venerdì 28 settembre 2012

Scommettiamo sulla Bce?

Dal Mondo del 21 settembre 2012, n°36, pag. 32-4. ù

A vele spiegate ancora per un po’. Sfruttando il vento favorevole, finché dura. Quattro folate di ottimismo hanno rasserenato l’umore dei mercati nella prima metà di settembre. La conferma che Mario Draghi è pronto a mettere in campo l’artiglieria pesante, con interventi potenzialmente illimitati sul mercato secondario, anche se condizionati ad una formale richiesta di aiuto da parte dei Paesi in difficoltà e al rispetto degli impegni sottoscritti in tema di risanamento dei conti pubblici. Il nulla osta della Corte Tedesca all'entrata in vigore del fondo salva-Stati, a patto che il contributo della Germania non superi il tetto di 190 miliardi (corrispondenti all’attuale partecipazione di Berlino al fondo) oltre il quale ogni intervento richiederà l’approvazione del Bundestag. L'esito delle elezioni olandesi, favorevole ai partiti pro-euro. E la terza maxi iniezione di liquidità targata Federel Reserve, con l’impegno di acquistare 40 miliardi di titoli garantiti da mutui, ogni mese, fino ad obbiettivo raggiunto: la ripresa di un mercato del lavoro in asfissia ormai cronica, dopo 43 mesi di disoccupazione sopra l’8%.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: lo slancio innescato il 26 luglio dal discorso di Draghi sull'irreversibilità dell'euro è proseguito spingendo lo spread btp-bund a quota 330 punti base. Le banche italiane hanno recuperato 56 punti percentuali in 6 settimane. Il Ftse Italia ha fatto +30%, seguito dal paniere europeo, +21%. Un copione già visto durante il rally di inzio anno: figlio delle due operazioni di rifinanziamento a lungo termine varate dalla Bce, ma rivelatosi, ben presto, poco più di un fuoco fatuo. E ora gli investitori si chiedono se la nuova fase di euforia poggi su basi più solide o abbia, al contrario, vita breve. [...]

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