venerdì 29 marzo 2013

Ghielen (Ing), qui la cedola è appetibile

Da Milano Finanza del 29 marzo 2013, pag. 15

In un mondo che viaggia a tasso zero, la sete di rendimenti, unita alla necessaria dotazione di adeguati cuscinetti per attutire le perdite in fase di ribasso, ha spinto molti investitori nel bacino dei titoli ad alto dividendo. Il risultato è che in alcuni settori, tradizionalmente generosi [...] Leggi tutto

Una corrida al colosseo

Dal Mondo del 22 marzo 2013, n°12, pag 30-1

Madrid al sorpasso. L’esito delle elezioni politiche ha interrotto il lungo rally dei titoli di Stato italiani verso una normalizzazione dei tassi d’interesse, favorendo un riavvicinamento della Spagna. Che ora, a distanza di un anno, torna ad insidiare il primato di Roma alla testa dei Piigs. Chiuso per oltre otto mesi nella forbice tra 70 e 80 punti base, il differenziale di rendimento tra i Bonos a 10 anni e i corrispettivi Btp si è infatti drasticamente ristretto, fino a raggiungere un minimo di cinque basis points. “All'indomani delle elezioni, alcuni investitori hanno effettuato un riposizionamento sulla Spagna a spese dell'Italia”, spiega Simone Facchinato, responsabile investimenti di Amundi Sgr. Poi, lo spread tra Plaza de Toros e Colosseo è tornato ad allargarsi. Ma ormai Madrid aveva lanciato il guanto di sfida, riaccendendo il duello con Roma, che ora è costretta a difendersi da nuovi attacchi dell'inseguitore. Proprio mentre in Europa scoppia l'ennesimo bubbone: questa volta, è la piccola Cipro a chiedere aiuto per le sue banche, con un salvataggio da 10 miliardi di euro (oltre la metà del pil) [...]

martedì 26 marzo 2013

Il domino della liquidità

Da Milano Finanza del 23 marzo 2013, pag. 36

La grande rotazione è iniziata nel 2008-9. Ma non riguarda i mercati azionari. Non ancora. «Si tratta di un meccanismo che convoglia l'enorme liquidità immessa dalle banche centrali verso una certa classe di attivo, ne gonfia i prezzi fino al punto in cui, non essendoci spazio [...] Leggi tutto

venerdì 22 marzo 2013

Ombre cinesi sullo sviluppo

Dal Mondo del 15 marzo 2013, pag. 36-7

La Cina ha un nuovo zar. Appena incoronato alla presidenza del colosso asiatico, già da quattro mesi alla guida di esercito e partito comunista. E con una delicatissima missione da compiere, che pare scritta nella sua storia personale: figlio di un ex vice-premier riformista, padre di una studentessa iscritta ad Harvard, Xi Jinping è chiamato a raccogliere e valorizzare le migliori istanze progressiste dell'ultimo decennio, per incanalarle verso un sentiero di modernità sostenibile. Ma di pari passo con l’esplosione dei consumi interni, il Paese rischia di sgretolarsi sotto il peso delle sue stesse contraddizioni: l'aumento delle diseguaglianze, la corruzione dilagante, lo sfregio sistematico dell'ambiente, la domanda di libertà fondamentali ancora negate in molti campi della vita politica, economica e sociale. In ogni caso, l'uomo che sarà al timone della seconda potenza mondiale per un intero decennio, condizionerà inevitabilmente le sorti dei mercati. Non solo in Asia. “C'è un po' di nervosismo”, avverte Marteen-Jan Bakkum, senior strategist di Ing im per i mercati emergenti. “Gli investitori non sanno cosa aspettarsi dalla nuova leadership e preferiscono temporeggiare, convinti che sia troppo presto per tornare a comprare azioni cinesi”. La maggior sfida per il leader della Repubblica popolare cinese è trasformare un Paese drogato dagli investimenti nelle grandi infrastrutture e dipendente dall'export in un'economia trainata dai consumi. Negli ultimi 10 anni, il [...]

mercoledì 20 marzo 2013

La Svizzera? Cambio bloccato, ma tante buone azioni

Da CorrierEconomia dell'11 marzo 2013, pag. 23

L'esito delle elezioni italiane ha, purtroppo, riacceso la querelle sulla tenuta dell'euro. Molti investitori , così, sono tornati a guardare alle valute forti, a cominciare dal franco svizzero. Intrappolato dal tetto di 1,20 euro per franco stabilito dalla banca centrale elvetica a settembre del 2011, per impedire un eccessivo apprezzamento. Ma considerato ancora una delle aree in cui rifugiarsi in fasi di turbolenza. Anche nella declinazione azionaria. Da inizio anno, la Borsa di Zurigo ha reso quasi 13 punti percentuali, 5 volte l'Euro Stoxx 50 (2,16%). Nell'ultimo anno, il listino elvetico ha fatto +27%. E, del resto, la Svizzera, un piccolo Paese di 8 milioni di abitanti, meno popolo della Lombardia, è riuscita a resistere alla crisi meglio dei grandi mercati sviluppati e vanta buoni voti in tutte le materie macroeconomiche: crescita positiva, destinata a salire dall'1% del 2012 all'1,9% l'anno prossimo. [...]

