venerdì 1 giugno 2012

Gioco d'anticipo sui destini di euro e Grecia

Dal Mondo del 25 maggio 2012, n° 21, pag. 34-5

Ritorno alla Dracma e svalutazione competitiva. Corsa agli sportelli. Iperinflazione e tassi alle stelle. Una nuova ristrutturazione del debito. Crisi di liquidità del sistema bancario. E il rischio di fallimento per molti istituti di credito. Se dopo le elezioni del prossimo 17 giugno non si dovesse trovare né una maggioranza parlamentare in grado di portare a termine gli impegni assunti con l'Europa, né un accordo con la fronda rigorista dell'UE per rinegoziare il piano di salvataggio, la conseguenza potrebbe essere una sola: l'uscita della Grecia dall'euro. Secondo molti operatori, l'ipotesi sconta ormai probabilità molto elevate, dal 30 al 70 per cento. E potrebbe verificarsi persino prima dell'appuntamento elettorale. A fronte di un costo complessivo per l'Eurozona stimato in mille miliardi di dollari. Gli investitori, però, si chiedono soprattutto quali ripercussioni possa avere quello scenario sui proprio risparmi. E come riposizionare il portafoglio in tempo utile per non essere travolti dall'effetto domino. L'unica certezza è che l'esposizione diretta dei risparmiatori italiani alla Grecia è molto limitata. Come ha raccontato una recente inchiesta del Mondo (I Sirtaki bond pesano sul retail, N°10, pag. 28-9), fondi comuni, polizze assicurative e fondi pensione sono investiti in titoli di debito greco in percentuali marginali, nell'ordine dello zero virgola. Il possesso diretto di titoli di Atene da parte dei risparmiatori privati è trascurabile. Le banche italiane sono esposte per 1,7 miliardi di euro: lo 0,2% della posizione estere. I dubbi si concentrano, semmai, sul rischio contagio. [...]

Nessun commento:

Posta un commento