lunedì 29 aprile 2013

Un'oasi per i bond

Da Milano Finanza del 27 aprile 2013, pag. 37

Obbligazioni di alta qualità che rendono come titoli spazzatura. Accade tra le oasi degli Emirati Arabi. Dove, ad Abu Dhabi per esempio, fino a poche settimane fa emittenti premiati dalle agenzie di rating con AA pagavano 300 punti base sopra i Treasury americani: un rendimento ottenibile [...] leggi tutto

Microcredito - Piccoli prestiti crescono

Da CorrierEconomia del 22 aprile 2013, pag.31

Meno lavoro, più sofferenze bancarie, prestiti con il contagocce. Il sistema del credito tradizionale funziona così: chiude i rubinetti proprio quando la situazione economica di famiglie e imprese si complica, alimentando il bisogno di attingere a forme di finanziamento. Ma c'è un settore che, pur nelle difficoltà imposte da un quadro normativo ancora in via di definizione, continua ad erogare prestiti. Lo fa, per di più, a soggetti privi delle garanzie reddituali e patrimoniali normalmente richieste. Con l'obiettivo di concedere finanziamenti a chi, pur essendo in grado di restituire il dovuto, almeno sulla carta, non rientra nelle griglie valutative di banche e società finanziarie. Magari perché, semplicemente, non ha una storia creditizia alle spalle. Parliamo del microcredito, un sistema di prestiti senza garanzie ispirato all'esperienza del Premio Nobel Muhammad Yunus e della sua Grameen Bank, la «banca dei poveri» che, in 37 anni di attività, ha erogato 13,5 miliardi di dollari, con tassi di restituzione dichiarati prossimi al 97 per cento.

Numeri e modelli In Italia, il fenomeno ha subito un'accelerazione solo negli ultimi tre anni. Un rapporto appena pubblicato dall'Ente nazionale per il microcredito descrive una crescita del 102% nel 2011, in termini di erogato. Numeri in netta controtendenza rispetto al credito al consumo, calato dell'1,4% nel 2011 (primi 9 mesi) e del 12% nello stesso periodo del 2012 [...] leggi tutto

Tentazione parcheggio

Dal Mondo del 19 aprile 2013, n°16, pag. 36-7

Cresce la tentazione del parcheggio. E il deposito si fa in tre. A circa due mesi dalla chiusura dei seggi, in attesa che il nuovo presidente della Repubblica sciolga i nodi sul futuro della legislatura appena iniziata, il parcheggio nella liquidità appare a molti risparmiatori la soluzione più semplice per prendere tempo. Una pausa dai mercati prima di decidere se rimanere in difesa o tornare al gioco d’attacco, in base all’evolversi della situazione politica. Anche la scelta difensiva per eccellenza, il rifugio nel conto deposito, può essere interpretata, però, in tre modi differenti. In base agli obiettibi temporali di un riposizionamento tattico. [...]

lunedì 22 aprile 2013

Piazza Affari - Un rally da esportazione

Da CorrierEconomia del 15 aprile 2013, pag. 21

A Piazza Affari, gli astri minori brillano più delle supernove. Da inizio anno, infatti, l'indice Ftse Star, segmento dedicato alle imprese a media capitalizzazione, tra 40 milioni e 1 miliardo di euro, che si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza in termini di liquidità, trasparenza e governance, ha guadagnato l'11,34%; quasi 13 in più dell'Ftse Mib (-1,55% dopo il rally dell'ultima settimana), l'indice rappresentativo dei 40 pesi massimi quotati alla Borsa di Milano.StellareEscludendo dal paniere di riferimento i titoli finanziari, più sensibili alla fibrillazione dello spread Btp- Bund, il risultato non cambia: in questo primo scorcio d'anno, lo Star si è rivelato, comunque, vincente. Per motivi solo in parte riconducibili alla diversa composizione settoriale dell'indice. «Nell'Ftse Star, i finanziari sono quasi assenti, utilities ed energia vengono sottorappresentati, mentre i titoli industriali ciclici pesano per circa un terzo della capitalizzazione complessiva», ricorda Francesco Previtera, responsabile della ricerca azionaria di Banca Akros-Esn. Il punto chiave sembra essere, però, la chiara vocazione all'export: «In riferimento al gruppo di società che copriamo, circa un terzo dell'universo Star ? precisa Previtera ? il 61% dei ricavi proviene dai mercati esteri, a livello aggregato».In una fase di estrema debolezza per l'economia domestica, questo fattore ha rappresentato un cruciale vantaggio competitivo. Che sembra aver prevalso su un elemento di fragilità tipico delle società a media e piccola capitalizzazione: ad eccezione di pochi nomi, infatti, la maggior parte delle aziende di queste dimensioni non può finanziarsi attraverso l'emissione di titoli di debito e dipende, perciò, dal canale bancario. Ancora sotto pressione e restio a concedere prestiti. [...] Leggi tutto

Soldi - puntata del 14 aprile 2013

Ospite di Cosimo Pastore a Soldi, ho parlato di "effetto Giappone" sui Btp italiani, Etf "intelligenti", Dim Sum Bond (obbligazioni emesse a Hong Kong e denominate in renminbi offshore, liberamente accessibile a società e investitori istituzionali) e portali immobiliari.