Soldi - puntata del 10 marzo 2013

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato di Btp alla prova dell'instabilità politica post-elezioni, fondi l'investimento a scadenza (target), obbligazioni emergenti e questione fiscale negli Stati Uniti, tra "Sequester" e tetto al debito (debt ceiling).

Guarda la puntata andata in onda domenica 10 marzo su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su 7Gold e Odeon TV:

venerdì 15 marzo 2013

I nostri soldi sull'ottovolante

Dal Mondo dell'8 marzo 2013, n° 10, pag. 34-36 - con Micaela Osella

Sull'ottovolante. Qualunque soluzione si trovi all'impasse scaturita dallo spoglio elettorale, l'unica certezza è che gli investitori dovranno fare i conti con un equilibrio instabile. Quantomeno nelle settimane che ci vorranno per costituire un governo e poi arrivare alla scadenza del settennato del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Senza considerare la possibilità che entro pochi mesi si torni alle urne. E i mercati sono in allerta.

Dopo la fiammata iniziale, la tensione è tornata a salire. Lunedì 4 marzo i Btp a 10 anni si sono riportarti sopra il 4,8%. Il differenziale con il Bund di pari durata si è arrampicato verso i 350 punti base toccati all’indomani delle elezioni. E Piazza Affari si è tinta di nuovo di rosso, in fibrillazione attorno ai 15.500 punti. Alimentando, tra gli operatori, la convinzione che per qualche settimana sia meglio stare alla larga dai titoli finanziari, legati a doppio filo alla crisi del debito sovrano. Ora, cercando di riprendere fiato, i risparmiatori si chiedono come puntellare il portafoglio: per metterlo in condizioni di resistere meglio ad eventuali scossoni; o magari cogliere opportunità di prezzo negate durante i mesi del rally. Prima di tutto, però, è necessario capire se gli investitori esteri sono alla vigilia di una nuova fuga dal Bel Paese, simile a quella sperimentata tra l’estate e l’autunno del 2011. Su questo punto, l’opinione degli esperti interpellati dal Mondo è unanime. “Chi è tornato a comprare Italia, in questa fase sembra intenzionato a restare”, spiega Luca Bottiglione, senior portfolio manager di Nemesis am. “Siamo lontani dal clima del novembre 2011. I mercati ritengono che la propria forza di persuasione e il mutato atteggiamento della Bce possano indurre la politica italiana a scelte adeguate alla gravità del momento”, osserva Marcello Rubiu, vicepresidente della società Norisk. E anche Jacopo Ceccatelli, ad di Jc&associati Sim è convinto che non si rivedranno, a breve, spread simili a quelli dell’estate scorsa, sopra 500 punti base. Tuttavia, il progressivo riposizionamento degli investitori istituzionali sull’Italia, inaugurato nel luglio 2012 dal “whatever it takes” del governatore della Bce, Mario Drghi, subirà un inevitabile contraccolpo. E chi stava aspettando fiducioso l’esito della competizione elettorale per rientrare, starà fermo, almeno per un po’.

In attesa che la volatilità, unica protagonista certa dei mercati per le prossime settimane, venga, piano piano, riassorbita. Ecco alcuni suggerimenti operativi per giocare d’attacco, o in difesa, la partita post-elettorale sull’Italia. Tra azioni e Bond. [...]

martedì 12 marzo 2013

Tiene il private banking, ma la crescita è al palo

Da il Messaggero del 5 marzo 2013, pag. 22

Le private bank italiane hanno retto alla crisi dei mercati meglio del risparmio gestito. Ma i numeri dell'Aipb, l'associazione di categoria, raccontano una situazione di stallo, che nel corso degli ultimi due anni ha visto crescere la raccolta netta di uno sparuto zero virgola. Come se non bastasse, dal 1 gennaio del 2013, le gestioni patrimoniali, fiore all'occhiello delle strutture bancarie dedicate ai clienti con portafogli da 500 mila euro in su, subiranno un rincaro del 21% su commissioni di gestione e performance (un punto percentuale in più, da luglio 2013). Colpa di una sentenza della Corte di giustizia europea, recepita dalla Legge di Stabilità, che esclude le gestioni individuali di portafoglio dal recinto della direttiva Ue in materia di esenzione Iva. I costi ricadranno inevitabilmente sui clienti, aumentando l’appetibilità dei fondi comuni, rimasti esenti.[...]

lunedì 11 marzo 2013

Pimco, ora ci vuole cautela

Da Milano Finanza del 9 marzo 2013, pag 50.

