lunedì 28 maggio 2012

Quei super high yield

Da Milano Finanza del 26 maggio 2012, pag 39

La Grecia rischia molto. Gli esperti di Bny Mellon attribuiscono all'ipotesi che Atene esca dall'euro nei prossimi tre o sei mesi una probabilità variabile tra il 30 e il 70%. Con esiti imprevedibili, più per un possibile effetto domino incontrollato, che per l'esposizione diretta al [...] Leggi

venerdì 25 maggio 2012

L'Europa fa i conti con il contagio delle sue banche

Dal Mondo del 18 maggio 2012, n°20, pag. 36-7

Stupisce che da metà marzo ad oggi, in concomitanza con l'esplosione del bubbone spagnolo, le banche europee abbiano ceduto un quarto del proprio valore, triplicando le perdite rispetto all'Eurostoxx 600? No di certo. Gli investitori sanno che oggi acquistare titoli bancari significa comprare esposizione ai debiti sovrani. E non serve l'ennesimo declassamento annunciato, questa volta per mano di Moody's a danno di 26 istituti di credito italiani, a ricordare ciò che, verosimilmente, il mercato sconta da alcune settimane: il rallentamento del ciclo economico nella perfieria del Vecchio Continente, la crescita dei crediti problematici e la necessità di aumentare gli accantonamenti in vista di possibili perdite. L'emergenza numero uno per le banche restano, però, i titoli dei Paesi periferici, di cui le casseforti di molti istituti di credito ribollivano già nel 2011. Con i due maxi rifornimenti di liquidità offerti dalla Bce a basso costo, l'intossicazione si è aggravata: gli istituti di credito italiani e spagnoli, come si chiedeva loro di fare, hanno aumentato gli acquisti sui titoli governativi domestici. Risultato: mentre al 31 dicembre, l'esposizione delle banche italiane al settore pubblico ammontava a 272 miliardi di euro, il 10% delle attività complessive (di cui 211 miliardi in titoli di Stato), nei primi due mesi dell'anno il conto si è appesantito di altri 45 miliardi. Le banche di Madrid hanno fatto anche di più. Logico, quindi, [...]

Gli intelligenti sono più attivi

Dal Mondo del 18 maggio 2012, n°20, pag 52

Meglio uno strumento “passivo”, a costi contenuti ma incapace di sovraperformare il paniere di riferimento o, piuttosto, un fondo a gestione attiva, più caro ma, se il gestore è bravo, in grado di battere il mercato? Una possibile soluzione a questo dilemma dell'investitore si trova negli ETF “intelligenti”: prodotti quotati, come gli altri Exchange Traded Fund, ma costruiti in modo da incorporare una strategia “attiva”. “Possono essere un buon compromesso, perché permettono di evidenziare fattori di rischio e opportunità d'investimento non identificabili nei tradizionali indici basati sulla capitalizzazione di mercato. Al tempo stesso”, sintetizza Danilo Verdecanna, Managing Director di State Street Global Advisors Italy, “costano meno dei fondi a gestione attiva e possono essere scambiati in Borsa come le azioni”. [...]

martedì 22 maggio 2012

Soldi - puntata del 20 maggio 2012

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato delle prospettive dei mercati azionari americano e tedesco, della situazione delicatissima in cui si trovano le banche europee e della reazione al peggioramento della crisi debitoria da parte dei mercati emergenti.

Guarda la puntata andata in onda domenica 20 maggio su Odeon TV.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato
- Puntata del 20 maggio 2012
- Puntata del 6 aprile 2012
- Puntata del 26 febbraio 2012
- Puntata del 25 dicembre 2011
- Puntata del 4 dicembre 2011
- Puntata del 22 maggio 2011
- Puntata del 10 aprile 2011
- Puntata del 6 marzo 2011
- Puntata del 5 dicembre 2010
- Puntata del 15 marzo 2009
- Puntata del 18 gennaio 2009

lunedì 21 maggio 2012

Portafogli potenziati

 Da Milano Finanza del 19 maggio 2012, pag. 27

Puoi portare un cavallo al fiume, recita un vecchio proverbio, ma non puoi costringerlo a bere. Le banche centrali, dopo aver immesso sul mercato un'enorme quantità di denaro, non hanno a disposizione strumenti efficaci per far filtrare la liquidità all'economia reale, sotto forma di [...] Leggi

