venerdì 3 agosto 2012

Conti in tasca al rischio bonos

Dal Mondo del 27 luglio n°30, pag. 28-30

Lacrime e sangue a Madrid. Tra le pieghe del nuovo piano di austerità negoziato da Mariano Rajoy con l'Unione Europea. E sui volti dei manifestanti coinvolti nei durissimi scontri di piazza con le forze dell'ordine durante le proteste contro i tagli da 65 miliardi decisi dal governo. Alla vigilia del vertice straordinario di venerdì 20 luglio, la situazione sui mercati era già molto tesa. Complici, forse, le dichiarazioni di Draghi sul possibile coinvolgimento dei titoli bancari senior nei processi di ristrutturazione delle banche spagnole. L'allarme lanciato da Cristobal Montoro, ministro spagnolo del bilancio, l'ha resa incandescente. “La Spagna non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito”. A nulla è servita la firma europea dell'assegno da 100 miliardi intestato alle banche spagnole, di cui 30 subito disponibili. Per i mercati era già cosa fatta. Nessuna sopresa positiva è arrivata. Lasciando che, ancora una volta, gli elementi di incertezza apparissero più nitidi dei progressi compiuti nelle ultime settimane. Appannati dalla notizia che, dopo Valencia, anche Murcia e forse altre regioni chiederanno sostegno finanziario al governo centrale. E il bilancio sul fronte disoccupazione è destinato ad aggravarsi, verso quota 24,6%. Inevitabile l'impatto sul rendimento del decennale spagnolo, salito fino al record di 7,50 punti percentuali: tanto da alimentare i timori di una deriva simile a quelle irlandese e portoghese. [...]

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