lunedì 25 febbraio 2013

Bond emergenti da 7%

Da Milano Finanza del 23 febbraio 2012, pag 33

Per i bond emergenti il 2012 è stato l'anno dei record: di flussi, mai così abbondanti verso il debito dei Paesi in via di sviluppo. E di performance, 16% per le emissioni in valuta locale, 19% per il debito in hard currency, superiori a quelle di ogni altra classe di attivo, ad eccezione [...]  Leggi tutto

lunedì 18 febbraio 2013

Un sogno da 25 mq

Da Milano Finanza del 16 febbraio 2013, pag. 46-7

Entro il 2015, a Manhattan spunterà un nuovo edificio di 10 piani composto da 55 mini-appartamenti, tutti con metrature comprese tra 23 a 34 mq; un progetto firmato dallo studio Narchitects, vincitore di un concorso indetto dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, per far fronte alle [...] Leggi tutto

Vaknin (JP Morgan private bank) vede il giro di boa negli Stati Uniti

Da Milano Finanza del 16 febbraio 2013, pag 30

La frenata del pil americano nel terzo trimestre è figlia dell'impasse sul Fiscal Cliff. Il mini-accordo del 31 dicembre per evitare il baratro e quello, più recente, per sospendere il tetto del debito fino al 19 maggio infittiscono la nebbia attorno alla questione fiscale, che [...] Leggi

venerdì 15 febbraio 2013

Roma e Madrid soffriranno anche nel 2014

Dal Mondo dell'8 febbraio 2013, n°6, pag. 32-3

“L'ottimismo sull'evoluzione della crisi debitoria è infondato. La tensione potrebbe tornare a salire alla periferia. Forse, già nella prima metà dell'anno”. Giada Giani, economista di Citigroup per l'Europa è convinta che la via d'uscita dalla trappola dei debiti pubblici e privati sia ancora lunga. A causa di una recessione più severa di quanto molte altre analisi dicano.

Domanda. Dunque la ripresa non inizierà a fine 2013, come sostiene Bankitalia.
Risposta. Secondo noi, no. Italia e Spagna saranno in recessione anche l'anno prossimo. Madrid si trova in una situazione peggiore. Deve fare i conti con un doloroso processo di riduzione della leva finanziaria nel settore privato, che durerà almeno altri 24 mesi. Inoltre, per la Spagna gli sforzi in termini di aggiustamento dei conti saranno più intensi quest’anno rispetto al 2012.

D. Per l'Italia, invece, l’austerity dovrebbe essere meno opprimente nel 2013. Non è così? 
R. In teoria sì [...]

Scommettiamo sulle promozioni?

Dal Mondo dell'8 febbraio 2013, n°6, pag. 32-3

In un mondo ingolfato dal debito pubblico il declassamento degli Stati sovrani non fa più notizia (o quasi). Vale la pena tenere d’occhio, semmai, i Paesi che marciano controcorrente, verso un possibile upgrade. Soprattutto quando la futura promozione, pre-annunciata da un giudizio di outlook positivo, è verso l'investment grade. Un rating di buona qualità, affiancato a condizioni di sufficiente liquidità, può determinare l'ammissione di un Paese in uno dei principali benchmark globali. Aprendo i rubinetti degli investitori verso nuove opportunità. La mappa dei candidati ad un possibile upgrade da parte di una tre maggiori agenzie include 17 Paesi (vedi tabella). “Se si escludono Suriname, Mozambico e Seycelles, gli altri sono investibili, almeno sulla carta”, precisa Laura Tardino, market strategist di Bnp Paribas Ip. Tuttavia, per la scarsa liquidità o la presenza di barriere all'entrata, solo un'esigua minoranza di questi può entrare effettivamente nei portafogli degli investitori. [...]

venerdì 8 febbraio 2013

Mini-rally emergente. States a rischio

Da il Mondo del 1 febbraio 2013, n°5, pag. 33

La Cina è pronta al rilancio. Nel 2013, l'economia del colosso asiatico riprenderà vigore, lasciandosi alle spalle, almeno per alcuni mesi, lo spettro di un atterraggio duro. “Sarà un anno migliore rispetto al 2012”, assicura Prjiit Chatterjee, equity etrategist global emerging markets e Asia Pacific di Ubs am. “A settembre è iniziato il giro di boa, non solo a Pechino. In India, ad esempio, l'inflazione mostra segnali di raffreddamento. Inoltre, le valutazioni dei mercati emergenti restano sotto la media degli ultimi 10 anni”. Nonostante un mini-rally che, da metà novembre, ha spinto in alto l'Msci emerging markets di oltre 11 punti percentuali. Ora si tratta di capire se il sentiment positivo sulla maggiore economia asiatica metta i listini emergenti nelle condizioni di resistere ad alcune potenziali minacce.

