venerdì 29 giugno 2012

Bond di sportelli e scaffali inglesi

Dal Mondo del 22 giugno 2012, n°25, pag. 38

Oltre le elezioni greche. Qualunque sia il destino del governo di coalizione, una cosa è certa. L' Austerity dura e pura ha fallito. Ad Atene come altrove. “Ora dovranno cercare di inflazionare il debito pubblico. E se non funzionerà, faremo i conti con nuovi default”. Chris Bowie, Head of Credit di Ignis AM, è uno di coloro che, osservando il Vecchio Continente dal Regno Unito, non escludono l'implosione della Moneta Unica. Non che Londra goda di ottima salute. Anzi: è appena entrata in una recessione tecnica; ha accumulato un debito pari all'85% del Pil. “E se includiamo il programma Pfi, un'iniziativa per finanziare la spesa pubblica attraverso il contributo del settore privato, che permette, con un trucco contabile, di “nascondere” una parte del debito, arriviamo al 100%. A differenza dell'Eurozona, però”, spiega Bowie, “Il Regno Unito dispone di politica monetaria e valuta indipendenti. É per questo che Londra mantiene la tripla A. In ogni caso, anche Francoforte sarà costretta a stampare moneta, rinunciando al suo target d'inflazione”. [...]

venerdì 22 giugno 2012

Btp corti e bond bancari

Dal Mondo del 15 giugno 2012, n°24, pag. 39

Vincere o morire. Domenica 17 giugno si giocherà una battaglia decisiva per le sorti della Grecia. L'unica certezza è che il verdetto dei mercati potrebbe essere durissimo. “Se dovessero prevalere le forze della sinistra radicale di Syriza, contrario al piano di salvataggio Ue-Fmi, inizierebbe un percorso di allontanamento di Atene dall'Euro. Rischierebbe di accendersi di nuovo la miccia del rischio sistemico, con un possibile nuovo effetto contagio sui mercati italiano e spagnolo”, avverte Luca Felli, responsabile investimenti obbligazionari e valutari di Anima SGR. “Se questo scenario negativo dovesse realizzarsi, il rendimento del Bund a 10 anni, che secondo noi, in base ai dati macroeconomici, troverebbe il suo tasso di equilibrio a quota 2,25/2,50%, potrebbe scendere sotto l'1 per cento. Anche il Btp tornerebbe sotto pressione”. Magari fin sopra il 7%, come a novembre del 2011. “Solo che allora, l'Italia si trovava ancora in un sentiero di crescita positiva, anche se lenta. Oggi siamo in recessione e, senza interventi urgenti per la crescita, i mercati potrebbero alzare il tiro e richiedere un premio al rischio più elevato, sia per l’Italia che per la Spagna”. Il 7%, dunque, potrebbe non essere il punto di arrivo. [...]

Le strategie del portafoglio con la divisa

Dal Mondo del 15 giugno 2012, n° 24, pag. 36-7

Fondi monetari in divisa estera. Panieri di valute esotiche. Certificates per scommettere al rialzo o al ribasso sul cambio euro/dollaro. Replicanti con effetto leva. Ma anche semplici obbligazioni sovranazionali emesse dalla Banca Europea per gli Investimenti e denominate in dollari americani, yen, franchi svizzeri, sterline, dollari australiani e neozelandesi, lire turche, zloty polacchi, corone svedesi o norvegesi e persino rand sudafricani o fiorini ungheresi. La scommessa valutaria non è soltanto materia da trader professionisti. Anche l'investitore retail può disporre di molti strumenti. Ciascuno, però, adatto a strategie e orizzonti temporali differenti.

Copertura. Al netto delle ipotesi catastrofiste, l'idea che la Moneta Unica, tra qualche mese, non esista più è quasi inimmaginabile. In molti, però, cercano una copertura contro un'eccessiva esposizione all'area euro. [...]

venerdì 15 giugno 2012

Protezione liquida, estate tranquilla

Dal Mondo dell'8 giugno 2012, n°23, pag. 36-8

Subito liquidi. Per trascorrere un'estate tranquilla, al riparo dagli scossono della crisi del debito del Vecchio Continente. Fino al 17 giugno, infatti, i mercati saranno ostaggio delle elezioni greche. Poi, a fine mese, il Consiglio Europeo potrebbe prendere una decisione definitiva su Atene (dentro o fuori dall'Unione?) e mettere nero su bianco un eventuale piano B o l'unione bancaria. Al di là delle molte ipotesi in campo, nessuno sa realmente cosa accadrà dopo. E molti investitori, memori del terribile agosto di un anno fa, si sono già defilati.Cercando un riparo dalle possibili scottature di Borsa e dagli sbalzi del Btp, con l'idea di attendere settembre per riposizionarsi. Non a caso, secondo Morningstar, i maggiori flussi europei del risparmio gestito sono stati convogliati, nel mese di aprile, su fondi monetari, per un totale di oltre 14 miliardi di euro, a fronte di una raccolta negativa per azionari, alternativi, prodotti specializzati su materie prime e obbligazioni convertibili. Le migliori opportunità si trovano, però, tra conti correnti e depositi ad alta remunerazione, pronti contro termine e libretti di risparmio, con rendimenti a 3 mesi fino al 4,2%. Ma è meglio scegliere con attenzione, tra vincoli, spese nascoste e privilegi” fiscali. Ecco come.[...]

