venerdì 17 febbraio 2012

Meno forti in divisa

Dal Mondo del 10 febbraio 2012, n°6, pag 17

Non esistono più le hard currencies. La fragilità dei fondamentali macro-economici delle maggiori potenze sviluppate, aggravata dalle politiche monetarie ultra-espansive, ha ormai incrinato, forse irrimediabilmente, il prestigio delle quattro “valute forti”: dollaro americano, euro, yen e sterlina. Ne ha indebolito l'attrattiva come riserve di valore. Lasciando più spazio a divise minori, i dollari australiano e canadese o le corone svedese e norvegese: destinate a guadagnare peso nelle casseforti delle banche centrali (emergenti e non solo), e a rafforzarsi, strutturalmente, rispetto ai quattro campioni in declino, proprio in virtù di fondamentali più solidi. Valentin Marinov, senior FX strategist di Citi non ha dubbi sull'esito della partita valutaria dei prossimi anni. Nel frattempo, l'euro potrebbe guadagnare qualche posizione rispetto al dollaro americano, spinto dai venti più favorevoli suscitati dal calo della tensione in Euro-zona. “Ma l'effetto sarà solo temporaneo”, avverte Marinov. [...]