viene letto da molti come il segnale che il governo sia deciso a prendere in mano la questione e andare fino in fondo.

DUE PASSAGGI. Presumibilmente, entro maggio del 2013, termine naturale della legislatura. Intanto, il 29 maggio, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Ora manca solo l'atto di creazione dell'Albo. Solo a quel punto sarà finalmente chiara la natura dei controlli interni e degli adempimenti cui dovranno sottoporsi le società di consulenza finanziaria indipendente. Noi siamo a disposizione per fornire il nostro contributo”, spiega Zeno D'Acquarone, presidente di Ascosim, l'associazione che riunisce 19 Sim di pura consulenza. Alla nascita dell'Albo dei consulenti indipendenti mancano, però, ancora due passaggi: il decreto di nomina dei membri dell'Organismo di vigilanza e lo stanziamento delle risorse necessarie per renderlo operativo: circa un milione e mezzo di euro, secondo stime non ufficiali. “Non è una grossa somma, ma, in ogni caso, la questione potrebbe essere aggirata trasferendo la fase di start up dell'Albo in seno alla Consob, che, in questo caso, si accollerebbe i costi iniziali”, spiega Luca Mainò, membro del consiglio direttivo di Nafop, una delle due associazioni di categoria. [...]

lunedì 16 luglio 2012

Bond emergenti, chi è al riparo dalla crisi europea (e chi no)

da Milano Finanza del 14 luglio 2012, pag.30

Scampato pericolo. L'esito del Consiglio d'Europa, giudicato da molti osservatori migliore delle aspettative, sebbene non risolutivo, ha allontanato lo spettro di un nuovo pericoloso avvitamento della crisi debitoria verso una frattura dell'euro, favorendo il rimbalzo delle asset class più [...] Leggi

venerdì 13 luglio 2012

Prestiti. Il mutuo soccorso costa il 2% in meno

Da Corriere Economia del 9 luglio 2012, pag 19

Da un parte c' è Paolo, 46 anni, dirigente di una piccola società di telecomunicazioni: su Prestiamoci, ha investito un capitale di cinque mila euro che, suddiviso in 30 finanziamenti a 36 mesi, gli frutterà interessi per 535 euro (10,7%); meno le tasse, in base alla sua aliquota Irpef. Dall' altra, Lucia, 50 anni: grazie ad un prestito di 8.000 euro, ottenuto con il contributo di 100 prestatori, potrà finanziare il matrimonio della figlia, ad un tasso del 7,5% (Taeg, 9,16%), due punti sotto la media di mercato. Sul web investitori e consumatori, si possono incontrare, grazie ad un sistema organizzato di prestiti tra privati messo in piedi da intermediari abilitati e sui quali vigila Bankitalia. «In due anni e mezzo, abbiamo erogato 230 prestiti per un totale di oltre un milione di euro», racconta Mariano Carozzi, fondatore e amministratore delegato di Prestiamoci. Numeri ancora modesti, ma in crescita del 53% nei primi 4 mesi del 2012: in netta controtendenza rispetto al calo dell' 11% stimato da Assofin per il credito al consumo. E, comunque, destinati a crescere, anche grazie all' ingresso di un nuovo operatore: a marzo, infatti, ha aperto i battenti Smartika, erede di Zopa Italia, pioniere del prestito tra privati, cancellato dal registro delle società finanziarie tre anni fa da Bankitalia per irregolarità procedurali. Zopa ha ceduto il testimone ad una nuova società, Smartika iscritta all' Albo degli istituti di pagamento. «In tre mesi abbiamo finanziato 668 mila euro suddivisi in 106 prestiti. E 28 sono in fase di valutazione, per altri 189mila euro», spiega Maurizio Sella, alla guida di Smartika. [...] Leggi tutto

