lunedì 30 gennaio 2012

Duello nel Mediterraneo

Dal Mondo del 20 gennaio 2012, n°3, pag. 34-5

Falso allarme. La ghigliottina caduta venerdì 13 su nove Paesi dell'Eurozona per mano dell'agenzia Standard&Poor's non sembra aver innescato una nuova ondata di panico. Nonostante l'indigesta retrocessione dell'Italia in serie B (a BBB+), il downgrade di due livelli anche sulla Spagna (oggi A), e la perdita del massimo giudizio di affidabilità creditizia da parte di Francia e Austria. Dopo tutto, il clamore iniziale suscitato dalla decisione di S&P era, almeno in parte, ingiustificato, dato che, lo scorso 5 dicembre, l''agenzia di rating aveva posto in credit watch negativo, l'anticamera del declassamento, il giudizio sul debito sovrano di 15 Paesi dell'UE. Forse il merito dello scampato pericolo è anche della Banca Centrale Europa, intervenuta sul mercato secondario a supporto dei titoli periferici, in quale misura non è ancora noto. Ma, d'altra parte, i mercati hanno dimostrato di essere ben più celeri delle agenzie di rating nel sanzionare un peggioramento della crisi debitoria: i rendimenti dei titoli italiani e francesi già da tempo apparivano incompatibili con pagelle da, rispettivamente A+ e AAA.

Ciò che stupisce, semmai, è il diverso trattamento che i mercati riservano, ormai da qualche tempo, a Roma e Madrid. Vale la pena ricordare che per oltre un anno, a partire dalle avvisaglie di tempesta nella primavera del 2010, la Spagna ha costantemente pagato un sovrapprezzo rispetto all'Italia sul debito a dieci anni. [...]

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