L'ora X del Sequester è scattata a mezzanotte di venerdì 28 febbraio, le 5,59 di sabato mattina, ora italiana. Il Congresso non è riuscito a evitare l'entrata in vigore di tagli automatici alla spesa pubblica per 85 miliardi di dollari l'anno, a salire dal 2014. Ma ora già si guarda [...] Leggi tutto

venerdì 8 marzo 2013

Piccole rotazioni o copie intelligenti?

Dal Mondo del 1 marzo 2013, n°9, pag 74-5

Tutti parlano di “grande rotazione”. Ovvero di una progressiva, inarrestabile migrazione di massa degli investitori globali dal reddito fisso, divenuto caro, ai mercati azionari, più interessanti in termini di valutazioni. Ma osservando le dinamiche degli Echange traded fund, prodotti finanziari che replicano passivamente un indice sottostante (azionario, obbligazionario, di materie prime ecc.), si raccolgono segnali contrastanti. Un report pubblicato di recente da BlackRock, ad esempio, mostra come nell'ultimo trimestre del 2012, i flussi si siano concentrati sugli Etf azionari dei Paesi sviluppati (per un valore di 30 miliardi di dollari, inferiore di un terzo al trimestre precedente) ed emergenti (27,1 miliardi); ma non c'è evidenza di una fuga dal reddito fisso, che nell'ultimo quarto d'anno ha raccolto quasi 16 miliardi di dollari. A gennaio, si registra un raffreddamento dei flussi sugli Etf obbligazionari, mentre sembra continuare il trend sulle azioni emergenti. “Non credo, comunque, si possa parlare di grande rotazione”, premette Francesco Lomartire, etf sales specialist di Spdr (Gruppo State Street Global Advisors). “É vero, tra gli ultimi mesi del 2012 e le prime settimane del nuovo anno si è verificato un incremento dell'esposizione all'equity, in paritcolare su alcuni temi di stile come le small e mid cap americane. Gli investitori, che erano molto sottopesati sull'azionario, hanno iniziato a colmare il gap, ma non c'è ancora una netta prevalenza di flussi sugli etf azionari rispetto a quelli obbligazionari”.

mercoledì 6 marzo 2013

L'intramontabile passione per la cedola

Da CorrierEconomia del 4 marzo 2013, pag.32

Somigliano, da lontano, a semplici obbligazioni: hanno una scadenza predefinita, in genere tra 3 e 7 anni, e staccano il coupon, una o due volte l'anno. Questo contribuisce a spiegare perché i molti investitori affezionati alla logica rassicurante della cedola continuino a destinare flussi record ai fondi «target» (o «obiettivo»). Prima di avvicinarsi a questi strumenti, però, è necessario chiedersi, come sempre, come funzionano esattamente e che cosa ci sia dentro. Cedole e costi«La storia insegna che quando gli investitori sono a caccia di alti flussi cedolari, per integrare le entrate senza intaccare il patrimonio, spesso sottovalutano i rischi e finiscono per perdere una parte del capitale», avverte Antonio Foglia, consigliere del Gruppo Banca del Ceresio. Prima di tutto, occorre ricordare che i fondi target sono acquistabili solo al collocamento, in una precisa finestra temporale, che dura poche settimane. Il disinvestimento può avvenire in qualsiasi momento, ma in questo caso, si deve mettere in conto un eventuale costo d'uscita. «I fondi possono avere strutture commissionali differenti - precisa Claudio Tosato, direttore prodotti di Anima Sgr. Con una fee di collocamento, che viene ammortizzata giornalmente su tutta la durata del fondo; oppure con una commissione di sottoscrizione, variabile fino ad un massimo del 2/2,5%. Il rimborso si paga solo nel primo caso, e decresce con l'approssimarsi della scadenza».[...] Leggi tutto

Meglio la slow economy

Da Milano Finanza del 2 marzo 2013, pag 35

«La crescita americana langue? Meglio così». Per Alexandre Hezez, responsabile investimenti di Convictions am, c'è da sperare che i dati macroeconomici restino moderatamente negativi, almeno per un po': «Finché la ripresa è modesta, la Federal Reserve sarà costretta a portare avanti la sua politica monetaria ultraespansiva. Se, invece, lo scenario dovesse migliorare significativamente, la banca centrale dovrebbe iniziare a staccare la spina. E a quel punto non escluderei un possibile effetto shock sui mercati, sia per la parte azionaria che obbligazionaria”  [...] Leggi Tutto

