martedì 24 gennaio 2012

Il giardinetto coltiva i fiori del rischio

Dal Mondo del 13 gennaio 2012, n°2, pagg. 32,33

Smontare il portafoglio. Isolare i singoli fattori di rischio. Ridefinire il peso di ogni elemento, in base alle prospettive di mercato. E costruire un nuovo giardinetto di investimenti, declinandi la regola aurea della diversificazione in base ai risk factor, ad esempio l'inflazione o l'andamento del ciclo economico, anziché, in modo tradizionale, per classi di attivo: mescolando azioni, obbligazioni, materie prime e valute. “Ciascuna asset class, individualmente, riflette l'esposizione a diversi fattori di rischio”, spiega la prof.ssa Barbara Alemanni, docente presso l'Università di Genova e lo SDA Bocconi: “il mercato azionario è influenzato, per esempio, dall'andamento del ciclo economico, dall'inflazione e dal rischio di credito”. Analogamente, la performance di un titolo obbligazionario è condizionata dalla variazione di spread, tassi d'interesse e prezzi al consumo. La logica conseguenza è che, diversificando per tipologia d'investimento, si produce una dispersione dei vari fattori di rischio tra le classi di attivo, che finisce per mascherare il peso complessivo di ciascun risk factor all'interno del portafoglio.

“Dato che il rendimento atteso di una certa classe di attivo si può scomporre in base al contributo dei diversi fattori di rischio sottostanti”, scrive Curtis Mewbourne, managing director di Pimco, “una diversificazione basata sui risk factors rappresenta il modo più efficiente per controllare il rischio”. Soprattutto se si considera che la correlazione tra le varie asset class è aumentata in modo strutturale nel corso degli anni, soprattutto dopo il 2008, mettendo in forse l'efficacia dei metodi di diversificazione tradizionali. [...]

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