venerdì 28 dicembre 2012

Rivoluzione tra i bond, ora vanno i corporate

Dal Mondo del 21 dicembre 2012, n°49, in COVERSTORY, pag. 42-3

Sono trascorsi tre lunghi anni da quando il governo di George Papandreu diede la notizia dello spaventoso buco di bilancio lasciato dal suo predecessore, innescando la spirale della sfiducia che, uno ad uno, ha colpito i Paesi della Periferia. Dopo molto naufragare, il 2012 potrebbe essere ricordato come il giro di boa. Merito soprattutto della Bce di Mario Draghi. L'accordo di metà dicembre sul meccanismo unico di sorveglianza bancaria europea, affidato da marzo 2014 alla Banca centrale e focalizzato sui 150 maggiori istituti del Vecchio Continente, è il primo faticoso passo verso l'agognata unione bancaria. Ma solo con lo scorrere delle settimane sarà chiaro se nel 2013 l'Europa uscirà dal guado della sfiducia o ad ottobre la crisi del debito arriverà a spegnere la quarta candelina. Intanto, il Fiscal cliff (il Precipizio fiscale americano) è ormai a pochi passi. La fuga dal tasso zero resta la priorità di molti. E gli investitori cercano di capire come e se rimescolare il portafoglio obbligazionario, gettando le “vecchie” idee che non hanno più valore. [...]

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