martedì 16 luglio 2013

Emergenti, la correzione non è finita

Da CorrierEconomia del 15 luglio 2013, pag. 20

La risalita dei tassi americani non ha risparmiato nessuno. Ma tra tutti, i bond dei Paesi emergenti sono stati i più duramente colpiti, nell'ambito del reddito fisso: 9 punti percentuali ceduti in soli due mesi dalle obbligazioni in valute forti, l'11,6% dai titoli denominati in valuta locale. Una vera débacle. Che potrebbe aggravarsi nelle prossime settimane. «È necessario che il debito emergente trovi un nuovo equilibrio, che tenga conto di tre aspetti: il progressivo rialzo dei Treasury, il deterioramento dei fondamentali registrato negli ultimi 12 mesi in molti Paesi emergenti; i problemi di liquidità verificatisi durante la correzione, quando il debito dei Paesi in via di sviluppo ha subito enormi deflussi». Tutto questo - spiega Dan Beharall, responsabile emerging markets debt di Ignis am - richiede un premio più elevato per il rischio cui gli investitori si espongono.

Dov'è il fondo della correzione? Per Beharall, livelli di rendimento prossimi al 7% potrebbero giustificare un atteggiamento più fiducioso nei confronti delle obbligazioni emergenti. Attualmente, il debito sovrano in divisa locale offre, a scadenza, il 6,4%, contro il 5,8% dei bond governativi espressi in valuta forte. In questo caso, un aumento di 100 punti base nei rendimenti produrrebbe una perdita di altri 7 punti percentuali. Dunque, lo spazio per ulteriori perdite non è risibile. Tuttavia, ci sono emissioni che dovrebbero essere più resistenti di altre ad eventuali ribassi. E le differenze potrebbero essere maggiori nell'universo dei bond in valuta locale. «Quando le cose si mettono male, bisogna focalizzarsi sui Paesi che vantano governi stabili e banche centrali credibili», suggerisce il gestore, secondo cui Brasile e Messico rappresentano, a questo proposito, due esempi opposti. «Le autorità brasiliane sono apparse contraddittorie e poco affidabili nella gestione della politica monetaria, anche perché molto sensibili alle pressioni del potere politico. La Banca centrale messicana, invece, si è dimostrata coerente, disciplinata, misurata. Il nuovo presidente della Repubblica, inoltre - ricorda Beharall - sembra intenzionato a portare avanti riforme strutturali».

Le performance dei bond in local currency dipendono da due fattori [...] Leggi tutto

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