Guarda la puntata andata in onda domenica 14 aprile su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su 7Gold e Odeon TV:

Il debito di Pechino non teme l'inflazione

Dal Mondo del 12 aprile 2013, n ° 15, pag.39

Il vortice inflattivo del 2011 è ancora lontano. Ma sui mercati emergenti è tornato a soffiare il vento della food inflation. Non fa eccezione la Cina, dove, a febbraio, i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,2%, il valore più alto dall’aprile di un anno fa. Mettendo in allerta gli investitori in possesso dei cosiddetti Dim sum bond: obbligazioni emesse a Hong Kong e denominate in renminbi offshore, liberamente accessibile a società e investitori istituzionali. Dato che l’inflazione è nemica del reddito fisso, c’è motivo di preoccupazione per le obbligazioni in salsa cinese? “È vero, le aspettative sull’andamento dei prezzi al consumo saliranno, nel secondo semestre”, conferma Bryan Collins, gestore del China rmb bond fund per Fidelity worldwide investments. “Tuttavia, credo che le ipotesi di un irrigidimento della politica monetaria si concentrino, per la fine dell’anno, su altri Paesi, come Indonesia e Filippine”.

Domanda. Qualche analista, però, ipotizza che, superata la soglia inflattiva del 3,5%, la Banca popolare cinese possa iniziare a muovere i tassi. Con quale impatto sui Dim sim bond?
Risposta. L’effetto sarebbe modesto, anche perché questo universo ha una durata finanziaria media tra due e tre anni, inferiore a quella del mercato onshore. È meno sensibile, quindi, al rialzo dei tassi. [...]

martedì 16 aprile 2013

Patrimoni - Il silenzio? Non è d'oro. E spesso fa sbagliare i conti

Da CorrierEconomia dell'8 aprile 2013, pag. 30

Il progetto di un nuovo investimento immobiliare. Il master all'estero del figlio da finanziare. Un qualsiasi evento destinato a modificare, magari solo temporaneamente, l'entità delle risorse a disposizione del cliente. Informazioni come queste sono essenziali per pianificare correttamente la gestione del patrimonio familiare, ma spesso vengono taciute al private banker.

Silenzi. Lo rileva un'indagine condotta dall'Aipb, Associazione italiana private banking, sul comportamento dei clienti italiani: uno su due dichiara di trasmettere solo a grandi linee notizie relative ai propri progetti di vita o familiari, mentre il 13% non ne parla affatto. Oltre il 50% degli intervistati non comunica al consulente l'entità del proprio reddito o lo fa in modo approssimativo. E una percentuale di poco inferiore non fornisce informazioni esatte sull'orizzonte temporale entro il quale intende realizzare i suoi progetti. «È indispensabile che il cliente sia disposto a condividere informazioni sul proprio patrimonio personale e familiare, compresa l'eventuale attività d'azienda [...] Leggi tutto

Il Fisco sale in cattedra agli esami da consulente

Da CorrierEconomia dell'8 aprile 2013, pag. 30

Non solo asset allocation strategica. Tecniche di gestione del portafoglio, consulenza in materia immobiliare, assicurativa e previdenziale; analisi di scenario e valutazione dei prodotti di investimento. Da oggi, i professionisti che intendono conseguire la certificazione Efpa (European financial planning association), il «bollino blu» della consulenza finanziaria, che attesta la qualità delle competenze in materia, dovranno arricchire il proprio percorso formativo con lo studio di due nuove materie: credito e finanziamenti, pianificazione fiscale.CorsiIn precedenza, i corsi propedeutici al superamento dell'esame, già prevedevano l'approfondimento delle tematiche fiscali, ma queste erano trattate all'interno di singoli moduli, dedicati a specifici prodotti d'investimento. «Nei nuovi programmi la tassazione diviene materia a sé stante [...] Leggi tutto

