venerdì 14 giugno 2013

Se anche i porti sicuri tremano

Dal Mondo del 7 giugno 2013, n°23 pag. 36-7

Ma quali porti sicuri. Nelle tempeste finanziarie, anche i fari più tradizionali rischiano di spegnersi. Con brutte sorprese per i risparmiatori. Chi aveva in portafoglio titoli decennali del Tesoro americano, in meno di un mese ha perso il 4,7%. Un po’ meglio è andata ai detentori di governativi tedeschi, inglesi e giapponesi di pari durata: convinti di essere parcheggiati in altrettanti safe haven hanno subìto, invece, perdite di poco superiori al 3%. La lettura dei grafici non lascia molti dubbi: lo smottamento è iniziato il 3 maggio scorso. Non a caso, proprio dopo l'annuncio della discesa del tasso di disoccupazione americano al 7,5%: il livello più basso degli ultimi 5 anni, benché superiore di un punto al target fissato dalla Federal Reserve per staccare la spina del quantitative easing (allentamento monetario). “I maggiori investitori globali hanno iniziato a scontare l’inizio di un possibile drenaggio della liquidità”, spiega Matteo Pusineri, partner e Capo degli investimenti di Bcm & partners. “Al primo segnale di pericolo, molti hanno preferito valorizzare una parte delle enormi plusvalenze maturate nel corso degli ultimi mesi”, completa il ragionamento Matteo Trotta, vicedirettore centro studi di Consultique Sim. Ma intanto non è affatto chiaro se il primo passo verso la normalizzazione dello stimolo monetario sia davvero imminente.  [...]

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