venerdì 3 febbraio 2012

Tempeste e siccità? Raccolti più ricchi

Dal Mondo del 27 gennaio 2012, n°4, pag 36-7

Adesso la Niña fa meno paura. Per alcune settimane, il fenomeno atmosferico che, in media ogni 3-5 anni, porta siccità nel sud dell'America Latina e un aumento delle precipitazioni nell'area settentrionale del continente e in Asia, ha minacciato la produzione agricola in Argentina e Brasile: rispettivamente, secondo esportatore di mais e secondo produttore di semi di soia su scala globale. Non è un caso se, tra la metà di dicembre e i primi di gennaio, il prezzo del granoturco, per i contratti in scadenza a marzo del 2012, ha compiuto un vero e proprio rally, da 5,79 a 6,58 dollari per bushel (unità di misura equivalente a circa 25 chili, guadagnando oltre 13 punti percentuali in meno di tre settimane: la siccità stava mettendo a rischio la stagione dei raccolti, solleticando, al tempo stesso, la sete degli investitori.

Poi, il 12 gennaio, la svolta. L'USDA, il dipartimento statunitense per l'agricoltura, pubblica le stime sui raccolti della stagione 2011-2: meno danni del previsto nelle pampas argentine e sui campi di soia brasiliani; produzione in aumento negli Stati Uniti, in Russia, Ucraina ed Unione Europea. Ovvero: scorte più elevate rispetto alle stime precedenti. E consequente crollo delle quotazioni di frumento e mais: giù di quasi 10 punti percentuali in sette giorni. “La possibilità di vedere prezzi più alti, in primavera, permane, se le condizioni climatiche in Argentina, Uruguay e parte del Brasile rimangono avverse”, segnala, tuttavia, Ralf Oberbannscheidt, gestore del fondo DWS Invest Agribusiness. Non solo. [...]