venerdì 20 luglio 2012

Consulenti, indipendenti ma scontenti (senza albo)

Dal Mondo del 13 luglio 2012, n°28, pag.58-9

Di per sé, la firma del decreto sui requisiti delle società di consulenza finanziaria indipendente è solo un altro, piccolo, passo in avanti verso l'agognata creazione dell'Albo. I cui cantieri, aperti quattro anni fa, sono rimasti a lungo praticamente fermi. Ma il fatto che in una fase così delicata dell'azione di governo, tra emergenze e priorità di ben altra natura, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, abbia trovato tempo e modo per sottoscrivere il documento, viene letto da molti come il segnale che il governo sia deciso a prendere in mano la questione e andare fino in fondo.

DUE PASSAGGI. Presumibilmente, entro maggio del 2013, termine naturale della legislatura. Intanto, il 29 maggio, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Ora manca solo l'atto di creazione dell'Albo. Solo a quel punto sarà finalmente chiara la natura dei controlli interni e degli adempimenti cui dovranno sottoporsi le società di consulenza finanziaria indipendente. Noi siamo a disposizione per fornire il nostro contributo”, spiega Zeno D'Acquarone, presidente di Ascosim, l'associazione che riunisce 19 Sim di pura consulenza. Alla nascita dell'Albo dei consulenti indipendenti mancano, però, ancora due passaggi: il decreto di nomina dei membri dell'Organismo di vigilanza e lo stanziamento delle risorse necessarie per renderlo operativo: circa un milione e mezzo di euro, secondo stime non ufficiali. “Non è una grossa somma, ma, in ogni caso, la questione potrebbe essere aggirata trasferendo la fase di start up dell'Albo in seno alla Consob, che, in questo caso, si accollerebbe i costi iniziali”, spiega Luca Mainò, membro del consiglio direttivo di Nafop, una delle due associazioni di categoria. [...]

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