venerdì 8 marzo 2013

Piccole rotazioni o copie intelligenti?

Dal Mondo del 1 marzo 2013, n°9, pag 74-5

Tutti parlano di “grande rotazione”. Ovvero di una progressiva, inarrestabile migrazione di massa degli investitori globali dal reddito fisso, divenuto caro, ai mercati azionari, più interessanti in termini di valutazioni. Ma osservando le dinamiche degli Echange traded fund, prodotti finanziari che replicano passivamente un indice sottostante (azionario, obbligazionario, di materie prime ecc.), si raccolgono segnali contrastanti. Un report pubblicato di recente da BlackRock, ad esempio, mostra come nell'ultimo trimestre del 2012, i flussi si siano concentrati sugli Etf azionari dei Paesi sviluppati (per un valore di 30 miliardi di dollari, inferiore di un terzo al trimestre precedente) ed emergenti (27,1 miliardi); ma non c'è evidenza di una fuga dal reddito fisso, che nell'ultimo quarto d'anno ha raccolto quasi 16 miliardi di dollari. A gennaio, si registra un raffreddamento dei flussi sugli Etf obbligazionari, mentre sembra continuare il trend sulle azioni emergenti. “Non credo, comunque, si possa parlare di grande rotazione”, premette Francesco Lomartire, etf sales specialist di Spdr (Gruppo State Street Global Advisors). “É vero, tra gli ultimi mesi del 2012 e le prime settimane del nuovo anno si è verificato un incremento dell'esposizione all'equity, in paritcolare su alcuni temi di stile come le small e mid cap americane. Gli investitori, che erano molto sottopesati sull'azionario, hanno iniziato a colmare il gap, ma non c'è ancora una netta prevalenza di flussi sugli etf azionari rispetto a quelli obbligazionari”.

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