Domanda. Negli Usa la questione fiscale è ben lungi dall'essere risolta. I mercati emergenti hanno già scontato il rallentamento in arrivo dagli States?
Risposta. L'export cinese e degli altri Paesi in via di sviluppo è molto più diversificato rispetto a 5 anni fa, sia verso Giappone ed Europa che tra mercati emergenti. Ma non c'è dubbio che un forte raffreddamento della crescita negli States avrebbe un impatto negativo. [...]

martedì 5 febbraio 2013

King (Citi), il ballo dello spread tornerà

Da Milano Finanza del 2 febbraio 2013, pag. 34

Il Congresso americano ha messo una nuova toppa. Il tetto al debito è stato temporaneamente sospeso, fino al 19 maggio, allontanando lo spettro di un default tecnico. «L'ipotesi è meno remota di quanto molti credano e potrebbe innescare una reazione violenta e improvvisa sui mercati”, avverte Matt King, Managing Director e Global Head of Credit Products Strategy di Citi. Insomma, si è comprato un po' di tempo, ad un prezzo che, però, è ancora tutto da verificare. Il nuovo rinvio aumenterà i dubbi degli investitori sulla capacità degli Stati Uniti di trovare una soluzione virtuosa alla questione fiscale, capace di riportare il debito su un sentiero sostenibile, senza penalizzare troppo la crescita? Con quale impatto sui rendimenti dei Treasury? “Ho la sensazione che non saliranno in modo significativo, anche nell'ipotesi di un possibile nuovo downgrade del rating sovrano degli Stati Uniti. Le misure di consolidamento fiscale avranno un impatto negativo sul Pil. La Federal Reserve continuerà a mantenersi molto accomodante”. Qualcuno, tuttavia, in capo alla banca centrale americana, [...] Leggi tutto 

venerdì 1 febbraio 2013

Le azioni battono i bond

Dal Mondo del 25 gennaio 2013, n° 4, pag. 30-1

Dividendo batte cedola. Il tuffo dei Btp a 10 anni verso i minimi del novembre 2010, a quota 4,2%, ha catapultato i prezzi di molti corporate bond, sulle scadenze brevi, ben sopra la parità. In un mondo che viaggia a tasso zero, le obbligazioni societarie italiane si difendono ancora. Ma in valore assoluto, gli interessi si sono fatti (troppo) magri. Al punto che, se si considerano gli emittenti più sicuri tra quelli quotati alla Borsa di Milano, le cedole obbligazionarie, in diversi casi, risultano meno appetibili dei dividendi riconosciuti dalle stesse società ai rispettivi azionisti. Se l’obbiettivo è quello di valorizzare la componente a reddito dell’investimento azionario, in alternativa a cedole obbligazionarie divenute poco attraenti, bisogna ricordare, però, che i rischi cui l'investitore si espone acquistando rispettivamente azioni e debito emessi dalla stessa società sono molto diversi. “Quando il creditore diventa azionista, deve essere molto più selettivo”, ricorda Alberto Biolzi, responsabile Advisory di Cassa Lombarda. Conta non solo il merito creditizio, ma anche la capacità di accrescere utili e dividendi. Merita anche ricordare che il confronto tra interessi cedolari e dividend yield (dividendo/prezzo dell’azione) può essere viziato dai livelli ancora bassi del listino milanese. In molti casi, infatti, i dividendi sono scesi, ma meno dei corsi azionari, dilatando in modo illusorio il rapporto tra i due valori. [...]

Argento e platino nuova protezione

Dal Mondo del 25 gennaio 2013, n° 4, pag. 32-3

Metalli preziosi come le divise. Perché i loro prezzi dipendono anche dalle politiche monetarie delle Banche centrali. E perché possono funzionare da valida alternativa agli investimenti valutari. A differenza delle monete, però, non pagano interessi. E non possono essere svalutate stampando carta. L'oro resta il metallo più utilizzato, ma nel 2013 sono argento e platino a poter riservare le sorprese più interessanti. [...]