L'Africa riparte da Piazza Tahrir

Dal Mondo del 6 luglio 2012, n°27 pag. 38-9

Piazza Tahrir. Luogo simbolo della Rivolta del Pane che in pochi giorni, tra gennaio e febbraio del 2011, ha abbattuto il trentennale regime di Hosni Moubarak e 17 mesi dopo, il 30 giugno scorso, ha incoronato Muhammad Morsi primo presidente democraticamente eletto nella storia del Paese. L'Egitto riparte da qui. E da qui potrebbe riprendere quota la scommessa degli investitori sul destino di un Continente che, almeno nella storia recente, non si è mai fermato. Neppure in occasione delle due ultime recessioni globali, nel 2001-2003 e nel 2008-2010. “In entrambi i casi, la regione è cresciuta nell'ordine del 4%”, ricorda John Mackie, gestore del fondo Nordea African Equity. Certo, l'Africa non è immune al virus del rallentamento globale che oggi sta indebolendo persino Cina e Brasile. Ma il Continente Nero vive anche di un'irresistibile luce propria, che trova alimento nelle straordinarie risorse naturali del Paese e racchiude un potenziale di sviluppo in larga parte ancora inespresso. Ora, la svolta del Cairo nel processo di transizione democratica potrebbe rimettere in gioco i molti investitori che scelsero di disertare il campo africano alle prime avvisaglie rivoluzionarie. Ma il Mal d'Africa va affrontato con alcune doverose cautele. [...]

venerdì 6 luglio 2012

Il Nasdaq guarda oltre Facebook

Dal Mondo del 29 giugno 2012, n°26, mag. 33

Sarebbe dovuta essere l'Ipo del secolo. Schiere di analisti celebravano la super-matricola tecnologica come una scommessa vinta in partenza, o quasi. Invece, si è rivelato un mezzo flop. A cinque settimane dal suo debutto al Nasdaq, Facebook perde il 13% sul prezzo di quotazione, fissato a 38 dollari e sceso quasi subito, precipitosamente, a 25,8 (-32%), prima di recuperare terreno. Tutta colpa, dicono ora altri analisti, di una valutazione iniziale troppo generosa, favorita dall'eccesso di euforia che ha preluso allo sbarco della creatura di Mark Zuckerberg a Wall Street. Ma sul successo borsistico del re dei social network pesano anche alcune incognite: una possibile saturazione degli utenti nei Paesi sviluppati; in secondo luogo, le difficoltà di mantenere il passo del 2011, come mostra, del resto, il rallentamento del fatturato nel primo trimestre dell'anno. Infine, la sfida di un modello di business ancora acerbo, che trae la propria linfa vitale dalla pubblicità ma non ha ancora svelato come si monetizza un patrimonio da 901 milioni di utenti. [...]

martedì 3 luglio 2012

Soldi - puntata del 1 luglio 2012

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato dei risultati del Consiglio d'Europa del 28 e 29 giugno scorsi, di obbligazioni legate all'inflazione, dello spread Btp-Bund e delle migliori soluzioni per un "parcheggio" estivo nella liquidità ad alta remunerazione.

Guarda la puntata andata in onda domenica 1 luglio su Odeon TV.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato
- Puntata del 1 luglio 2012
- Puntata del 20 maggio 2012
- Puntata del 6 aprile 2012
- Puntata del 26 febbraio 2012
- Puntata del 25 dicembre 2011
- Puntata del 4 dicembre 2011
- Puntata del 22 maggio 2011
- Puntata del 10 aprile 2011
- Puntata del 6 marzo 2011
- Puntata del 5 dicembre 2010
- Puntata del 15 marzo 2009
- Puntata del 18 gennaio 2009

lunedì 2 luglio 2012

Una riforma che scricchiola

Da Milano Finanza del 30 giugno 2012, pag 60-1

Rischia di trasformarsi in una falsa partenza l'entrata in vigore del Regolamento Isvap n. 40, prevista per l'1 luglio e destinata, nelle intenzioni del legislatore, a stravolgere il mercato delle polizze agganciate ai mutui casa. A pochi giorni dalla fatidica data, il sistema bancario appare, però, impreparato. Alcuni operatori lamentano difficoltà sul piano tecnico e operativo. Alcune compagnie stanno ancora lavorando per confezionare prodotti ad hoc, adeguando l'offerta ai requisiti imposti dall'Autorità di Vigilanza. E si teme che molti istituti di credito possano fare barriera, ostacolando l'applicazione di norme che, sulla carta, sembrano ispirate da un principio incontestabile: rendere più trasparente e concorrenziale il segmento delle coperture a protezione dei finanziamenti ipotecari, già oggetto, nel corso degli ultimi mesi, di altri interventi normativi da parte del governo e della stessa Autorità di Vigilanza. [...] Leggi

