giovedì 23 maggio 2013

Dividendi - Vitamine contro la recessione

Da CorrierEconomia del 20 maggio 2013, pag. 28

Miracoli della crisi. E della liquidità che inonda i mercati. Cedole troppo scarne per obbligazioni di buona qualità hanno spinto molti investitori a rivalutare la componente a reddito dell'investimento azionario. Una soluzione alternativa, seppure differente in termini di rischio, per chi vuole integrare le entrate familiari con flussi periodici; ottenendo, nel contempo, un cuscinetto a protezione del capitale, in caso di possibili ribassi. Quando, però, molti risparmiatori in giro per il mondo percorrono lo stesso ragionamento, accade che i titoli più generosi in tema di dividendo, su scala globale, diventino cari. Eccezioni«Per l'Europa, non è così ? precisa Michael Barakos, chief investment officer European equity group e gestore dello Europe Strategic dividend fund per JP Morgan am ?. Le azioni ad alto dividendo del Vecchio Continente scambiano a sconto di circa il 10% rispetto all'indice di riferimento». Che, a sua volta, appare sottovalutato rispetto a Stati Uniti e azioni globali. Quanto può incassare, a titolo di coupon, chi punta sulle azioni europee nel 2013? Il dividend yield atteso è attorno al 4%. Un punto in più per chi sarà in grado di selezionare i titoli migliori. «Saint Gobain, ad esempio, offre un rendimento cedolare del 4,5%, ma i flussi di cassa sono deboli e la società rischia di fare i conti con una riduzione degli utili attesi. Tra le utilities e le telecom, si possono nascondere molte trappole da dividendo», avverte il gestore. Società come E.On e Gdf Suez hanno un'eccessiva leva finanziaria. Anche se dovessero riuscire a staccare la cedola, potrebbero deludere. Un discorso simile vale per France Telecom, Telecom Italia e [...] Leggi tutto

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