giovedì 6 dicembre 2012

Tripla A, adieu grandeur

Dal Mondo del 30 novembre 2012, n° 46, pag. 32-3

Calma apparente all’ombra della Tour Eiffel. La perdita della prestigiosa tripla A subita dalla Francia per mano di Moody’s, a dieci mesi dal declassamento di Standard &Poor’s, ha lasciato impassibili gli investitori, ormai abituati al macroscopico ritardo con cui le agenzie di rating fotografano l’evoluzione dello status quo sul fronte debitorio. I rendimenti dei decennali francesi hanno mostrato un piccolo sobbalzo, mantenendosi comunque sotto il 2,2%. Per effetto del downgrade, L’EFSF ha congelato un nuovo bond in emissione, in attesa di chiarire un problema tecnico legato alle garanzie degli Stati membri sui titoli del fondo Salva Stati. E proprio nei giorni in cui Cipro ha trovato l'accordo con Fmi e Unione europea sul piano di salvataggio e Bruxelles ospitava il negoziato fallimentare sul bilancio Ue, ad Atene, invece, è andata in scena l’ennesima impasse sulla concessione della nuova tranche di aiuti. Poi risolta a favore di un piano di rientro del debito più morbido e una nuova ristrutturazione dolce, come chiedeva la Germania: uno sconto sui tassi, più tempo per il rimborso di prestiti e interessi ma senza un taglio del nominale. Almeno per ora. Ma se la reazione immediata dei mercati alla bocciatura di Parigi è stata debole, ora che i riflettori sono di nuovo puntati sulla Francia, il deterioramento dei conti pubblici al di là delle Alpi torna ad allarmare gli investitori. Convinti che il divario con la Germania sia destinato ad allargarsi, spingendo Parigi alla deriva, verso la periferia e i titoli francesi ad un ridimensionamento nei portafogli. Magari a favore di Bonos e Btp. [...]

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