Quel subdolo nemico

Da Milano Finanza del 30 giugno 2012, pag. 37

Ci sono tre modi per smaltire un eccessivo indebitamento. Crescere a ritmo sostenuto. Imboccare la strada del default (mediante tracollo improvviso o lenta agonia). Inflazionare il debito. "L'unica soluzione davvero percorribile per i Paesi sviluppati sembra essere, al momento, la [...] Leggi

venerdì 29 giugno 2012

Bond di sportelli e scaffali inglesi

Dal Mondo del 22 giugno 2012, n°25, pag. 38

Oltre le elezioni greche. Qualunque sia il destino del governo di coalizione, una cosa è certa. L' Austerity dura e pura ha fallito. Ad Atene come altrove. “Ora dovranno cercare di inflazionare il debito pubblico. E se non funzionerà, faremo i conti con nuovi default”. Chris Bowie, Head of Credit di Ignis AM, è uno di coloro che, osservando il Vecchio Continente dal Regno Unito, non escludono l'implosione della Moneta Unica. Non che Londra goda di ottima salute. Anzi: è appena entrata in una recessione tecnica; ha accumulato un debito pari all'85% del Pil. “E se includiamo il programma Pfi, un'iniziativa per finanziare la spesa pubblica attraverso il contributo del settore privato, che permette, con un trucco contabile, di “nascondere” una parte del debito, arriviamo al 100%. A differenza dell'Eurozona, però”, spiega Bowie, “Il Regno Unito dispone di politica monetaria e valuta indipendenti. É per questo che Londra mantiene la tripla A. In ogni caso, anche Francoforte sarà costretta a stampare moneta, rinunciando al suo target d'inflazione”. [...]

venerdì 22 giugno 2012

Btp corti e bond bancari

Dal Mondo del 15 giugno 2012, n°24, pag. 39

Vincere o morire. Domenica 17 giugno si giocherà una battaglia decisiva per le sorti della Grecia. L'unica certezza è che il verdetto dei mercati potrebbe essere durissimo. “Se dovessero prevalere le forze della sinistra radicale di Syriza, contrario al piano di salvataggio Ue-Fmi, inizierebbe un percorso di allontanamento di Atene dall'Euro. Rischierebbe di accendersi di nuovo la miccia del rischio sistemico, con un possibile nuovo effetto contagio sui mercati italiano e spagnolo”, avverte Luca Felli, responsabile investimenti obbligazionari e valutari di Anima SGR. “Se questo scenario negativo dovesse realizzarsi, il rendimento del Bund a 10 anni, che secondo noi, in base ai dati macroeconomici, troverebbe il suo tasso di equilibrio a quota 2,25/2,50%, potrebbe scendere sotto l'1 per cento. Anche il Btp tornerebbe sotto pressione”. Magari fin sopra il 7%, come a novembre del 2011. “Solo che allora, l'Italia si trovava ancora in un sentiero di crescita positiva, anche se lenta. Oggi siamo in recessione e, senza interventi urgenti per la crescita, i mercati potrebbero alzare il tiro e richiedere un premio al rischio più elevato, sia per l’Italia che per la Spagna”. Il 7%, dunque, potrebbe non essere il punto di arrivo. [...]

Le strategie del portafoglio con la divisa

Dal Mondo del 15 giugno 2012, n° 24, pag. 36-7

Fondi monetari in divisa estera. Panieri di valute esotiche. Certificates per scommettere al rialzo o al ribasso sul cambio euro/dollaro. Replicanti con effetto leva. Ma anche semplici obbligazioni sovranazionali emesse dalla Banca Europea per gli Investimenti e denominate in dollari americani, yen, franchi svizzeri, sterline, dollari australiani e neozelandesi, lire turche, zloty polacchi, corone svedesi o norvegesi e persino rand sudafricani o fiorini ungheresi. La scommessa valutaria non è soltanto materia da trader professionisti. Anche l'investitore retail può disporre di molti strumenti. Ciascuno, però, adatto a strategie e orizzonti temporali differenti.

