venerdì 21 dicembre 2012

Brasile, Russia e India per puntare sulla Cina

Dal Mondo del 14 dicembre 2012, n°48, pag. 47

“É il momento di un'incursione nei Bric”. Marteen-Jan Bakkum, senior strategist di Ing Investment Management per i mercati emergenti è convinto che, dopo un lungo periodo di disaffezione da parte degli investitori alle azioni dei maggiori Paesi in via di sviluppo (5 trimestri consecutivi di deflussi netti) i segnali di ripresa sul fronte cinese giustifichino un cauto riposizionamento. Dopo 13 mesi, infatti, l'industria manifatturiera cinese è tornata a crescere: l'indice Pmi di settore calcolato da Hsbc è risalito a novembre sopra i 50 punti base che separano l'espansione dalla contrazione economica. In ottobre, l'export di Pechino ha mostrato segni di risveglio. Quanto basta, secondo Bakkum, per gettarsi alle spalle i timori di un atterraggio duro dell'economia cinese e alimentare un ritorno dei flussi.

Domanda. L'Eurozona sarà in recessione anche nel 2013. Gli Stati Uniti dovranno iniziare il percorso d’aggiustamento dei conti pubblici, che inevitabilmente peserà sulla crescita. Da dove verrà la spinta per sostenere l'export cinese?
Risposta. Dagli altri mercati emergenti, ad esempio dal Sudest asiatico. É vero che l'Europa è il primo partner commerciale di Pechino. Ma i dati sul commercio verso il vecchio continente indicano che il rallentamento dei volumi si sta attenuando. Il peggio è passato. [...]

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