venerdì 1 febbraio 2013

Le azioni battono i bond

Dal Mondo del 25 gennaio 2013, n° 4, pag. 30-1

Dividendo batte cedola. Il tuffo dei Btp a 10 anni verso i minimi del novembre 2010, a quota 4,2%, ha catapultato i prezzi di molti corporate bond, sulle scadenze brevi, ben sopra la parità. In un mondo che viaggia a tasso zero, le obbligazioni societarie italiane si difendono ancora. Ma in valore assoluto, gli interessi si sono fatti (troppo) magri. Al punto che, se si considerano gli emittenti più sicuri tra quelli quotati alla Borsa di Milano, le cedole obbligazionarie, in diversi casi, risultano meno appetibili dei dividendi riconosciuti dalle stesse società ai rispettivi azionisti. Se l’obbiettivo è quello di valorizzare la componente a reddito dell’investimento azionario, in alternativa a cedole obbligazionarie divenute poco attraenti, bisogna ricordare, però, che i rischi cui l'investitore si espone acquistando rispettivamente azioni e debito emessi dalla stessa società sono molto diversi. “Quando il creditore diventa azionista, deve essere molto più selettivo”, ricorda Alberto Biolzi, responsabile Advisory di Cassa Lombarda. Conta non solo il merito creditizio, ma anche la capacità di accrescere utili e dividendi. Merita anche ricordare che il confronto tra interessi cedolari e dividend yield (dividendo/prezzo dell’azione) può essere viziato dai livelli ancora bassi del listino milanese. In molti casi, infatti, i dividendi sono scesi, ma meno dei corsi azionari, dilatando in modo illusorio il rapporto tra i due valori. [...]

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