venerdì 19 ottobre 2012

Chi viene e chi va sulla bilancia etica

Dal Mondo del 12 ottobre 2012,n° 39 pag. 28-30

Barclays, bocciata. A febbraio 2012, qualche mese prima che il maxi-scandalo sulla manipolazione del Libor venisse a galla, facendo tremare il quartier generale del colosso finanziario a Canary Wharf, la società di analisi ECPI aveva già tagliato il rating della banca inglese a F, il gradino più basso nella scala di sostenibilità. Solo più tardi, a fine giugno, si sarebbe avuta notizia dell'accordo con le autorità americane e britanniche per il pagamento della multa da 290 milioni di sterline, seguita, a stretto giro, dalle dimissioni dell'amministratore delegato, Bod Diamond. “La vicenda, nota da tempo, ha certamente contribuito alla decisione sul downgrade. Comunque, la società era già nel mirino dei nostri analisi per alcune pratiche commerciali ritenute scorrette e problemi di trasparenza”, spiega Aldo Bonati, responsabile ricerca di ECPI.

A luglio, anche RBS, HSBC e Deutsche Bank hanno subito il declassamento all'infimo grado di responsabilità sociale, tutte coinvolte, in varia misura, nell'indagine sulla manipolazione del Libor. La maggiore banca tedesca è poi finita in un'altra inchiesta degli organi di vigilanza americana, questa volta per un presunto riciclaggio di denaro sporco di cui si è avuta notizia a metà agosto. “Dal lancio dei nostri fondi etici, avvenuto quasi un decennio fa, abbiamo sempre mantenuto sospeso l'investimento nel settore finanziario, proprio a causa della mancanza di trasparenza che l'ha caratterizzato negli ultimi anni”, spiega Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr. Un approccio giudicato troppo intransigente da alcuni addetti ai lavori, che, tuttavia, ha consentito alla società di restare sempre alla larga dalle infezioni più gravi: da quella che fu letale per Lehman, travolta dai subprime insieme ad altri big della finanza anglosassone, alla crisi dei debiti, che ancora attanaglia le banche alla periferia del Vecchio Continente. [...]

In italia solo le briciole

Dal Mondo del 12 novembre 2012, n° 39, pag.29

Europa a gonfie vele, Italia in apnea. É quanto emerge dall'ultimo studio sugli investimenti sostenibili, appena presentato dall'organizzazione pan-europea Eurosif. Ciascuna delle strategie d'impiego responsabile identificate nell'indagine mostra tassi di crescita dei volumi superiori a quelli dell'industria del risparmio nel suo complesso. L'approccio in cui l'incremento è più consistente è il norm-based screening, basato sull'analisi di conformità agli standard dettati da organismi internazionali (Onu, Ocse ecc.): in due anni, si è registrato un aumento del 137%, fino a 2.346 miliardi di euro [...]