martedì 28 febbraio 2012

Soldi - puntata del 26 febbraio 2012

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato di azioni dei Paesi emergenti, prospettive dei titoli di Stato italiani dopo il rally di inizio anno, 'supermercati online' di fondi e mutui di liquidità.

Guarda la puntata andata in onda domenica 26 febbraio su Odeon TV.
Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato
- Puntata del 26 febbraio 2012
- Puntata del 25 dicembre 2011
- Puntata del 4 dicembre 2011
- Puntata del 22 maggio 2011
- Puntata del 10 aprile 2011
- Puntata del 6 marzo 2011
- Puntata del 5 dicembre 2010
- Puntata del 15 marzo 2009
- Puntata del 18 gennaio 2009

lunedì 27 febbraio 2012

Rally emergente

Da Milano Finanza del 25 febbraio 2012

Europa in recessione. Forse più mite del previsto. Ma pur sempre recessione. Domanda interna in costante fermento. Non ancora sufficientemente solida, però, da compensare il terreno perso sul fronte delle esportazioni. Per i mercati emergenti, nel 2012, l'ago della bilancia potrebbe [...] Leggi

venerdì 24 febbraio 2012

Gioco doppio sul buy-back

Dal Mondo del 17 febbraio 2012, n° 7, pag 26-7

Occhi puntati su MPS, dopo che UniCredit, Intesa, Banco Popolare e Ubi Banca hanno già messo sul tavolo oltre 12 miliardi di euro, dedicati al riacquisto di obbligazioni proprie. Con un duplice obbiettivo: prima di tutto, realizzare laute plusvalenze, approfittando di prezzi ancora molto sotto la pari, per rafforzare i coefficienti patrimoniali; e intoltre rastrellare sul mercato un po' di titoli subordinati, molto onerosi e destinati, comunque, ad essere esclusi, a partire dal 2019, dal calcolo dei coefficienti patrimoniali (Core Tier 1), per effetto di Basilea III. Del resto, la liquidità non manca, non più, grazie ai 116 miliardi di euro prelevati dagli istituti di credito italiani presso lo sportello della Bce il 21 dicembre scorso. E con una nuova maxi-asta di rifinanziamento a tre anni prevista a fine mese. Ma se i vantaggi per le banche sono chiari, vale lo stesso per gli investitori? Ha fatto bene, chi ha aderito all'offerta? E come rispondere a nuove proposte di riacquisto del debito, date come probabili dagli operatori? Aderire o non aderire. Questo è il dilemma che i detentori dei 28 titoli richiamati dalle quattro banche italiane si sono posti, prima che, nei giorni scorsi, scadesse il termine dell'invito. Prima di spiegare quando, se e perché, può essere conveniente accettare un'offerta di riacquisto, occorre ricordare qual è la posta in gioco, partendo dai titoli Tier 1. [...]

Un credito tira l'altro e le aziende incassano sempre meno

Dal Mondo del 17 febbraio 2012, pag,49 n°7

“Avanti di questo passo, si rischia di tornare ai livelli del 2008”. Così Massimo Falcioni, Direttore Centrale Euler Hermes Italia, società del gruppo Allianz specializzata nel business dell'assicurazione crediti, commenta i risultati dell'ultimo Report sui mancati pagamenti delle imprese italiane, pubblicato in esclusiva dal Mondo. Il quarto trimestre dell'anno passato registra, infatti, un ulteriore peggioramento rispetto a quanto già osservato nel precedente semestre, portando la crescita dei mancati pagamenti, nel 2011, al 42% (era il 35% nel periodo gennaio-settembre). Si conferma, invece, il dato di tre mesi fa sull'aumento dell'importo medio non corrisposto, più 17%. “La situazione attuale non è ancora paragonabile, per gravità, al 2008-9, quando il fatturato inevaso aumentava ad un ritmo sconcertante, di settimana in settimana”, sottolineaq Falcioni. Ma il trend continua a peggiorare, anche per effetto delle drammatiche difficoltà di accesso al credito bancario con cui gran parte delle imprese italiane deve fare i conti. [...]

lunedì 20 febbraio 2012

Ubs non si fida delle battaglie geopolitiche e gioca in difesa

Da Milano Finanza del 18 febbraio 2012, pag. 9

Alleggerire la componente equity, privilegiando, semmai, azioni svizzere e inglesi, capaci di offrire un dividend yield prossimo al 4%, quasi doppio rispetto al mercato statunitense. Senza dimenticare, come sempre, le società esposte ai consumi dei mercati emergenti e al megatrend [...] Leggi

venerdì 17 febbraio 2012

Meno forti in divisa

Dal Mondo del 10 febbraio 2012, n°6, pag 17

Non esistono più le hard currencies. La fragilità dei fondamentali macro-economici delle maggiori potenze sviluppate, aggravata dalle politiche monetarie ultra-espansive, ha ormai incrinato, forse irrimediabilmente, il prestigio delle quattro “valute forti”: dollaro americano, euro, yen e sterlina. Ne ha indebolito l'attrattiva come riserve di valore. Lasciando più spazio a divise minori, i dollari australiano e canadese o le corone svedese e norvegese: destinate a guadagnare peso nelle casseforti delle banche centrali (emergenti e non solo), e a rafforzarsi, strutturalmente, rispetto ai quattro campioni in declino, proprio in virtù di fondamentali più solidi. Valentin Marinov, senior FX strategist di Citi non ha dubbi sull'esito della partita valutaria dei prossimi anni. Nel frattempo, l'euro potrebbe guadagnare qualche posizione rispetto al dollaro americano, spinto dai venti più favorevoli suscitati dal calo della tensione in Euro-zona. “Ma l'effetto sarà solo temporaneo”, avverte Marinov. [...]

