martedì 11 dicembre 2012

I curry bond per puntare sulla crescita indiana

Da CorrierEconomia del 3 dicembre 2012, pag. 29

Tentazione "curry bond". Rendimenti governativi prossimi all’8% anche sulle scadenze brevi e una divisa tra le più sottovalutate al mondo in termini di parità dei poteri d’acquisto stanno alimentando l’interesse degli investitori per le obbligazioni indiane. “Si tratta, però, di un segmento difficilmente accessibile. Il fondo Ucits specializzato che stiamo per lanciare in Italia può acquistare emissioni in valuta locale, oppure scegliere un’esposizione indiretta attraverso obbligazioni denominate in dollari americani e coperte in rupie”, spiega Geoff Lunt, product specialist Asian Fixed Income per Hsbc gam. Si può discutere sull’opportunità di comprare il debito di uno dei pochi Paesi emergenti con problemi di aggiustamento dei conti pubblici: l’India, infatti, rischia di chiudere il 2012 con un deficit di bilancio del 9,5% (secondo stime del Fmi), ha un saldo primario (spese meno entrate al netto degli interessi) negativo per il 5,2% e un debito pubblico pari al 67% del prodotto interno lordo, triplo rispetto a quello cinese, sei volte il debito/pil russo. “Ma ci sono materie nelle quali Nuova Delhi è in posizione di vantaggio sugli altri Bric - precisa Lunt - Ad esempio, trend demografici molto favorevoli rispetto alla Cina; a confronto con la Russia, è meno correlata al tema delle materie prime. Ed ha una divisa molto più attraente rispetto al Real Brasiliano. Più in generale, il Paese ha potenzialità di crescita straordinarie”. Restano, però, una serie di problemi strutturali: la drammatica carenza di infrastrutture, il dilagare della corruzione, un sistema di trasporto inefficiente e un tasso di povertà [...] Leggi tutto

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