Copertura. Al netto delle ipotesi catastrofiste, l'idea che la Moneta Unica, tra qualche mese, non esista più è quasi inimmaginabile. In molti, però, cercano una copertura contro un'eccessiva esposizione all'area euro. [...]

venerdì 15 giugno 2012

Protezione liquida, estate tranquilla

Dal Mondo dell'8 giugno 2012, n°23, pag. 36-8

Subito liquidi. Per trascorrere un'estate tranquilla, al riparo dagli scossono della crisi del debito del Vecchio Continente. Fino al 17 giugno, infatti, i mercati saranno ostaggio delle elezioni greche. Poi, a fine mese, il Consiglio Europeo potrebbe prendere una decisione definitiva su Atene (dentro o fuori dall'Unione?) e mettere nero su bianco un eventuale piano B o l'unione bancaria. Al di là delle molte ipotesi in campo, nessuno sa realmente cosa accadrà dopo. E molti investitori, memori del terribile agosto di un anno fa, si sono già defilati.Cercando un riparo dalle possibili scottature di Borsa e dagli sbalzi del Btp, con l'idea di attendere settembre per riposizionarsi. Non a caso, secondo Morningstar, i maggiori flussi europei del risparmio gestito sono stati convogliati, nel mese di aprile, su fondi monetari, per un totale di oltre 14 miliardi di euro, a fronte di una raccolta negativa per azionari, alternativi, prodotti specializzati su materie prime e obbligazioni convertibili. Le migliori opportunità si trovano, però, tra conti correnti e depositi ad alta remunerazione, pronti contro termine e libretti di risparmio, con rendimenti a 3 mesi fino al 4,2%. Ma è meglio scegliere con attenzione, tra vincoli, spese nascoste e privilegi” fiscali. Ecco come.[...]

venerdì 8 giugno 2012

I bond da sportello sfidano il Tesoro

Dal Mondo del 1 giugno 2012, n° 22, pag. 34-35

Prima o poi, dovranno tornare a camminare con le proprie gambe. Ritrovare la strada della raccolta all'ingrosso sul mercati internazionali. Resa ormai (quasi) inaccessibile da una fitta barriera di sfiducia sul destino delle periferie d'Europa. Le banche sono rimaste in piedi grazie alle stampelle della Banca Centrale Europea: attraverso le due aste di rifinanziamento a tre anni, il 21 dicembre e il 28 febbraio scorsi, gli istituti di credito italiani hanno incassato 255 miliardi di euro. Tra il 2012 e il 2014, però, andranno in scadenza emissioni bancarie per 335 miliardi. È vero che, nel frattempo, le banche continuano a fare raccolta sul retail, attraverso nuovi depositi e obbligazioni. E secondo la Banca d'Italia, avrebbero garanzie sufficienti per reperire, in tempi rapidi, prestiti per ulteriori 202 miliardi a Francoforte. “Ma senza un ritorno alla normalità, alla scadenza dei tre anni, il sistema bancario italiano non sarà in grado di rifinanziarsi a tassi sostenibili sui mercati”, prevede Riccardo Farisi, Responsabile Investimenti di SCM Sim: “sarà necessario prolungare le operazione di rifinanziamento a lungo termine”.

La situazione, insomma, è critica. Ci sono problemi di liquidità e anche di redditività. Ma secondo molti esperti, la solvibilità delle maggiori banche nostrane sembra essere fuori discussione. E ora gli investitori si chiedono se, sotto l'ombrello della Bce, tra i bond bancari si possano trovare delle buone occasioni. A prezzi scontati. [...]

Caccia aperta agli aristodividendi

Dal Mondo del 1 giugno 2012, n°22, pag 36


La prima regola di un buon investitore è non perdere, dice Warren Buffet. La seconda, è non dimenticare mai la prima regola. Un modo per declinare l'imperativo categorico del guru americano all'investimento azionario è scegliere società in grado di offrire un paracadute in fasi di forte turbolenza. Ad esempio selezionandole tra gli “aristocratici del dividendo”, titoli capaci di mantenere per molti anni una politica di cedole crescenti. “Le azioni che distribuiscono regolarmente i dividendi tendono ad avere performance mediamente superiori, a fronte di una minore volatilità”, spiega Daniel Roberts, gestore del fondo FF Global Dividend di Fidelity Worldwide Investment. [...]