venerdì 18 maggio 2012

Usa in stand-by ma Wall Street è pronta a volare

Dal Mondo dell'11 aprile 2012, n° 19, pag 44-5

Brutto il dato sui nuovi occupati in America. Deludente, ad aprile, l'indice dei servizi. Così come il Pil del primo trimestre, in espansione del 2,2% contro il 3% di fine 2011 e comunque meno delle attese. Nel paniere di notizie macroeconomiche appena giunto dagli Stati Uniti, solo l'indice ISM manifatturiero ha sorpreso i mercati positivamente. La borsa americana, affaticata da un lungo sprint, capace di spingere l'S&P500 a quota 1419, solo 9,3 punti percentuali sotto i massimi dell'ottobre 2007, sembra ora vivere una fase interlocutoria. Così, mentre l'Europa, impantanata nella crisi debitoria, sperimenta nuovi equilibri dopo le elezioni in Francia e Grecia, gli investitori cercano lumi per capire se la piazza americana offra prospettive più incoraggianti. Partendo da due interrogativi. Il primo riguarda la sostenibilità della crescita a stelle e strisce, che gli esperti collocano nella forbice tra il 2 e il 2,5% per il 2012 e la prima metà del 2013. Troppo fiacca per consentire un sostanziale assorbimento della disoccupazione, ancora sopra l'8%. Necessario, a sua volta, per ridare fiato ad un Paese che vive di consumi interni per il 70% del Pil. [...]

mercoledì 16 maggio 2012

La marcia tedesca

Da Milano Finanza del 12 maggio 2012, pag. 29

Proprio mentre Spagna e Italia tornano a fare i conti con la febbre da spread e i mercati si interrogano sull'esito delle elezioni francesi, Berlino continua a troneggiare sul Vecchio continente. Basta guardare alla bilancia commerciale tedesca che a marzo ha registrato un surplus di 13,7 [...] Leggi

venerdì 11 maggio 2012

L'Asia adesso può resistere alle debolezze dell'Europa

Dal Mondo dell'11 maggio 2012, b°18, pag. 31

Facile trovarsi d'accordo sulle potenzialità di crescita dell'Asia nel lungo termine. Difficile negare che le tendenze strutturali in materia di consumi, urbanizzazione, infrastrutture, demografia giochino a favore di quel continente. Ma gli investitori vogliono anche sapere, ad esempio, cosa succederà ai mercati asiatici se le tensioni in Europa dovessero proseguire, terminata l'euforia da sbornia di liquidità del primo trimestre. Le azioni emergenti, affossate, lo scorso anno, dalla fase più difficile della crisi debitoria, saranno in grado, questa volta, di resistere ad una nuova, eventuale, onda d'urto? “Sì, per due ragioni”, spiega Bill Sung, ceo di Absolute Asia AM, boutique della galassia Natixis Global A.M, specializzata nei mercati asiatici. “Oggi l'economia americana appare più solida di un anno fa e, quindi, capace di compensare la debolezza del Vecchio Continente”.[...]

venerdì 4 maggio 2012

Paure Argentine

Dal Mondo del 27 aprile 2012, n° 17, pag. 26-7

"Nessuna persona sana di mente investirebbe in un Paese che espropria gli investimenti". Le parole con cui Felipe Calderon, presidente del Messico, ha commentato la decisione di Cristina Kirchner di nazionalizzare il 51% di YPF ai danni della spagnola Repsol, spiegano meglio di ogni altra la situazione in cui si trova l'Argentina, già indebolita da una cronica difficoltà di accesso al mercato dei capitali: quella di chi, trovandosi sull'orlo del precipizio, improvvisamente scivola. Non è un caso se le agenzie di rating hanno subito messo sotto osservazione il giudizio sul Paese sudamericano e i credit default swap, contratti derivati che esprimono il costo di assicurazione contro il rischio di fallimento di un emittente, sono risaliti in pochi giorni sopra quota 1000, avvicinando Buenos Aires al podio dei tre debitori sovrani più rischiosi al mondo, Grecia, Cipro e Portogallo. Intanto, a distanza di pochi giorni, Repsol ha già pagato lo sfregio dell'esproprio con un crollo in borsa di circa 15 punti percentuali. E ora molti investitori guardano con preoccupazione alle sorti delle società quotate a Piazza Affari che operano nel Paese sudamericano. [...]