venerdì 20 luglio 2012

L'euro arroventa l'estate

Dal Mondo del 13 luglio 2012, n° 28, pag. 34-6   - COVERSTORY -

È l'ora del tasso zero. Anche in l'Europa. Lo scorso 5 luglio, per la prima volta nella storia della Moneta Unica, Mario Draghi ha spinto il costo del denaro sotto la soglia dell'1%, a 75 punti base, tagliando di 25 punti anche la remunerazione dei depositi delle banche europee presso la Bce: zero tondo. La reazione immediata dei mercati è stata fredda. Gelida. Forse gl operatori si aspettavano di più. Un taglio più deciso o una qualche apertura in direzione di una terza operazione di rifinanziamento a lungo termine. O forse, piuttosto, le parole di Draghi hanno dato corpo e peso a quanto gli operatori già sapevano: la congiuntura economica sta peggiorando. Messaggio amplificato dall'azione di altre due Bance Centrali, il secondo taglio dei tassi in un mese da parte della Banca Popolare Cinese e l'ampliamento del programma di Quantitative Easing (iniezione di liquidità attraverso l'acquisto di titoli di Stato) della Bank of England. I numeri sull'occupazione americana e il superindice Ocse di maggio hanno ribadito il concetto. Due dita nella piaga del rallentamento globale. Così, il tentativo di rimbalzo avviato a fine giugno si è trasformato, quasi subito, in una falsa partenza. Ma l'Eurogruppo di lunedì 9 ha di nuovo sparigliato le carte. É arrivata la conferma dello scudo anti-spread, con un accordo tecnico tra fondo-Salva Stati e la Bce, cui spetterà il ruolo di agente nell'acquisto dei bond sotto pressione sul mercato secondario. La Spagna ha ottenuto un anno in più per riportare il deficit sotto il 3% e, soprattutto, l'impegno dell'Europa a staccare subito, entro fine mese, un primo assegno da 30 miliardi per il salvataggio delle banche spagnole, i cui dettagli verranno messi nero su bianco in occasione di un vertice straordinario il prossimo 20 luglio. Le altre decisioni [...]

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