venerdì 1 marzo 2013

Gestioni patrimoniali. Il pasticcio dell'Iva

Da CorrierEconomia del 25 febbraio 2013, pag. 28

L' unica certezza è che dal primo gennaio 2013 le gestioni patrimoniali sono soggette all'Iva. Lo dice la legge di Stabilità, nel recepire la sentenza della Corte di Giustizia europea che, il 19 luglio scorso, ha escluso questa tipologia di servizio dall'ambito di applicazione della direttiva Ue in materia di esenzione dell'imposta sul valore aggiunto.Meccanismo Un aggravio non da poco per i clienti delle gestioni patrimoniali, che subiranno rincari del 21% (un punto in più da luglio 2012) su commissioni di gestione e performance, quindi non solo sui risultati ma anche sulle spese. Per un patrimonio di un milione di euro, ipotizzando una fee dell'1,5%, significa pagare 3.150 euro in più, ogni anno, di sole tasse. Non solo. Allo stato attuale, l'aliquota Iva ordinaria dovrà essere applicata anche sulle commissioni relative al 2012, se addebitate nel corrente anno. «Può darsi che una circolare ministeriale intervenga per eliminare l'effetto retroattivo. Ma più passa il tempo, minori sono le probabilità di una correzione in itinere. Qualche struttura ha pensato di inserire la voce di costo nell'estratto conto al 31 dicembre 2012. Ma potrebbe non essere sufficiente per aggirare l'ostacolo», spiega Paolo Ludovici, membro della commissione tecnica, fiscale e legale di Aipb, l'Associazione degli operatori del private banking. Sulla carta, gli intermediari potrebbero accollarsi in tutto o in parte gli oneri fiscali: «Dal 2013, infatti, gli intermediari possono detrarre l'Iva sugli acquisti relativi all'attività di gestione patrimoniale, finora indetraibile perché legata ad operazioni esenti», chiarisce Ludovici. Tuttavia, fa notare l'Aipb, l'efficacia di tale beneficio è subordinata alla struttura dei costi degli intermediari, cioè alla maggiore o minore presenza di oneri soggetti ad Iva. In ogni caso, la sensazione è che le private bank abbiano deciso di scaricare i maggiori costi sulla clientela, almeno per il momento.[...] Leggi tutto

Bond emergenti in moneta locale

Dal Mondo del 22 febbraio 2013, n°8 pag. 42

Prendere posizione all’indomani di un lungo rally è molto pericoloso. Si rischia di restare spiazzati, con il cerino in mano, proprio mentre i grandi investitori si danno precipitosamente alla fuga. Non a caso, dopo aver archiviato il 2012, sulla spinta di flussi record, con performance tra il 16 e il 19% per i bond rispettivamente in divisa locale e valuta forte, oggi il debito emergente è guardato con una certa diffidenza, per il timore di massicce prese di profitto. Ma secondo gli esperti, l’ipotesi di un’emorragia dal debito dei Paesi in via di sviluppo è infondata, per alcune ragioni. La prima: i fondamentali di questi Paesi restano buoni, soprattutto in confronto a quelli disastrati dell’Occidente. “I mercati emergenti valgono il 50% del Pil globale”, premette Sam Finkelstein, head of macro strategies e gestore del fondo Gs growth & emerging markets debt local portfolio per Goldman Sachs am. “Se si confronta il dato con l’esposizione degli investitori al debito emergente, si deve concludere che questa asset class è, semmai, sottorappresentata. I flussi continueranno a crescere, anche se a una velocità inferiore”. Intanto, però, le obbligazioni in valuta forte hanno avuto una correzione.

Un saltino sul fatturato

Dal Mondo del 22 febbraio 2013, n°8, pag. 54

Sfruttare anche piccoli dislivelli, inferiori ad un metro e mezzo d'altezza, per produrre energia idroelettrica. Il tutto grazie ad un nuovo impianto, sviluppato con l'innesto di tecnologia avanzata in una macchina concepita da Archimede, la coclea idraulica. É la nuova scommessa di Frendy Energy, specializzata nel business del mini-hydro, quotata a Piazza Affari nel segmento Aim dal giugno scorso. “La quotazione ci ha dato visibilità, mettendoci nelle condizioni di sedere a tavoli che prima ci erano preclusi. Così, abbiamo potuto presentare la nostra idee a quelli che, poi, sono diventanti partner”, spiega Rinaldo Denti, fondatore e ad della società lombarda, che ricorda la preziosa collaborazione con il Gruppo Scotta, il Polo Universitario di Pavia e l'Ente Irriguo Est Sesia. [...]

Le blue chip al voto

Dal Mondo del 22 febbraio 2013, n°8, pag. 34-8 - COVERSTORY - con Fabio Sottocornola e Ivan Del Ponte

Piazza Affari entra al seggio. Con chi vincolo (o perdono) le società dell'indice Ftse Mib a maggiore capitalizzazione? Per sapere quale effetto sulle blue chip avranno i leader in campo, possibili premier di domani, il Mondo ha interpellato analisti e money manager. Aprendo in anteprima le urne. [...]