La bussola in tasca

Dal Mondo del 5 aprile 2013 n°14, pag. 28-30 - COVERSTORY

Wall Street è già in vetta. Francoforte e Londra vedono la cima. Ma potrebbero inciampare sul protrarsi della fase d’instabilità in Italia. Dopo quasi sei anni e svariati saliscendi, Piazza Affari deve ancora recuperare i due terzi dei 44.364 punti toccati il 18 maggio del 2007. Però le difficoltà incontrate in questi giorni nella formazione del nuovo governo sembrano dilatare i tempi della risalita. E mandano in tensione i risparmiatori. Che non sanno come muoversi. Urge avere a disposizione una bussola per non perdere l'oientamento. E, insieme, i propri risparmi. Così, chi guarda alle Borse vede che la vetta è lontana. La maggior parte dei listini globali si trova ben lontana dai massimi conquistati tra 2007 e 2008, prima della valanga dei subprime americani. Per esempio, il Nikkei giapponese vale solo un terzo rispetto al picco di fine anni ’80, raggiunto all'apice della bolla immobiliare. Tra le maggiori piazze emergenti, è Shanghai quella rimasta più indietro, a oltre 60 punti di distanza dal record dell’ottobre 2007. Sulla carta, listini molto ridimensionati potrebbero rappresentare occasioni d'acquisto a prezzi stracciati. Ma anche esprimere preoccupazioni ben motivate. “In caso di ritorno alle urne, l'incertezza circa l'esito elettorale renderebbe ancora più tortuoso il recupero del listino italiano”, chiarisce Luigi Sottile, responsabile gestioni patrimoniali di Deutsche Bank. [...]

lunedì 8 aprile 2013

Se s'inceppa il motore

Da Milano Finanza del 6 aprile 2013, pag. 53

C'è una faccia del mercato immobiliare che non accenna a mostrare segni di sofferenza: quella digitale. A fronte di compravendite inferiori del 30% rispetto al 2006, i portali immobiliari continuano a guadagnare spazio (e click). Secondo Nielsen, il numero dei visitatori italiani di siti web dedicati alla ricerca d’immobili è cresciuto del 13% nel corso dell'ultimo anno, da 5,6 a 6,4 milioni (utenti unici): una velocità quattro volte superiore a quella del variegato mondo di internet nel suo complesso. Stime non ufficiali di alcuni operatori dicono che oggi almeno la metà di chi cerca casa utilizza anche il web. Lo fa, sempre più spesso, attraverso smartphone e tablet, soprattutto per un’iniziale scrematura dell'offerta disponibile sul mercato. E, non di rado, usa i portali immobiliari in modo quasi esclusivo. Perché attraverso questi strumenti si può attingere ad un bacino più ampio di proposte, di privati, agenzie indipendenti e anche affiliati delle maggiori reti in franchising. [...].

Ma è davvero così “facile” cercare casa online? Milano Finanza ha messo sotto la lente alcuni dei portali immobiliare più cliccati, per verificare se tutto funziona come dovrebbe. [...] Leggi tutto

venerdì 5 aprile 2013

Pericolo yen, meglio il peso

Dal Mondo del 29 marzo 2013, n°13, pag. 34-5

“Farò tutto quello che posso per raggiungere l’obiettivo”. L’espressione utilizzata di Haruhiko Kuroda, fresco di nomina a governatore della Banca del Giappone, ricorda il celebre “whatever it takes” di Mario Draghi. Questa volta la missione non è salvare l’euro, ma potrebbe essere ancora più delicata: spingere l’economia del Sol Levante fuori dalla deflazione. Intanto, da quando Shinzo Abe, divenuto premier (e ancora prima, dalle file dell'opposizione), ha giurato guerra al calo dei prezzi, lo yen ha perso molto terreno: oltre un quinto del suo valore contro euro e dollaro americano, in soli 6 mesi. Riuscirà l’asse Kuroda-Abe a vincere la partita? “È come se l’ultima squadra in classifica dichiarasse di vincere il campionato e la Champions League. Voi gli credereste?”. David Bloom, global head foreign exchange strategy di Hsbc è alquanto scettico. “Sarebbero necessarie misure eccezionalmente radicali, con il rischio che la situazione vada fuori controllo. Per il momento, il mercato sembra concedere ai policy maker giapponesi il beneficio del dubbio circa una eventuale possibilità di successo. Ma se, con il passare dei mesi, non dovessero arrivare conferme dall’andamento dei prezzi, lo yen invertirebbe il trend”. [...]

Strategia old-style contro la vecchiaia

Dal Mondo del 29 marzo 2013, n°13, pag. 37

Secondo stime delle Nazioni Unite, nel 2050 gli ultrasessantenni saranno circa 2 miliardi. L'80% di loro abiterà nei Paesi in via di sviluppo, dove il numero degli over 60 è destinato a triplicare. Serviranno più occhiali da vista, apparecchi acustici, case di riposo, piani pensionistici e anche crociere. Con ottime potenzialità di profitto per le aziende già posizionate su alcuni mercati. E, potenzialmente, per gli investitori che intendono cavalcare il mega-trend dell'invecchiamento demografico globale. "Le società adatte a puntare sui bisogni di una popolazione anziana sempre più numerosa, sono disseminate in tre settori: salute, finanza e beni di consumo", spiega Johan Utterman, gestore del fondo Golden Age di Lombard Odier. Nel comparto health care, si spazia da titoli più difensivi [...]