mercoledì 24 luglio 2013

E la correzione ha favorito i signori della volatilità

Da CorrierEconomia del 22 luglio 2013, pag. 30

Vince chi ha giocato in anticipo la carta della volatilità. Perdono i fondi global macro e multi-strategy: quelli con un pieno mandato di gestione e la possibilità di scommettere in ogni direzione su azioni, obbligazioni, valute, commodity e derivati. Anche tra i fondi alternativi, la correzione di maggio e giugno ha lasciato sul campo vincitori e vinti. La ripida discesa dei prezzi obbligazionari ha risparmiato le strategie in grado di cavalcare l'aumento della volatilità (0,64%), più penalizzate nel corso dei 12 mesi precedente e quelle neutrali, contraddistinte da un bilanciamento equilibrato tra posizioni long (rialziste) e short (ribassiste), più 0,23%.
Impronta I fondi caratterizzati da una più spiccata impronta direzionale, invece, hanno sofferto. Risultato: la metà delle strategie analizzate da Morningstar per CorrierEconomia ha registrato, in media, performance negative, tra l'1,17% dei fondi specializzati sulle valute, e il -2,19% dei multi-strategy. Male hanno fatto anche i long-short debt (-1,35%): strumenti che, essendo in grado di assumere posizioni sia lunghe che corte all'interno dell'universo obbligazionario, avrebbero potuto meglio di altri cavalcare il trend ribassista dominato dai bond. «Con la convinzione che le banche centrali non avrebbero staccato la spina, il mercato era concentrato sugli stessi temi, gli asset che offrivano rendimenti elevati e potevano essere finanziati a tassi bassi», spiega Davide Cataldo, direttore investimenti Pioneer Investments Italia. «Era molto rischioso cercare di remare contro un tentativo di manipolazione del mercato così efficace da parte delle banche centrali», dice ancora. Quando però si è iniziato [...] Leggi tutto

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