venerdì 16 novembre 2012

L'Europa resta la grande malata

Dal Mondo del 9 novembre 2012, n°41, pag. 30

Via al countdown. Gli Stati Uniti hanno un nuovo Presidente e poche settimane per trovare un accordo al fotofinish che traghetti il Paese oltre il Precipizio Fiscale: un mix esplosivo più-tasse-meno-spese che, in assenza di un compromesso risolutivo tra Democratici e Repubblicani, prenderà forma il primo gennaio, rischiando di far scivolare la maggiore potenza economica mondiale in un sentiero di crescita negativa. Con esiti prevedibili sui mercati azionari (forti correzioni) e incerti per i rendimenti decennali dei Treasury: inchiodati all’1,7% e sempre più dissonanti rispetto al progressivo deterioramento dello scenario, sul piano fiscale. “La Federal Reserve è totalmente focalizzata sul mantenimento dei tassi ai minimi. Continuerà ad agire di conseguenza e non mi aspetto, per adesso, una correzione significativa nei prezzi dei governativi americani. Non dimentichiamo che il Dollaro è ancora la principale valuta di riserva delle banche centrali. Tuttavia”, precisa Chris Iggo, CIO Global Fixed Income di AXA Investment Managers, “in assenza di segnali concreti della volontà di risolvere strutturalmente la questione fiscale, il premio per il rischio aumenterà”. [...]

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