lunedì 13 febbraio 2012

La casa cassaforte

Da Milano Finanza dell'11 febbraio 2012, pag.43

Quasi introvabili allo sportello. Sempre più cari, in linea con il trend di mercato. Eppure i mutui di liquidità sembrano sopravvivere alla stretta creditizia che attanaglia il credito bancario da alcuni mesi. Fatto non del tutto scontato visto che si tratta di finanziamenti [...] Leggi [...]

venerdì 10 febbraio 2012

Market di nicchia per i fondi online

Dal Mondo del 3 febbraio 2012, pag.28-9

Fare la spesa al supermarket significa avere più scelta, orari flessibili e prezzi scontati. Vale anche per i fondi comuni d'investimento. Con la differenza che non si corre neppure il rischio di fare qualche rinuncia sul piano della qualità. Sulle piattaforme online dedicate al risparmio gestito, infatti, si possono trovare, accanto ai fondi venduti dalle Sgr di derivazione bancaria, centinaia di altri prodotti: proposti dalle più blasonate case d'investimento americane o da piccole ma prestigiose boutique specializzate; in ogni caso, spesso introvabili sugli “scaffali” della propria banca. E, non di rado, anche nei palazzi austeri e lucidi delle maggiori strutture di private banking. Eppure, quello dei supermercati di fondi rimane un mercato di nicchia. Un po', forse, perché nato sotto una cattiva stella: nel 2000, proprio alla vigilia dello scoppio della bolla dot.com. Un po', perché accessibile esclusivamente online, in un'Italia che le statistiche ufficiali collocano agli ultimi posti, tra i Paesi sviluppati, in tema di digital divide ed educazione finanziaria. Tuttavia, a partire dal 2005, qualcosa è cambiato. [...]

Il Tesoro debutta a marzo con il Btp sul Web

Dal Mondo del 3 febbraio 2012, n°5, pag. 29

Taglio minimo, 1000 euro. Durata: tre anni. Rendimento indicizzato all'inflazione. É l'identikit del nuovo Btp retail che per la prima volta sarà collocato dal Tesoro direttamente sul Mot di Borsa Italiana, entro i primi 10 giorni di marzo. I risparmiatori potranno, quindi, prenotarlo in asta attraverso le piattaforme di trading online, senza passare per l'intermediazione della banca presso cui hanno il conto titoli. Qual è la novità? Attualmente, gli investitori retail possono convogliare i propri ordini di acquisto solo attraverso il canale bancario [...]

lunedì 6 febbraio 2012

Carmignac guarda ai bond di Thailandia e Indonesia

Da Milano Finanza del 4 febbraio 2012, pag.35

"Fortunatamente Trichet se n'è andato. E ora la situazione sta migliorando". Non usa mezzi termini Rose Ouahba, capo del team obbligazionario di Carmignac gestion, con responsabilità su 23 miliardi di attivi gestiti dalla boutique francese nel solo reddito fisso. Al [...] Leggi

venerdì 3 febbraio 2012

Tempeste e siccità? Raccolti più ricchi

Dal Mondo del 27 gennaio 2012, n°4, pag 36-7

Adesso la Niña fa meno paura. Per alcune settimane, il fenomeno atmosferico che, in media ogni 3-5 anni, porta siccità nel sud dell'America Latina e un aumento delle precipitazioni nell'area settentrionale del continente e in Asia, ha minacciato la produzione agricola in Argentina e Brasile: rispettivamente, secondo esportatore di mais e secondo produttore di semi di soia su scala globale. Non è un caso se, tra la metà di dicembre e i primi di gennaio, il prezzo del granoturco, per i contratti in scadenza a marzo del 2012, ha compiuto un vero e proprio rally, da 5,79 a 6,58 dollari per bushel (unità di misura equivalente a circa 25 chili, guadagnando oltre 13 punti percentuali in meno di tre settimane: la siccità stava mettendo a rischio la stagione dei raccolti, solleticando, al tempo stesso, la sete degli investitori.

Poi, il 12 gennaio, la svolta. L'USDA, il dipartimento statunitense per l'agricoltura, pubblica le stime sui raccolti della stagione 2011-2: meno danni del previsto nelle pampas argentine e sui campi di soia brasiliani; produzione in aumento negli Stati Uniti, in Russia, Ucraina ed Unione Europea. Ovvero: scorte più elevate rispetto alle stime precedenti. E consequente crollo delle quotazioni di frumento e mais: giù di quasi 10 punti percentuali in sette giorni. “La possibilità di vedere prezzi più alti, in primavera, permane, se le condizioni climatiche in Argentina, Uruguay e parte del Brasile rimangono avverse”, segnala, tuttavia, Ralf Oberbannscheidt, gestore del fondo DWS Invest Agribusiness. Non solo. [...]