venerdì 8 giugno 2012

I bond da sportello sfidano il Tesoro

Dal Mondo del 1 giugno 2012, n° 22, pag. 34-35

Prima o poi, dovranno tornare a camminare con le proprie gambe. Ritrovare la strada della raccolta all'ingrosso sul mercati internazionali. Resa ormai (quasi) inaccessibile da una fitta barriera di sfiducia sul destino delle periferie d'Europa. Le banche sono rimaste in piedi grazie alle stampelle della Banca Centrale Europea: attraverso le due aste di rifinanziamento a tre anni, il 21 dicembre e il 28 febbraio scorsi, gli istituti di credito italiani hanno incassato 255 miliardi di euro. Tra il 2012 e il 2014, però, andranno in scadenza emissioni bancarie per 335 miliardi. È vero che, nel frattempo, le banche continuano a fare raccolta sul retail, attraverso nuovi depositi e obbligazioni. E secondo la Banca d'Italia, avrebbero garanzie sufficienti per reperire, in tempi rapidi, prestiti per ulteriori 202 miliardi a Francoforte. “Ma senza un ritorno alla normalità, alla scadenza dei tre anni, il sistema bancario italiano non sarà in grado di rifinanziarsi a tassi sostenibili sui mercati”, prevede Riccardo Farisi, Responsabile Investimenti di SCM Sim: “sarà necessario prolungare le operazione di rifinanziamento a lungo termine”.

La situazione, insomma, è critica. Ci sono problemi di liquidità e anche di redditività. Ma secondo molti esperti, la solvibilità delle maggiori banche nostrane sembra essere fuori discussione. E ora gli investitori si chiedono se, sotto l'ombrello della Bce, tra i bond bancari si possano trovare delle buone occasioni. A prezzi scontati. [...]

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