lunedì 22 luglio 2013

Italia pigra per colpa di Draghi

Dal Mondo del 12 luglio 2013, n°28, pag. 32

Il 5 luglio scorso, il decennale americano ha raggiunto i massimi degli ultimi due anni, sfiorando il 2,74%. Numeri migliori delle attese sul fronte lavorativo hanno corroborato l’ipotesi che per il Quantitative Easing (allentamento monetario) si avvicini l’inizio della fine. Risultato: le perdite potenziali subite negli ultimi 2 mesi da chi è rimasto investito nei Treasury sono salite al 10%, con effetti negativi su molti segmenti del reddito fisso. Non tutti però si sono fatti cogliere impreparati. “Noi ne abbiamo beneficiato, grazie ad una posizione corta sulla durata finanziaria della componente governativa”, spiega Bob Jolly, head of global macro di Schroders e gestore del fondo Schroder isf strategic bond. “Ma non bisogna dimenticare che la politica monetaria della Federal Reserve resterà molto accomodante. Siamo lontani da una fase di normalizzazione del costo del denaro”.

Domanda. Il debito emergente è stato il più penalizzato nell’universo del reddito fisso. Le perdite sono destinate a ridimensionare severamente la propensione al rischio da parte degli obbligazionisti?
Risposta. I mercati emergenti hanno sofferto, ancora una volta, un problema di scarsa liquidità. È relativamente facile comprare bond dei Paesi in via di sviluppo, grazie a frequenti nuove emissioni. Più difficile disfarsene in fasi di stress sui mercati, quando tutti cercano di uscire da una via di fuga divenuta, improvvisamente, troppo stretta. Il classico collo di bottiglia. [...]

D. Il rallentamento della crescita nei Paesi emergenti porterà ad un aumento dei fallimenti?
R. Può darsi che il tasso di default salga, ma non in modo drammatico. In realtà [...]

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