venerdì 8 giugno 2012

I bond da sportello sfidano il Tesoro

Dal Mondo del 1 giugno 2012, n° 22, pag. 34-35

Prima o poi, dovranno tornare a camminare con le proprie gambe. Ritrovare la strada della raccolta all'ingrosso sul mercati internazionali. Resa ormai (quasi) inaccessibile da una fitta barriera di sfiducia sul destino delle periferie d'Europa. Le banche sono rimaste in piedi grazie alle stampelle della Banca Centrale Europea: attraverso le due aste di rifinanziamento a tre anni, il 21 dicembre e il 28 febbraio scorsi, gli istituti di credito italiani hanno incassato 255 miliardi di euro. Tra il 2012 e il 2014, però, andranno in scadenza emissioni bancarie per 335 miliardi. È vero che, nel frattempo, le banche continuano a fare raccolta sul retail, attraverso nuovi depositi e obbligazioni. E secondo la Banca d'Italia, avrebbero garanzie sufficienti per reperire, in tempi rapidi, prestiti per ulteriori 202 miliardi a Francoforte. “Ma senza un ritorno alla normalità, alla scadenza dei tre anni, il sistema bancario italiano non sarà in grado di rifinanziarsi a tassi sostenibili sui mercati”, prevede Riccardo Farisi, Responsabile Investimenti di SCM Sim: “sarà necessario prolungare le operazione di rifinanziamento a lungo termine”.

La situazione, insomma, è critica. Ci sono problemi di liquidità e anche di redditività. Ma secondo molti esperti, la solvibilità delle maggiori banche nostrane sembra essere fuori discussione. E ora gli investitori si chiedono se, sotto l'ombrello della Bce, tra i bond bancari si possano trovare delle buone occasioni. A prezzi scontati. [...]

Caccia aperta agli aristodividendi

Dal Mondo del 1 giugno 2012, n°22, pag 36


La prima regola di un buon investitore è non perdere, dice Warren Buffet. La seconda, è non dimenticare mai la prima regola. Un modo per declinare l'imperativo categorico del guru americano all'investimento azionario è scegliere società in grado di offrire un paracadute in fasi di forte turbolenza. Ad esempio selezionandole tra gli “aristocratici del dividendo”, titoli capaci di mantenere per molti anni una politica di cedole crescenti. “Le azioni che distribuiscono regolarmente i dividendi tendono ad avere performance mediamente superiori, a fronte di una minore volatilità”, spiega Daniel Roberts, gestore del fondo FF Global Dividend di Fidelity Worldwide Investment. [...]



lunedì 4 giugno 2012

Ubs, è l'ora dei consumi

Da Milano Finanza del 2 giugno 2012, pag. 27

In India, solo il 2% delle famiglie possiede un condizionatore d'aria. In Indonesia, il 92% non ha un personal computer. Intanto, però, a Pechino e Nuova Delhi il reddito disponibile cresce a un ritmo del 10/12% l'anno e tra il 2010 e il 2015, la classe media del continente asiatico è [...] Leggi

venerdì 1 giugno 2012

Gioco d'anticipo sui destini di euro e Grecia

Dal Mondo del 25 maggio 2012, n° 21, pag. 34-5

Ritorno alla Dracma e svalutazione competitiva. Corsa agli sportelli. Iperinflazione e tassi alle stelle. Una nuova ristrutturazione del debito. Crisi di liquidità del sistema bancario. E il rischio di fallimento per molti istituti di credito. Se dopo le elezioni del prossimo 17 giugno non si dovesse trovare né una maggioranza parlamentare in grado di portare a termine gli impegni assunti con l'Europa, né un accordo con la fronda rigorista dell'UE per rinegoziare il piano di salvataggio, la conseguenza potrebbe essere una sola: l'uscita della Grecia dall'euro. Secondo molti operatori, l'ipotesi sconta ormai probabilità molto elevate, dal 30 al 70 per cento. E potrebbe verificarsi persino prima dell'appuntamento elettorale. A fronte di un costo complessivo per l'Eurozona stimato in mille miliardi di dollari. Gli investitori, però, si chiedono soprattutto quali ripercussioni possa avere quello scenario sui proprio risparmi. E come riposizionare il portafoglio in tempo utile per non essere travolti dall'effetto domino. L'unica certezza è che l'esposizione diretta dei risparmiatori italiani alla Grecia è molto limitata. Come ha raccontato una recente inchiesta del Mondo (I Sirtaki bond pesano sul retail, N°10, pag. 28-9), fondi comuni, polizze assicurative e fondi pensione sono investiti in titoli di debito greco in percentuali marginali, nell'ordine dello zero virgola. Il possesso diretto di titoli di Atene da parte dei risparmiatori privati è trascurabile. Le banche italiane sono esposte per 1,7 miliardi di euro: lo 0,2% della posizione estere. I dubbi si concentrano, semmai, sul rischio contagio. [...]